Continua la guerra di camorra e noi continuamo a vivere come se nulla fosse, come se tutto fosse un film... Addirittura ci indignamo per quello che è successo in Virginia al college!!! Ma se guardiamo quello che ci succede sotto casa, ci accorgiamo che la guerra è quì!!! Solo che non la vogliamo vedere, non ci vogliamo credere!!!
Torre, strage continua due morti e due feriti
Scritto da la Repubblica Napoli
lunedì 23 aprile 2007
È stato un duello tra killer, cento colpi esplosi sotto il sole a picco della domenica pomeriggio. Due batterie di sicari in sella agli scooter si sparano addosso con almeno tre pistole e un mitragliatore kalashnikov. È una pioggia di fuoco quella che investe alle quattro del pomeriggio via Mazzini, pochi metri dal corso principale della Torre Annunziata dei boss, la cittadina vesuviana devastata dalla guerra per il controllo di almeno dieci piazze della vendita di cocaina. Un altro fuoco che si accende per il predominio del business sulla droga.
A terra restano due morti e due feriti. È un´azione eclatante, il segno di una sfida lanciata ogni giorno più avanti: arrivano sul luogo del delitto il procuratore aggiunto antimafia, Franco Roberti, il comandante provinciale dei carabinieri Gaetano Maruccia, entrambi in costante contatto con il prefetto Alessandro Pansa. E non si esclude che nelle prossime ore lo Stato faccia sentire il suo fiato sul collo ai due schieramenti in guerra.Restano uccisi Antonio De Angelis e Francesco Genovesi, ritenuti dagli investigatori gregari del clan Cavalieri-Gallo, lo schieramento dei giovani e vincenti che si oppone da mesi allo storico gruppo dei Gionta. I due feriti gravi, ritenuti i loro aggressori, sono invece Giovanni Iapicca e Francesco Zavota, entrambi ricoverati e piantonati all´ospedale Cardarelli. Ma poiché stavolta chi voleva uccidere non ne è uscito indenne, come registrano le prime ricostruzioni degli 007 antimafia, restano sull´asfalto tra le scie di sangue di morti e feriti anche le armi impiegate per l´esecuzione: tutte recuperate dagli inquirenti.E diventeranno, con ogni probabilità, schiaccianti prove processuali. Intanto la faida di camorra di Torre Annunziata - uno dei territori segnati in rosso da mesi sulla mappa della sicurezza del prefetto di Napoli e sulla scrivania del ministro dell´Interno Giuliano Amato - segna il terzo raid in tre giorni, con un bilancio complessivo di quattro morti e due feriti.Terza missione di sangue dopo l´omicidio di Vincenzo Amoretti, un gregario dei Gallo, ucciso venerdì scorso nel suo letto con una pallottola alla nuca dai killer che si sono finti poliziotti; e dopo la risposta di sabato, avvenuta con l´assassinio di Massimo Gallo, in servizio come "palo" sulla piazza di spaccio dei Gionta.La spedizione di ieri pomeriggio, sostengono gli investigatori, aveva un solo obiettivo: vendicare l´ultimo morto del clan Gionta. Doveva essere una strage. Un´azione eclatante messa a segno a soli 300 metri dal luogo di un´altra strage di camorra passata alla storia criminale che oppose Nuova famiglia ai cutoliani, quella del circolo dei pescatori di Torre Annunziata, 26 agosto 1984, 23 anni fa.
Ascolta la tua radio preferita!!!
20/04/07
Discariche o termovalorizzatori???
A prima vista qualcuno potrebbe dire che questi sono problemi di Torino e basta!!! Ma se guardate bene, questo video riflette a pieno quelli che sono i programmi nazionali di smaltimento dei rifiuti!!! Al posto di Chiamparino ci possiamo mettere Bertolaso, con le giuste differenze (Bertolaso è un commissario, e crede di risolvere l'emergenza nascondendo la polvere sotto al tappeto)!!!
Questo è un bellissimo video degli amici di Beppe Grillo Torino!!!
Questo è un bellissimo video degli amici di Beppe Grillo Torino!!!
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17/04/07
Rapporto ecomafia legambiente!!!
Ecco i numeri di Ecomafia 2007 l’annuale rapporto di Legambiente. Per saperne di più su quello che succede in Campania visitate il sito Legambiente campania
Legambiente: smaltimento, camorra all’assalto
Scritto da il Mattino
martedì 17 aprile 2007
Autocompattatori incendiati, camion danneggiati, discariche date alle fiamme: Legambiente Campania parla di «veri e propri assalti armati ai mezzi che trasportano i rifiuti» e parla, soprattutto, di «camorra all’assalto». Sono ben 12, dicono gli ambientalisti, gli agguati solo negli ultimi mesi in Campania con cui la camorra «ha fatto capire con estrema violenza quale sia il suo ruolo nella vicenda dell'emergenza».
Uno spaccato anticipato da Legambiente e contenuto nel «Rapporto annuale sulle ecomafie 2007 - il Caso Campania», che sarà presentato oggi a Napoli. Marano, Boscoreale, Portici, Cancello Arnone, Nola, Mugnano, Villa Literno sono, secondo Legambiente, i set degli agguati. Tutti episodi sui quali indagano sia la Procura di Santa Maria Capua Vetere che la Direzione distrettuale antimafia. «La camorra - denuncia Legambiente - è già pronta a gestire lo smaltimento legale dei rifiuti, si muove e lo fa a modo suo. Ovviamente deve battere la concorrenza, ma ha già creato società pulite per occuparsi, in modo imprenditoriale, le normali attività di eliminazione e riciclaggio dei rifiuti». Un quadro drammaticamente non nuovo, ma che è richiede di essere sempre supportato da documentazione precisa ed autorevole. Anche perchè non è inusuale sentire affermare che non è poi la camorra il principale dei problemi. In quest’ottica il rapporto di Legambiente è fondamentale per non perdere la presa su un’emergenza che ha cause nascoste in un groviglio di interessi tanto ramificato da richiedere anni di intervento e di contrasto. Non a caso si mette l’accento sulla «pulizia» di alcune ditte ed imprese coinvolte nel traffico. Perchè la rete di connivenza saldata dalla camorra attorno alla possibilità di smaltire a poco prezzo, ha finito per invischiare tutto il meccanismo. E ne ha prodotto, alla fine, uno autonomo. Non meraviglia, quindi, che si tema il salto definitivo dei clan, verso la gestione diretta del ciclo legale di smaltimento. I soldi non hanno odore, ed i clan ne hanno tanti da investire dopo anni di gestione eco-mafiosa che hanno trasformato la Campania nello sversatoio del nord. A presentare il rapporto, stamane all’Istituto per gli studi Filosofici di via Monte di Dio, ci saranno, con Buonomo, Peppe Ruggiero, curatore del rapporto, Marta De Gennaro, commissario vicario all’emergenza rifiuti in Campania, il generale Roberto Jucci, i magistrati Maria Cristina Ribeira, Raffaele Cantone e Federico Bisceglie.
Legambiente: smaltimento, camorra all’assaltoScritto da il Mattino
martedì 17 aprile 2007
Autocompattatori incendiati, camion danneggiati, discariche date alle fiamme: Legambiente Campania parla di «veri e propri assalti armati ai mezzi che trasportano i rifiuti» e parla, soprattutto, di «camorra all’assalto». Sono ben 12, dicono gli ambientalisti, gli agguati solo negli ultimi mesi in Campania con cui la camorra «ha fatto capire con estrema violenza quale sia il suo ruolo nella vicenda dell'emergenza».
Uno spaccato anticipato da Legambiente e contenuto nel «Rapporto annuale sulle ecomafie 2007 - il Caso Campania», che sarà presentato oggi a Napoli. Marano, Boscoreale, Portici, Cancello Arnone, Nola, Mugnano, Villa Literno sono, secondo Legambiente, i set degli agguati. Tutti episodi sui quali indagano sia la Procura di Santa Maria Capua Vetere che la Direzione distrettuale antimafia. «La camorra - denuncia Legambiente - è già pronta a gestire lo smaltimento legale dei rifiuti, si muove e lo fa a modo suo. Ovviamente deve battere la concorrenza, ma ha già creato società pulite per occuparsi, in modo imprenditoriale, le normali attività di eliminazione e riciclaggio dei rifiuti». Un quadro drammaticamente non nuovo, ma che è richiede di essere sempre supportato da documentazione precisa ed autorevole. Anche perchè non è inusuale sentire affermare che non è poi la camorra il principale dei problemi. In quest’ottica il rapporto di Legambiente è fondamentale per non perdere la presa su un’emergenza che ha cause nascoste in un groviglio di interessi tanto ramificato da richiedere anni di intervento e di contrasto. Non a caso si mette l’accento sulla «pulizia» di alcune ditte ed imprese coinvolte nel traffico. Perchè la rete di connivenza saldata dalla camorra attorno alla possibilità di smaltire a poco prezzo, ha finito per invischiare tutto il meccanismo. E ne ha prodotto, alla fine, uno autonomo. Non meraviglia, quindi, che si tema il salto definitivo dei clan, verso la gestione diretta del ciclo legale di smaltimento. I soldi non hanno odore, ed i clan ne hanno tanti da investire dopo anni di gestione eco-mafiosa che hanno trasformato la Campania nello sversatoio del nord. A presentare il rapporto, stamane all’Istituto per gli studi Filosofici di via Monte di Dio, ci saranno, con Buonomo, Peppe Ruggiero, curatore del rapporto, Marta De Gennaro, commissario vicario all’emergenza rifiuti in Campania, il generale Roberto Jucci, i magistrati Maria Cristina Ribeira, Raffaele Cantone e Federico Bisceglie.
Beppe all'assemblea Telecom!!!
Grande Beppe!!! Questa è la democrazia!!! La possibilità per tutti di essere rappresentati!!! L'associazione a delinquere che stà gestendo telecom italia deve essere mandata a casa!!! Dobbiamo far ritornare la telecom ad essere un servizio pubblico, che fa l'interesse ed il bene dei contribuenti!!! Ricordo, per chi dimenticasse, che la telecom, se privatizzata, sarebbe l'unica compagnia telefonica privata con il monopolio della rete!!! La regola dell'ultimo metro di filo ancora di proprietà telecom è un limite a quella libertà di mercato che tutti i politici sono pronti a declamare!!! Riprendiamoci la nostra democrazia, i nostri servizi, i nostri diritti!!!
15/04/07
Il triangolo della morte!!!
Ci stanno avvelenando e non ce ne accorgiamo!!! Tutto ciò che respiriamo, mangiamo, beviamo, a cui siamo esposti, ha dei potenti effetti cancerogeni!!! Qualcuno asserisce che ci stiamo cancerizzando!!! I tumori sono sempre più numerosi!!!! Molti registri tumori sottostimano, secondo una politica precisa, l'incidenza dei tumori nel mondo... Eppure se ci guardiamo attorno sono tantissimi i casi di cancro che vediamo, quasi più delle malattie cardiovascolari!!! Stiamo attenti!!!
NOLA/Dove la diossina arriva dappertutto
Scritto da Carlo Franco da il Corriere del Mezzogiorno
domenica 15 aprile 2007
Quando «Lancet Oncology», l'autorevole rivista scientifica inglese, lanciò, tre anni fa, l'allarme per il «triangolo della morte» ambientale che ha come vertici Nola, Acerra e Marigliano pubblicando un reportage firmato da un giovane medico, Alfredo Mazza, scoppiò la rivoluzione. All'autore i nolani che contano rimproverarono di schizzare fango sulla città e i politici insinuarono che 'o guaglione sgomitava per farsi strada nella politica e scalare il Comune. Il sindaco Felice Napolitano, che è medico anche lui, fece di più, fece attaccare decine di manifesti per urlare che tutto andava bene e che non bisognava dare credito agli allarmismi pretestuosi.
Oggi, tre anni dopo, la responsabilità della diossina nell'aumento dei tumori è stata accertata (+ 12% nelle donne, + 9% negli uomini) e finalmente l'opinione pubblica comincia a ragionare con la sua testa lasciandosi alle spalle il timore reverenziale, o il rispetto che è parola più usata a questa latitudine, nei confronti dei potenti. Che siano colletti bianchi o camorristi.Siamo, però, ancora all'anno zero. La cattiva coscienza è stata lavata con il percolato delle mille discariche abusive e il sindaco, che è lo stesso, ha cambiato registro. Oggi è d'accordo con chi lotta ma lo fa alla alla buona, badando soprattutto a non restare imbrigliato nelle denunce di Report e de la Vita in diretta. Che ormai si rincorrono mentre se ne annunciano altre, perché Alfredo Mazza non ha smesso di lavorare a dossier esplosivi e, insieme ad un altro medico, questa volta uno psichiatra che lavora all'Asl, Gennaro Esposito, è riuscito a mettere in piedi un fronte serio di opposizione riunendo trenta associazioni ambientaliste e fondando un giornale, «Tablò», che fa opinione. E organizza proteste che fanno male al potere. L'ultima è un appello ai cittadini perchè si sottopongano ad analisi del sangue, dell'urina e del latte materno per verificare l'incidenza della diossima che è ormai cento volte superiore ai valori normali. Perchè il latte materno? «La diossina è liposolubile — risponde Gennaro Esposito — e si concentra nei grassi; il latte materno, quindi, è la spia più attendibile. Dobbiamo andare in fondo a questo scandalo e punire». Il tono è esasperato, ma come dare torto a chi denuncia? «Qui non c'è dialettica politica tra maggioranza e opposizione — ripete Alfredo Mazza — siamo di fronte ad una associazione che attraversa tutti gli schieramenti».Tutti i discorsi su Nola passano dalla questione ambientale. Dal triangolo della morte siamo passati ad una figura geometrica sterminata, che si protende fino al a mare: mezzo milione di abitanti, 35 comuni, 496 kmq devastati dal traffico di rifiuti tossici gestito dalla camorra. E' una storia che parte da lontano. E si è stabilizzata dopo il terremoto.Il simbolo massimo del degrado è la famigerata Cisternina, un complesso residenziale interamente abusivo che venne evacuato ad horas in seguito a una epidemia di salmonellosi e di tifo. Ora è terra di nessuno ma dovrebbe ospitare un Centro di ricerca per l'ambiente. Campa cavallo....Vittorio Avella, ex consigliere del Pci, racconta due storielle che aiutano a capire. La prima risale a La Marca, discendente di una famiglia che appartiene al Gotha della camorrra, il quale riuscì a ottenere il monopolio della raccolta dei rifiuti prima per due anni e poi per nove. Senza passare per il Consiglio comunale. Negli anni Settanta e più ancora in quelli seguenti il traffico di sostanze tossiche imperversò riversando sul territorio fiumi di veleni micidiali e di soldi sporchi. I pozzi degli orti un tempo fertili diventarono bombe ecologiche con il consenso dei contadini che ormai avevano abbandonato la terra. E qui viene la seconda storiella che coinvolge due proprietari terrieri. Uno chiede all'altro: «Ma che cosa è successo nella tua terra? Stanotte ho sentito un grande traffico di camion...». E l'altro con candore degno di miglior causa risponde: «Fatti i fatti tuoi, hanno sversato certi liquidi nel pozzo, non so cosa ci hanno buttato ma mi hanno dato dieci milioni». «Oggi è la stessa cosa — dicono Alfredo Mazza e Gennaro Esposito — in questi giorni abbiamo ricevuto telefonate da ingegneri del Nord e la nuova parolina magica è la pirolisi, cioè il procedimento chimico che consente di bruciare tutto e produrre energia. Li abbiamo mandati a quel paese, ma non demorderanno».
NOLA/Dove la diossina arriva dappertutto
Scritto da Carlo Franco da il Corriere del Mezzogiorno
domenica 15 aprile 2007
Quando «Lancet Oncology», l'autorevole rivista scientifica inglese, lanciò, tre anni fa, l'allarme per il «triangolo della morte» ambientale che ha come vertici Nola, Acerra e Marigliano pubblicando un reportage firmato da un giovane medico, Alfredo Mazza, scoppiò la rivoluzione. All'autore i nolani che contano rimproverarono di schizzare fango sulla città e i politici insinuarono che 'o guaglione sgomitava per farsi strada nella politica e scalare il Comune. Il sindaco Felice Napolitano, che è medico anche lui, fece di più, fece attaccare decine di manifesti per urlare che tutto andava bene e che non bisognava dare credito agli allarmismi pretestuosi.Oggi, tre anni dopo, la responsabilità della diossina nell'aumento dei tumori è stata accertata (+ 12% nelle donne, + 9% negli uomini) e finalmente l'opinione pubblica comincia a ragionare con la sua testa lasciandosi alle spalle il timore reverenziale, o il rispetto che è parola più usata a questa latitudine, nei confronti dei potenti. Che siano colletti bianchi o camorristi.Siamo, però, ancora all'anno zero. La cattiva coscienza è stata lavata con il percolato delle mille discariche abusive e il sindaco, che è lo stesso, ha cambiato registro. Oggi è d'accordo con chi lotta ma lo fa alla alla buona, badando soprattutto a non restare imbrigliato nelle denunce di Report e de la Vita in diretta. Che ormai si rincorrono mentre se ne annunciano altre, perché Alfredo Mazza non ha smesso di lavorare a dossier esplosivi e, insieme ad un altro medico, questa volta uno psichiatra che lavora all'Asl, Gennaro Esposito, è riuscito a mettere in piedi un fronte serio di opposizione riunendo trenta associazioni ambientaliste e fondando un giornale, «Tablò», che fa opinione. E organizza proteste che fanno male al potere. L'ultima è un appello ai cittadini perchè si sottopongano ad analisi del sangue, dell'urina e del latte materno per verificare l'incidenza della diossima che è ormai cento volte superiore ai valori normali. Perchè il latte materno? «La diossina è liposolubile — risponde Gennaro Esposito — e si concentra nei grassi; il latte materno, quindi, è la spia più attendibile. Dobbiamo andare in fondo a questo scandalo e punire». Il tono è esasperato, ma come dare torto a chi denuncia? «Qui non c'è dialettica politica tra maggioranza e opposizione — ripete Alfredo Mazza — siamo di fronte ad una associazione che attraversa tutti gli schieramenti».Tutti i discorsi su Nola passano dalla questione ambientale. Dal triangolo della morte siamo passati ad una figura geometrica sterminata, che si protende fino al a mare: mezzo milione di abitanti, 35 comuni, 496 kmq devastati dal traffico di rifiuti tossici gestito dalla camorra. E' una storia che parte da lontano. E si è stabilizzata dopo il terremoto.Il simbolo massimo del degrado è la famigerata Cisternina, un complesso residenziale interamente abusivo che venne evacuato ad horas in seguito a una epidemia di salmonellosi e di tifo. Ora è terra di nessuno ma dovrebbe ospitare un Centro di ricerca per l'ambiente. Campa cavallo....Vittorio Avella, ex consigliere del Pci, racconta due storielle che aiutano a capire. La prima risale a La Marca, discendente di una famiglia che appartiene al Gotha della camorrra, il quale riuscì a ottenere il monopolio della raccolta dei rifiuti prima per due anni e poi per nove. Senza passare per il Consiglio comunale. Negli anni Settanta e più ancora in quelli seguenti il traffico di sostanze tossiche imperversò riversando sul territorio fiumi di veleni micidiali e di soldi sporchi. I pozzi degli orti un tempo fertili diventarono bombe ecologiche con il consenso dei contadini che ormai avevano abbandonato la terra. E qui viene la seconda storiella che coinvolge due proprietari terrieri. Uno chiede all'altro: «Ma che cosa è successo nella tua terra? Stanotte ho sentito un grande traffico di camion...». E l'altro con candore degno di miglior causa risponde: «Fatti i fatti tuoi, hanno sversato certi liquidi nel pozzo, non so cosa ci hanno buttato ma mi hanno dato dieci milioni». «Oggi è la stessa cosa — dicono Alfredo Mazza e Gennaro Esposito — in questi giorni abbiamo ricevuto telefonate da ingegneri del Nord e la nuova parolina magica è la pirolisi, cioè il procedimento chimico che consente di bruciare tutto e produrre energia. Li abbiamo mandati a quel paese, ma non demorderanno».
Porto di Napoli!!!
Le parole di Saviano, forse più di altre, possono aiutarci a capire i meccanismi di potere, che sono sotto alla calma apparente del porto di Napoli!!!
Gomorra
Incipit
"Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell'aria, lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Sembravano manichini. Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti. Congelati, tutti raccolti, l'uno sull'altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l'uno con l'altro. Ecco dove erano finiti. I corpi che le fantasie più spinte immaginavano cucinati nei ristoranti, sotterrati negli orti d'intorno alle fabbriche, gettati nella bocca del Vesuvio. Erano lì. Ne cadevano a decine dal container, con il nome appuntato su un cartellino annodato a un laccetto intorno al collo. Avevano tutti messo da parte i soldi per farsi seppellire nelle loro città in Cina. Si facevano trattenere una percentuale sul salario, in cambio avevano garantito un viaggio di ritorno, una volta morti. Uno spazio in un container e un buco in qualche pezzo di terra cinese. Quando il gruista del porto mi raccontò la cosa, si mise le mani in faccia e continuava a guardarmi attraverso lo spazio tra le dita."
Così tre clan controllano il Porto di Napoli
Scritto da Gianluca Abate da il Corriere del Mezzogiorno
giovedì 12 aprile 2007
L'ultima dichiarazione nota in ordine di tempo è quella del pentito di camorra Francesco Capuozzo, che il 25 novembre 2005 ai pm antimafia spiegava questo: «Il quartiere delle Case Nuove ha una posizione strategica rispetto a futuri affari, perché dovranno essere effettuati lavori di importo molto rilevante di ristrutturazione del porto di Napoli e alla famiglia spetterà una quota importante perché il quartiere è prospiciente ad una vasta area del porto».
Il «quartiere della Case Nuove», come lo chiama il collaboratore di giustizia, è uno dei feudi del clan Mazzarella. E proprio la famiglia Mazzarella, insieme con la cupola dell'Alleanza di Secondigliano e il clan dei Casalesi, controlla il porto di Napoli. La circostanza emerge da un altro filone dell'inchiesta della Procura che ieri ha portato all'emissione di trenta ordini d'arresto nei confronti di spedizionieri e funzionari della Dogana. Loro, gli indagati, con questa storia non c'entrano nulla, e nessun reato di tipo mafioso gli viene contestato. Quel che c'entra con l'altro troncone dell'inchiesta coordinata dal capo del pool anticamorra Franco Roberti e delegata al pm Raffaele Marino, invece, è l'accordo fra tre clan per spartirsi i proventi degli affari illeciti. Due, l'Alleanza di Secondigliano e la famiglia dei Mazzarella, hanno stretto una sorta di specifico patto di non belligeranza nonostante per strada si combattano a colpi di omicidi. Il terzo, il clan dei Casalesi, gestisce invece direttamente diverse spedizioni, con rapporti all'interno del porto che la magistratura definisce «accertati».C'è un mediatore, a collegare (per ora ignoti) spedizionieri e boss della camorra. È un banchiere di malavita, uno che ricicla i soldi della camorra. E che, attraverso gli stessi canali, ricicla anche i soldi delle importazioni illecite. Come gestire le operazioni, invece, quella è strategia che spetta ai boss. I Mazzarella, ad esempio, hanno una propria ditta di trasporti e gente che va in Cina ad acquistare all'ingrosso cd da falsificare in Italia. I Casalesi, al contrario, infiltrano soggetti «riconducibili al clan» in imprese che operano all'interno del porto. L'Alleanza di Secondigliano, infine, ha uomini fidati che si occupano delle importazioni dalla Cina (uno fu arrestato perché commercializzava per conto del clan trapani falsi).Tutti, invece, impongono una tangente ai trasportatori. Qualcuno non paga. E non entra più al porto.
Gomorra
Incipit
"Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell'aria, lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Sembravano manichini. Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti. Congelati, tutti raccolti, l'uno sull'altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l'uno con l'altro. Ecco dove erano finiti. I corpi che le fantasie più spinte immaginavano cucinati nei ristoranti, sotterrati negli orti d'intorno alle fabbriche, gettati nella bocca del Vesuvio. Erano lì. Ne cadevano a decine dal container, con il nome appuntato su un cartellino annodato a un laccetto intorno al collo. Avevano tutti messo da parte i soldi per farsi seppellire nelle loro città in Cina. Si facevano trattenere una percentuale sul salario, in cambio avevano garantito un viaggio di ritorno, una volta morti. Uno spazio in un container e un buco in qualche pezzo di terra cinese. Quando il gruista del porto mi raccontò la cosa, si mise le mani in faccia e continuava a guardarmi attraverso lo spazio tra le dita."
Così tre clan controllano il Porto di Napoli
Scritto da Gianluca Abate da il Corriere del Mezzogiorno
giovedì 12 aprile 2007
L'ultima dichiarazione nota in ordine di tempo è quella del pentito di camorra Francesco Capuozzo, che il 25 novembre 2005 ai pm antimafia spiegava questo: «Il quartiere delle Case Nuove ha una posizione strategica rispetto a futuri affari, perché dovranno essere effettuati lavori di importo molto rilevante di ristrutturazione del porto di Napoli e alla famiglia spetterà una quota importante perché il quartiere è prospiciente ad una vasta area del porto».
Il «quartiere della Case Nuove», come lo chiama il collaboratore di giustizia, è uno dei feudi del clan Mazzarella. E proprio la famiglia Mazzarella, insieme con la cupola dell'Alleanza di Secondigliano e il clan dei Casalesi, controlla il porto di Napoli. La circostanza emerge da un altro filone dell'inchiesta della Procura che ieri ha portato all'emissione di trenta ordini d'arresto nei confronti di spedizionieri e funzionari della Dogana. Loro, gli indagati, con questa storia non c'entrano nulla, e nessun reato di tipo mafioso gli viene contestato. Quel che c'entra con l'altro troncone dell'inchiesta coordinata dal capo del pool anticamorra Franco Roberti e delegata al pm Raffaele Marino, invece, è l'accordo fra tre clan per spartirsi i proventi degli affari illeciti. Due, l'Alleanza di Secondigliano e la famiglia dei Mazzarella, hanno stretto una sorta di specifico patto di non belligeranza nonostante per strada si combattano a colpi di omicidi. Il terzo, il clan dei Casalesi, gestisce invece direttamente diverse spedizioni, con rapporti all'interno del porto che la magistratura definisce «accertati».C'è un mediatore, a collegare (per ora ignoti) spedizionieri e boss della camorra. È un banchiere di malavita, uno che ricicla i soldi della camorra. E che, attraverso gli stessi canali, ricicla anche i soldi delle importazioni illecite. Come gestire le operazioni, invece, quella è strategia che spetta ai boss. I Mazzarella, ad esempio, hanno una propria ditta di trasporti e gente che va in Cina ad acquistare all'ingrosso cd da falsificare in Italia. I Casalesi, al contrario, infiltrano soggetti «riconducibili al clan» in imprese che operano all'interno del porto. L'Alleanza di Secondigliano, infine, ha uomini fidati che si occupano delle importazioni dalla Cina (uno fu arrestato perché commercializzava per conto del clan trapani falsi).Tutti, invece, impongono una tangente ai trasportatori. Qualcuno non paga. E non entra più al porto.
40 anni dalla morte del principe della risata!!!
Ci hai lasciato tanto, poesie, canzoni, film... Ci hai fatto ridere in tutti i modi... Hai rappresentato Napoli, soprattutto la Napoli povera del dopoguerra, costretta ad arrangiarsi, a fare i conti con la fame, poi con la ripresa economica e le prime ricchezze, ma anche il maggior divario tra i ricchi ed i poveri!!!
Grazie Totò, per noi sei ancora vivo!!!
Totò ed Aldo Fabrizi, una coppia stupenda che farà ridere sicuramente anche il paradiso!!!
Grazie Totò, per noi sei ancora vivo!!!
Totò ed Aldo Fabrizi, una coppia stupenda che farà ridere sicuramente anche il paradiso!!!
Rifiuti d'oro!!!
La gestione dei rifiuti è solo uno dei tanti affari illeciti della camorra, dispiace appurare che istituzioni pubbliche, ed esponenti di essa, possano essere invischiati in questi affari!!! Forse questo può far capire le mani legate di Bertolaso!!!

Sodano: «L'ecomafia assalta lo Stato»
Il presidente della commissione ambiente del Senato commenta l'arresto, avvenuto il 5 aprile, del sub-commissario per l'emergenza rifiuti in Campania: «La gestione commissariale ha fallito, ripristiniamo l'ordinarietà»
Silvana Santo, lanuovaecologia.it
6 aprile 2007
6 aprile 2007
«Fermo restando che per i giudizi definitivi bisogna aspettare la conclusione del lavoro della magistratura, di sicuro questa vicenda getta ombre pesanti sulla gestione commissariale dei rifiuti in Campania. Mi chiedo come sia possibile che dopo 13 anni di commissariamento, nonostante la presenza di una personalità di indubbia caratura morale come Bertolaso, sia potuto accadere un fatto simile». È il commento di Tommaso Sodano, presidente della commissione ambiente del Senato, all'arresto di Claudio De Biasio, il sub-commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, fermato nei giorni scorsi con l'accusa di truffa aggravata. Nella giornata di ieri, il senatore aveva chiesto e ottenuto che De Biasio venisse allontanato dall'incarico che ricopriva dallo scorso 15 marzo.
Che peso può avere questa vicenda nel futuro della gestione dei rifiuti in Campania?Gli arresti dei giorni scorsi confermano una volta di più l'esigenza di ritornare quanto prima ad uno stato di ordinarietà. Si tratta dell'ennesima prova che la gestione commissariale non solo non ha risolto l'emergenza rifiuti, ma non è nemmeno riuscita ad escludere la presenza della criminalità organizzata. Credo che a questo punto sia necessario un momento di profonda riflessione su quanto è stato fatto finora, anche alla luce della nuova normativa regionale, che ha complicato ulteriormente la situazione.
L'inchiesta della Dda che ha portato agli arresti di martedì fornisce elementi nuovi sul ruolo della criminalità organizzata?Il coinvolgimento della camorra non è una novità. La criminalità organizzata gestisce da tempo pezzi ordinari del ciclo dei rifiuti, dall'individuazione delle aree per le discariche alla loro gestione. Ma se adesso le indagini confermassero che la camorra è riuscita ad interferire nella nomina di un sub-commissario, ci troveremmo davanti a un vero e proprio attacco agli organi dello stato.
In che senso?Il commissariato straordinario è una struttura governativa. Se venisse confermato che la camorra è riuscita ad inserirvi un uomo di propria fiducia, ci troveremmo di fronte a un fatto davvero clamoroso.
Che peso può avere questa vicenda nel futuro della gestione dei rifiuti in Campania?Gli arresti dei giorni scorsi confermano una volta di più l'esigenza di ritornare quanto prima ad uno stato di ordinarietà. Si tratta dell'ennesima prova che la gestione commissariale non solo non ha risolto l'emergenza rifiuti, ma non è nemmeno riuscita ad escludere la presenza della criminalità organizzata. Credo che a questo punto sia necessario un momento di profonda riflessione su quanto è stato fatto finora, anche alla luce della nuova normativa regionale, che ha complicato ulteriormente la situazione.
L'inchiesta della Dda che ha portato agli arresti di martedì fornisce elementi nuovi sul ruolo della criminalità organizzata?Il coinvolgimento della camorra non è una novità. La criminalità organizzata gestisce da tempo pezzi ordinari del ciclo dei rifiuti, dall'individuazione delle aree per le discariche alla loro gestione. Ma se adesso le indagini confermassero che la camorra è riuscita ad interferire nella nomina di un sub-commissario, ci troveremmo davanti a un vero e proprio attacco agli organi dello stato.
In che senso?Il commissariato straordinario è una struttura governativa. Se venisse confermato che la camorra è riuscita ad inserirvi un uomo di propria fiducia, ci troveremmo di fronte a un fatto davvero clamoroso.
10/04/07
Ecomafie ed ecoreati!!!
Quando la camorra e le amministrazioni locali hanno un affare comune, qualcosa non va!!!
Ecco due articoli tratti da La nuova ecologia, che fotografano il periodo difficile della vera emergenza rifiuti in campania... L'ecomafia!!!
ECOMAFIE
Sequestrate due cave
Contenevano almeno 2.000 tonnellate di rifiuti speciali in Campania a Quarto (Na) e nel Lazio a Bagnoreggio (Vt). Dieci persone indagate. Ultimo capitolo dell'indagine "Re Mida" che smascherò una banda ecocriminale operante in 4 regioni
Due cave utilizzate per lo smaltimento illecito di almeno 2.000 tonnellate rifiuti speciali, in Campania e nel Lazio, e 10 persone indagate. È il nuovo capitolo dell'indagine “Re Mida” avviata alla fine del 2003 e che consentì di smascherare una presunta organizzazione eco-criminale radicata in diverse regioni tra cui Lombardia, Toscana, Lazio e Campania. Questa mattina i militari del comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente hanno messo in atto il sequestro preventivo di due cave, l'una in Campania, a Quarto, in provincia di Napoli, l'altra nel Lazio, a Bagnoregio, in provincia di Viterbo.
Secondo il procuratore aggiunto della Repubblica di Napoli, Camillo Trapuzzano, le due cave sarebbero il terminale di un considerevole traffico illecito di rifiuti. Tra i rifiuti speciali smaltiti ci sono quelli provenienti dalla separazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, ceneri di combustione e fanghi industriali. Gli indagati, secondo l'accusa, svolgevano l'attività illecita in modo 'imprenditoriale': le dieci persone coinvolte erano gestori di cave, intermediari, trasportatori chimici e direttori di impianti. I rifiuti - sostiene la Procura - non solo erano smaltiti illecitamente ma erano anche accompagnati da falsi documenti di trasporto e da false consulenze circa la natura e la provenienza dei rifiuti. Il giro d'affari del presunto traffico illecito è stato quantificato in circa 100 mila euro.
15 marzo 2007
ECOREATI
Grasso:«Business rifiuti attira le ecomafie»
Il procuratore nazionale Antimafia sulle attività economiche legate allo smaltimento illecito: «Vi operano ditte già presenti nella black list dell'antimafia». La proposta: pene meno dure a indagati che bonificano il territorio
Pene meno severe agli indagati per traffico di rifiuti pericolosi quando accettano di provvedere alla bonifica del territorio che hanno inquinato. La proposta è del procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, che l'ha avanzata innanzi alla Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti presieduta dal senatore dell'Ulivo Roberto Barbieri. Grasso, inoltre, ritiene necessaria una norma ad hoc che preveda l'associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti di competenza delle procure antimafia. Adesso, invece, sul traffico di rifiuti - sebbene spesso siano coinvolte imprese malavitose - indagano sia le dda che le procure ordinarie e non esiste una banca dati complessiva.
Grasso ha sottolineato che, adesso, nel business dei rifiuti «accanto a esponenti delle famiglie mafiose si registra la presenza di persone senza precedenti penali (tecnici, dipendenti delle pubbliche amministrazioni, imprenditori dei trasporti) inseriti nell'economia pulita, che però iniziano a voler guadagni facili senza le spese dello smaltimento lecito».
Il traffico dei rifiuti «é un grosso affare legato a un preciso orientamento del mondo produttivo locale e nazionale, desiderosi di aumentare i profitti e ridurre le spese». Capita sempre più spesso, ha spiegato Grasso, «che accanto alla grandi imprese aggiudicatarie di appalti per smaltire i rifiuti si affianchi una piccola impresa locale, vicina ai mafiosi, che prima si occupava di movimento terra: la manodopera è locale, così i fornitori».
Significativi alcuni dati relativi a inchieste della dda in Campania, la regione con più infrazioni sui rifiuti: su 377 società di smaltimento controllate (45 di smaltitori, 166 di riciclatori e 166 di trasportatori), quasi una trentina erano già inserite inserite nella “black list” della Dna. I soggetti controllati sono stati 2893. «I primi a difendere il territorio e l'ambiente - ha concluso Grasso - devono essere i cittadini: le forze di polizia non ce la possono fare senza il contributo di tutti noi, a partire dai giovani».
14 marzo 2007
(Tratti da: La nuova ecologia)
Ecco due articoli tratti da La nuova ecologia, che fotografano il periodo difficile della vera emergenza rifiuti in campania... L'ecomafia!!!
ECOMAFIE
Sequestrate due cave
Contenevano almeno 2.000 tonnellate di rifiuti speciali in Campania a Quarto (Na) e nel Lazio a Bagnoreggio (Vt). Dieci persone indagate. Ultimo capitolo dell'indagine "Re Mida" che smascherò una banda ecocriminale operante in 4 regioni
Due cave utilizzate per lo smaltimento illecito di almeno 2.000 tonnellate rifiuti speciali, in Campania e nel Lazio, e 10 persone indagate. È il nuovo capitolo dell'indagine “Re Mida” avviata alla fine del 2003 e che consentì di smascherare una presunta organizzazione eco-criminale radicata in diverse regioni tra cui Lombardia, Toscana, Lazio e Campania. Questa mattina i militari del comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente hanno messo in atto il sequestro preventivo di due cave, l'una in Campania, a Quarto, in provincia di Napoli, l'altra nel Lazio, a Bagnoregio, in provincia di Viterbo.
Secondo il procuratore aggiunto della Repubblica di Napoli, Camillo Trapuzzano, le due cave sarebbero il terminale di un considerevole traffico illecito di rifiuti. Tra i rifiuti speciali smaltiti ci sono quelli provenienti dalla separazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, ceneri di combustione e fanghi industriali. Gli indagati, secondo l'accusa, svolgevano l'attività illecita in modo 'imprenditoriale': le dieci persone coinvolte erano gestori di cave, intermediari, trasportatori chimici e direttori di impianti. I rifiuti - sostiene la Procura - non solo erano smaltiti illecitamente ma erano anche accompagnati da falsi documenti di trasporto e da false consulenze circa la natura e la provenienza dei rifiuti. Il giro d'affari del presunto traffico illecito è stato quantificato in circa 100 mila euro.
15 marzo 2007
ECOREATI
Grasso:«Business rifiuti attira le ecomafie»
Il procuratore nazionale Antimafia sulle attività economiche legate allo smaltimento illecito: «Vi operano ditte già presenti nella black list dell'antimafia». La proposta: pene meno dure a indagati che bonificano il territorio
Pene meno severe agli indagati per traffico di rifiuti pericolosi quando accettano di provvedere alla bonifica del territorio che hanno inquinato. La proposta è del procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, che l'ha avanzata innanzi alla Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti presieduta dal senatore dell'Ulivo Roberto Barbieri. Grasso, inoltre, ritiene necessaria una norma ad hoc che preveda l'associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti di competenza delle procure antimafia. Adesso, invece, sul traffico di rifiuti - sebbene spesso siano coinvolte imprese malavitose - indagano sia le dda che le procure ordinarie e non esiste una banca dati complessiva.
Grasso ha sottolineato che, adesso, nel business dei rifiuti «accanto a esponenti delle famiglie mafiose si registra la presenza di persone senza precedenti penali (tecnici, dipendenti delle pubbliche amministrazioni, imprenditori dei trasporti) inseriti nell'economia pulita, che però iniziano a voler guadagni facili senza le spese dello smaltimento lecito».
Il traffico dei rifiuti «é un grosso affare legato a un preciso orientamento del mondo produttivo locale e nazionale, desiderosi di aumentare i profitti e ridurre le spese». Capita sempre più spesso, ha spiegato Grasso, «che accanto alla grandi imprese aggiudicatarie di appalti per smaltire i rifiuti si affianchi una piccola impresa locale, vicina ai mafiosi, che prima si occupava di movimento terra: la manodopera è locale, così i fornitori».
Significativi alcuni dati relativi a inchieste della dda in Campania, la regione con più infrazioni sui rifiuti: su 377 società di smaltimento controllate (45 di smaltitori, 166 di riciclatori e 166 di trasportatori), quasi una trentina erano già inserite inserite nella “black list” della Dna. I soggetti controllati sono stati 2893. «I primi a difendere il territorio e l'ambiente - ha concluso Grasso - devono essere i cittadini: le forze di polizia non ce la possono fare senza il contributo di tutti noi, a partire dai giovani».
14 marzo 2007
(Tratti da: La nuova ecologia)
Etiopia, la Guantanamo africana
Etiopia - 09.4.2007
Etiopia, la Guantanamo africana
Addis Abeba accusata di ospitare prigioni per terroristi. Con la benedizione degli Usa
L'Etiopia è la nuova frontiera della lotta (illegale) al terrorismo? E' quanto avrebbe appurato un'inchiesta dell'Associated Press, secondo cui centinaia di “persone sospette” provenienti da 19 Paesi sarebbero detenute in tre carceri segrete etiopi, a disposizione delle autorità statunitensi alla caccia di presunti uomini di al-Qaeda. E mentre gli Usa ammettono di aver interrogato alcuni dei sospetti ma di non aver commesso alcuna azione illegale, l'Etiopia smentisce che i centri di detenzione esistano. E lo scandalo si allarga.
Prigioni. Secondo le dichiarazioni di associazioni per i diritti umani, avvocati e diplomatici sentiti durante l'inchiesta, buona parte degli arrestati proverrebbe da Somalia e Kenya. I primi sarebbero stati rastrellati durante e dopo l'offensiva etiope nei confronti delle Corti islamiche, cacciate dalla capitale somala Mogadiscio a fine dicembre. I secondi, anche questi originari prevalentemente dalla Somalia e in fuga dalla guerra, sarebbero stati espulsi dal Kenya e trasferiti nelle carceri etiopi, a disposizione degli inquirenti di Cia e Fbi che, secondo le stesse ammissioni di Washington, avrebbero interrogato alcuni dei prigionieri. Gli Stati Uniti però sottolineano di non aver partecipato all'arresto dei sospetti, i quali sarebbero stati messi a disposizione delle autorità locali e solo per il tempo degli interrogatori. Le autorità etiopi si sono invece trincerate dietro il silenzio, smentendo l'esistenza dei tre centri di detenzione in questione, situati secondo l'Ap nella capitale Addis Abeba, in una base militare a 60 km dalla città e presso il confine somalo.
Testimonianze. Tra gli arrestati, oltre a persone provenienti da Paesi occidentali (tra cui lo statunitense Amir Mohamed Meshal), vi sarebbero anche donne e bambini, cosa che ha suscitato le condanne delle associazioni per i diritti umani, e in particolare della statunitense Human Rights Watch. Finora, le uniche testimonianze dirette sono state fornite da Kamilya Mohammedi Tuweni,una donna 42enne proveniente dagli Emirati Arabi Uniti, arrestata in Kenya e poi trasferita in Etiopia. La donna ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna accusa formale durante i due mesi e mezzo di detenzione, mesi in cui nessuno si sarebbe preoccupato di informarla sulla sua sorte e sui motivi dell'arresto. Le parole che ha utilizzato per definire l'intera esperienza sono state “un incubo”. La Tuweni sarebbe l'unica persona liberata da questi centri di detenzione. Delle altre centinaia non si ha nessuna notizia.
Terrorismo. Da tempo gli Usa considerano il Corno d'Africa come una delle nuove frontiere nella lotta al terrorismo. Già durante la guerra tra Etiopia e Corti gli Stati Uniti erano intervenuti bombardando alcuni villaggi del sud della Somalia, cercando di colpire tre uomini di al-Qaeda ritenuti responsabili degli attentati del 1998 alle ambasciate Usa di Kenya e Tanzania. Non è un caso che questi centri di detenzione siano stati organizzati in Etiopia, uno dei maggiori alleati di Washington nella regione, e che il Kenya sia così “collaborativo”. Proprio sulle autorità di Nairobi, accusate di aver deportato illegalmente centinaia di persone, si concentrano le indagini delle organizzazioni dei diritti umani. Scontrandosi, finora, con il più assoluto silenzio.
Matteo Fagotto
Etiopia, la Guantanamo africana
Addis Abeba accusata di ospitare prigioni per terroristi. Con la benedizione degli Usa
L'Etiopia è la nuova frontiera della lotta (illegale) al terrorismo? E' quanto avrebbe appurato un'inchiesta dell'Associated Press, secondo cui centinaia di “persone sospette” provenienti da 19 Paesi sarebbero detenute in tre carceri segrete etiopi, a disposizione delle autorità statunitensi alla caccia di presunti uomini di al-Qaeda. E mentre gli Usa ammettono di aver interrogato alcuni dei sospetti ma di non aver commesso alcuna azione illegale, l'Etiopia smentisce che i centri di detenzione esistano. E lo scandalo si allarga.
Prigioni. Secondo le dichiarazioni di associazioni per i diritti umani, avvocati e diplomatici sentiti durante l'inchiesta, buona parte degli arrestati proverrebbe da Somalia e Kenya. I primi sarebbero stati rastrellati durante e dopo l'offensiva etiope nei confronti delle Corti islamiche, cacciate dalla capitale somala Mogadiscio a fine dicembre. I secondi, anche questi originari prevalentemente dalla Somalia e in fuga dalla guerra, sarebbero stati espulsi dal Kenya e trasferiti nelle carceri etiopi, a disposizione degli inquirenti di Cia e Fbi che, secondo le stesse ammissioni di Washington, avrebbero interrogato alcuni dei prigionieri. Gli Stati Uniti però sottolineano di non aver partecipato all'arresto dei sospetti, i quali sarebbero stati messi a disposizione delle autorità locali e solo per il tempo degli interrogatori. Le autorità etiopi si sono invece trincerate dietro il silenzio, smentendo l'esistenza dei tre centri di detenzione in questione, situati secondo l'Ap nella capitale Addis Abeba, in una base militare a 60 km dalla città e presso il confine somalo.
Testimonianze. Tra gli arrestati, oltre a persone provenienti da Paesi occidentali (tra cui lo statunitense Amir Mohamed Meshal), vi sarebbero anche donne e bambini, cosa che ha suscitato le condanne delle associazioni per i diritti umani, e in particolare della statunitense Human Rights Watch. Finora, le uniche testimonianze dirette sono state fornite da Kamilya Mohammedi Tuweni,una donna 42enne proveniente dagli Emirati Arabi Uniti, arrestata in Kenya e poi trasferita in Etiopia. La donna ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna accusa formale durante i due mesi e mezzo di detenzione, mesi in cui nessuno si sarebbe preoccupato di informarla sulla sua sorte e sui motivi dell'arresto. Le parole che ha utilizzato per definire l'intera esperienza sono state “un incubo”. La Tuweni sarebbe l'unica persona liberata da questi centri di detenzione. Delle altre centinaia non si ha nessuna notizia.
Terrorismo. Da tempo gli Usa considerano il Corno d'Africa come una delle nuove frontiere nella lotta al terrorismo. Già durante la guerra tra Etiopia e Corti gli Stati Uniti erano intervenuti bombardando alcuni villaggi del sud della Somalia, cercando di colpire tre uomini di al-Qaeda ritenuti responsabili degli attentati del 1998 alle ambasciate Usa di Kenya e Tanzania. Non è un caso che questi centri di detenzione siano stati organizzati in Etiopia, uno dei maggiori alleati di Washington nella regione, e che il Kenya sia così “collaborativo”. Proprio sulle autorità di Nairobi, accusate di aver deportato illegalmente centinaia di persone, si concentrano le indagini delle organizzazioni dei diritti umani. Scontrandosi, finora, con il più assoluto silenzio.
Matteo Fagotto
L'Italia non difende Emergency
Emergency: noi con i terroristi? Prodi chieda spiegazioni a Karzai
Gino Strada
"Il governo italiano si sente estraneo a questo insieme di calunnie, minacce e accuse mosse dall'interno di un 'governo amico' a una Ong italiana riconosciuta dal ministero degli Affari esteri?". Emergency torna a rivolgersi al governo Prodi, dopo che il capo dei servizi segreti afghani ha accusato l'associazione umanitaria di essere "fiancheggiatore dei terroristi e persino degli uomini di al Qaeda in Afghanistan".
Operazione contro Emergency "Non ci sono proteste da muovere e chiarimenti da richiedere all'ambasciatore afgano in Italia? - prosegue Emergency rivolgendosi al governo italiano - E non si vede in questa aggressione la 'verità disvelata' della detenzione in atto di un cittadino afgano, collaboratore di Emergency, responsabile solo di aver dato seguito a indicazioni ricevute dal governo italiano?".Le parole del capo degli 007, dice Emergency, "costituiscono una conferma inquietante della nostra preoccupazione che fosse in atto, attraverso l'illegale sequestro di Rahmatullah Hanefi ad opera dei 'servizi' afgani, una operazione contro Emergency". Una "ritorsione - prosegue - su destinatari impropri per l'esito del sequestro Mastrogiacomo, che ha comportato la liberazione di cinque detenuti, concordata tra Hamid Karzai e Romano Prodi".
Emergency : non discriminiamo i pazienti L'associazione contesta anche la parte dell'intervista a Saleh nella quale lo 007 dice che "un talebano si denuncia alla polizia, non si cura per permettergli poi di riprendere le armi contro di noi, contro i nostri alleati, contro la Nato e contro gli italiani". "Nel decidere che cosa sia o no un' organizzazione umanitaria - sostiene l'Ong - Saleh stabilisce che i suoi nemici non si debbano curare, che si debbano lasciar morire. E' questa la cultura di un uomo influente e potente del 'governo democratico' di Karzai che l'Italia è impegnata a sostenere. Ed è questa l'idea di legalità di un sistema giudiziario che l'Italia è onerosamente impegnata a costruire in Afganistan". Da parte sua dunque l'associazione ribadisce che "non sarebbe pensabile un impegno che non sia, come è stato dal 1999 a oggi, rivolto a offrire assistenza sanitaria a tutti coloro che ne hanno bisogno, solo in nome di questo bisogno, civili o combattenti, in totale indifferenza verso appartenenze o divise. Per Emergency un'assistenza sanitaria discriminata, è semplicemente assurda".
Futuro incerto L'intervista di Saleh peserà comunque sulla decisione di rimanere o meno in Afghanistan. "La sortita di un uomo importante del governo Karzai - si sottolinea - diventa un elemento di valutazione circa la presenza di Emergency in Afghanistan e circa la sicurezza del nostro personale internazionale".
Si continua a sparare Almeno quattro Talebani sono morti nella provincia di Helmand, nell'Afghanistan meridionale, in seguito a un nuovo bombardamento aereo americano su uno dei loro covi, situato nel distretto di Salgin: lo hanno riferito fonti delle autorità governative locali, secondo cui i guerriglieri non sono stati eliminati direttamente con il raid, ma intercettati e uccisi da truppe Usa e forze regolari afghane mentre cercavano di fuggire; la copertura dell'Aviazione era stata chiesta dopo americani e governativi erano stati attaccati a colpi di lancia-granate. Si tratta della medesima provincia dove il 4 marzo fu rapito il giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo insieme al suo autista e all'interpete, entrambi decapitati dai rapitori: l'uno mentre l'inviato di 'Repubblica' era ancora prigioniero, l'altro a Pasqua.
L'Afghanistan contro l'Italia
Dal governo Karzai infamanti accuse ad Emergency, Ong italiana. Da Roma, nessuna risposta
In risposta alle parole di Amrullah Saleh, riportate da Lorenzo Cremonesi sul Corriere della Sera del 10 aprile, Emergency ha diffuso questo comunicato stampa:
«… Emergency non è in realtà una vera organizzazione umanitaria, bensì un fiancheggiatore dei terroristi e persino degli uomini di Al Qaeda in Afghanistan…. Un talebano si denuncia alla polizia, non si cura per permettergli poi di riprendere le armi contro di noi, contro i nostri alleati, contro la Nato, contro gli italiani».
Amrullah Saleh è il capo dei servizi di sicurezza afgani. L'uomo forte di Kabul. Più potente forse dello stesso governo Karzai. E ancora più del presidente, espressione di Washington. Era lui, infatti l'ufficiale di collegamento tra Washington e l'alleanza del Nord di Massud. Saleh era l'anello di una congiunzione mai avvenuta tra la Cia e il principale avversario dei Talebani allora al potere a Kabul.
A queste parole Emergency risponde con un duro comunicato: "Queste parole, per Emergency "costituiscono una conferma inquietante della nostra preoccupazione che fosse in atto, attraverso l’illegale sequestro di Rahmatullah Hanefi ad opera dei “servizi” afgani, una operazione contro Emergency. Una ritorsione su destinatari impropri per l’esito del sequestro Mastrogiacomo, che ha comportato la liberazione di cinque detenuti, concordata tra Hamid Karzai e Romano Prodi".
"Saleh - continua il comunicato di Emergency - nel decidere che cosa sia o no un’organizzazione umanitaria, stabilisce che i suoi nemici non si debbano curare, che si debbano lasciar morire. È questa la cultura di un uomo influente e potente del «governo democratico» di Karzai che l’Italia è impegnata a sostenere. È questa l’idea di legalità di un sistema giudiziario che l’Italia è onerosamente impegnata a costruire in Afganistan".
Per parte nostra, ribadiamo che non sarebbe pensabile un impegno di Emergency che non sia, come è stato dal 1999 a oggi, rivolto a offrire assistenza sanitaria a tutti coloro che ne hanno bisogno, solo in nome di questo bisogno, civili o combattenti, in totale indifferenza verso appartenenze o divise.
Per Emergency – per chiunque, pensiamo, umanitario o no, ad eccezione di Amrullah Saleh un’assistenza sanitaria discriminata è semplicemente assurda.
Questa sortita di un uomo importante del governo Karzai diventa un elemento di valutazione circa la presenza di Emergency in Afganistan e circa la sicurezza del nostro personale internazionale.
Il Governo italiano si sente estraneo a questo insieme di calunnie, minacce e accuse mosse dall’interno di un «governo amico» a una ONG italiana riconosciuta dal Ministero degli affari esteri?
Non ci sono proteste da muovere e chiarimenti da richiedere all’ambasciatore afgano in Italia?
Non si vede in questa aggressione la «verità disvelata» della detenzione in atto di un cittadino afgano, collaboratore di Emergency, responsabile solo di aver dato seguito a indicazioni ricevute dal governo italiano?"
EMERGENCY
Gino Strada
"Il governo italiano si sente estraneo a questo insieme di calunnie, minacce e accuse mosse dall'interno di un 'governo amico' a una Ong italiana riconosciuta dal ministero degli Affari esteri?". Emergency torna a rivolgersi al governo Prodi, dopo che il capo dei servizi segreti afghani ha accusato l'associazione umanitaria di essere "fiancheggiatore dei terroristi e persino degli uomini di al Qaeda in Afghanistan".
Operazione contro Emergency "Non ci sono proteste da muovere e chiarimenti da richiedere all'ambasciatore afgano in Italia? - prosegue Emergency rivolgendosi al governo italiano - E non si vede in questa aggressione la 'verità disvelata' della detenzione in atto di un cittadino afgano, collaboratore di Emergency, responsabile solo di aver dato seguito a indicazioni ricevute dal governo italiano?".Le parole del capo degli 007, dice Emergency, "costituiscono una conferma inquietante della nostra preoccupazione che fosse in atto, attraverso l'illegale sequestro di Rahmatullah Hanefi ad opera dei 'servizi' afgani, una operazione contro Emergency". Una "ritorsione - prosegue - su destinatari impropri per l'esito del sequestro Mastrogiacomo, che ha comportato la liberazione di cinque detenuti, concordata tra Hamid Karzai e Romano Prodi".
Emergency : non discriminiamo i pazienti L'associazione contesta anche la parte dell'intervista a Saleh nella quale lo 007 dice che "un talebano si denuncia alla polizia, non si cura per permettergli poi di riprendere le armi contro di noi, contro i nostri alleati, contro la Nato e contro gli italiani". "Nel decidere che cosa sia o no un' organizzazione umanitaria - sostiene l'Ong - Saleh stabilisce che i suoi nemici non si debbano curare, che si debbano lasciar morire. E' questa la cultura di un uomo influente e potente del 'governo democratico' di Karzai che l'Italia è impegnata a sostenere. Ed è questa l'idea di legalità di un sistema giudiziario che l'Italia è onerosamente impegnata a costruire in Afganistan". Da parte sua dunque l'associazione ribadisce che "non sarebbe pensabile un impegno che non sia, come è stato dal 1999 a oggi, rivolto a offrire assistenza sanitaria a tutti coloro che ne hanno bisogno, solo in nome di questo bisogno, civili o combattenti, in totale indifferenza verso appartenenze o divise. Per Emergency un'assistenza sanitaria discriminata, è semplicemente assurda".
Futuro incerto L'intervista di Saleh peserà comunque sulla decisione di rimanere o meno in Afghanistan. "La sortita di un uomo importante del governo Karzai - si sottolinea - diventa un elemento di valutazione circa la presenza di Emergency in Afghanistan e circa la sicurezza del nostro personale internazionale".
Si continua a sparare Almeno quattro Talebani sono morti nella provincia di Helmand, nell'Afghanistan meridionale, in seguito a un nuovo bombardamento aereo americano su uno dei loro covi, situato nel distretto di Salgin: lo hanno riferito fonti delle autorità governative locali, secondo cui i guerriglieri non sono stati eliminati direttamente con il raid, ma intercettati e uccisi da truppe Usa e forze regolari afghane mentre cercavano di fuggire; la copertura dell'Aviazione era stata chiesta dopo americani e governativi erano stati attaccati a colpi di lancia-granate. Si tratta della medesima provincia dove il 4 marzo fu rapito il giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo insieme al suo autista e all'interpete, entrambi decapitati dai rapitori: l'uno mentre l'inviato di 'Repubblica' era ancora prigioniero, l'altro a Pasqua.
L'Afghanistan contro l'Italia
Dal governo Karzai infamanti accuse ad Emergency, Ong italiana. Da Roma, nessuna risposta
In risposta alle parole di Amrullah Saleh, riportate da Lorenzo Cremonesi sul Corriere della Sera del 10 aprile, Emergency ha diffuso questo comunicato stampa:
«… Emergency non è in realtà una vera organizzazione umanitaria, bensì un fiancheggiatore dei terroristi e persino degli uomini di Al Qaeda in Afghanistan…. Un talebano si denuncia alla polizia, non si cura per permettergli poi di riprendere le armi contro di noi, contro i nostri alleati, contro la Nato, contro gli italiani».
Amrullah Saleh è il capo dei servizi di sicurezza afgani. L'uomo forte di Kabul. Più potente forse dello stesso governo Karzai. E ancora più del presidente, espressione di Washington. Era lui, infatti l'ufficiale di collegamento tra Washington e l'alleanza del Nord di Massud. Saleh era l'anello di una congiunzione mai avvenuta tra la Cia e il principale avversario dei Talebani allora al potere a Kabul.
A queste parole Emergency risponde con un duro comunicato: "Queste parole, per Emergency "costituiscono una conferma inquietante della nostra preoccupazione che fosse in atto, attraverso l’illegale sequestro di Rahmatullah Hanefi ad opera dei “servizi” afgani, una operazione contro Emergency. Una ritorsione su destinatari impropri per l’esito del sequestro Mastrogiacomo, che ha comportato la liberazione di cinque detenuti, concordata tra Hamid Karzai e Romano Prodi".
"Saleh - continua il comunicato di Emergency - nel decidere che cosa sia o no un’organizzazione umanitaria, stabilisce che i suoi nemici non si debbano curare, che si debbano lasciar morire. È questa la cultura di un uomo influente e potente del «governo democratico» di Karzai che l’Italia è impegnata a sostenere. È questa l’idea di legalità di un sistema giudiziario che l’Italia è onerosamente impegnata a costruire in Afganistan".
Per parte nostra, ribadiamo che non sarebbe pensabile un impegno di Emergency che non sia, come è stato dal 1999 a oggi, rivolto a offrire assistenza sanitaria a tutti coloro che ne hanno bisogno, solo in nome di questo bisogno, civili o combattenti, in totale indifferenza verso appartenenze o divise.
Per Emergency – per chiunque, pensiamo, umanitario o no, ad eccezione di Amrullah Saleh un’assistenza sanitaria discriminata è semplicemente assurda.
Questa sortita di un uomo importante del governo Karzai diventa un elemento di valutazione circa la presenza di Emergency in Afganistan e circa la sicurezza del nostro personale internazionale.
Il Governo italiano si sente estraneo a questo insieme di calunnie, minacce e accuse mosse dall’interno di un «governo amico» a una ONG italiana riconosciuta dal Ministero degli affari esteri?
Non ci sono proteste da muovere e chiarimenti da richiedere all’ambasciatore afgano in Italia?
Non si vede in questa aggressione la «verità disvelata» della detenzione in atto di un cittadino afgano, collaboratore di Emergency, responsabile solo di aver dato seguito a indicazioni ricevute dal governo italiano?"
EMERGENCY
06/04/07
Sardone diario di uno scempio!!!
Sardone diario di uno scempio(parte 1)
Sardone diario di uno scempio(parte 2)
Sardone diario di uno scempio(parte 2)
Signoraggio!!!
Divertentissimo spot sul signoraggio tratto dal blog degli Amici di Beppe Grillo Napoli!!!
Per saperne di più:
www.signoraggio.com
www.signoraggio.info
afimo
cronologia
Per saperne di più:
www.signoraggio.com
www.signoraggio.info
afimo
cronologia
Le guerre in corso!!!
A prlarne non se ne parla più!!! Ma il mondo è ancora in guerra... Ci sono venti guerre ancora in atto... Ed altre che sono lì lì per scoppiare!!! Ma nessuno sa niente... Nessuno sa quanti sono stati i morti in Iraq o in Afganistan, quanti morti nel Ciad... Ecco a voi il rapporto settimanale di peace reporter sulle guerre in atto e sulla situazione in Afganistan e Iraq, in più alcune schede dei conflitti...

Cessate il fuoco
Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.14 - 2007 dal 29/3 al 4/4
Israele-Palestina Almeno 105 morti dall’inizio dell’anno.
Il 29 marzo un palestinese di 16 anni è stato ucciso dalle forze militari israeliane in un villaggio a sud di Jenin, nel nord della Cisgiordania.
Il 30 un palestinese è stato ucciso da un esplosione avvenuta all'interno di un campo di addestramento di Hamas a Khan Younis, nel centro della striscia di Gaza.
Il 31 Mussa al-Manasra, un religioso palestinese è stato ucciso in un agguato mentre si accingeva a rientrare nella sua abitazione a Gaza.
Il 4 aprile, un militante palestinese della Jihad islamica è stato ucciso da soldati israeliani, mentre stava sistemando un ordigno esplosivo su una strada a Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza.
Cecenia e Nord Caucaso (Russia) Almeno 165 morti dall’inizio dell’anno.
Il 29 marzo la guerriglia cecena sostiene di aver ucciso 7 soldati russi in un agguato nelle foreste di Senjen-Yurt.
Il 30 i ribelli dichiarano di aver ucciso 5 soldati russi in un’imboscata nel distretto di Itum-Kalè e altri 7 militari nel distretto di Shali.
Il 1° aprile al confine tra Cecenia e Daghestan sono stati trovati morti un funzionario del governo daghestano e un suo familiare rapiti in precedenza dalle milizie islamiche.
Il 2 nel distretto ceceno di Vedenò la guerriglia afferma di aver ucciso 4 soldati russi e 3 militari governativi ceceni.
Il 4 nel sud della Cecenia un comandante della guerriglia è stato ucciso in uno scontro a fuoco con le forze russe.
Waziristan e Nwfp (Pakistan) Almeno 444 morti dall’inizio dell’anno.
Il 29 marzo Nella Provincia della Frontiera di Nord-Ovest (Nwfp) 25 combattenti talebani e un militare pachistano sono morti nel corso di un combattimento a Tank.
In Punjab un kamikaze si è fatto esplodere davanti a una caserma uccidendo 2 soldati.
In Sud Waziristan 2combattenti stranieri di al Qaeda (uzbechi, ceceni, tagichi, arabi) e 2 miliziani waziri che li combattono con il sostegno dell’esercito governativo.
Il 30 sono morti 45 combattenti stranieri e 10 miliziani waziri che li combattono con il sostegno dell’esercito governativo.
Il 31 le milizie wazire hanno ucciso 15 miliziani stranieri.
Il 4 aprile almeno 50 miliziani stranieri e 10 miliziani waziri e un soldato pachistano sono morti in violenti combattimenti.
Balucistan (Pakistan) Almeno 54 morti dall’inizio dell’anno.
Il 30 marzo i ribelli baluci hanno ucciso un soldato nel distretto di Dera Bugti.
Il 3 aprile nel distretto di Bolan un civile è morto per l’esplosione di una mina piazzata dai ribelli.
Filippine-Npa Almeno 47 morti dall’inizio dell’anno.
Il 31 marzo un giovanissimo guerrigliero dell’Npa (11 anni) è stato ucciso dall’esercito nella provincia meridionale di Compostela Valley.
Il 3 aprile 3 poliziotti sono stati uccisi in un attacco dei ribelli dell’Npa nella provincia centrale di Masbate.
Thailandia del Sud Almeno 105 morti dall’inizio dell’anno.
Il 31 marzo nella provincia di Narathiwat i ribelli hanno ucciso un civile.
Il 1° aprile un altro civile è stato ucciso nella stessa provincia.
Il 3 nella provincia di Pattani 3 militari e 2 ribelli islamici sono morti in uno scontro a fuoco.
Sri Lanka Almeno 946 morti dall’inizio dell’anno
Il 29 marzo 12 guerriglieri Tamil sono stati uccisi in un attacco dell’esercito nel distretto di Mullaittivu e 10 civili sono morti in un bombardamento governativo nel distretto di Battcaloa.
Il 30 nel distretto di Vavuniya 5 soldati sono morti in un attacco dell’Ltte.
Il 31 nel distretto di Batticaloa 1 soldato è morto in un agguato dei ribelli.
Il 1° aprile nella stessa zona 6 civili cingalesi sono stati uccisi dalla guerriglia.
Il 2 nel distretto di Ampara 15 civili e un soldato sono morti in un attentato della guerriglia contro un autobus.
Il 3 nel distretto di Batticaloa 31 guerriglieri Tamil e un soldato sono morti nel corso di una battaglia.
India-Kashmir Almeno 125 morti dall’inizio dell’anno.
Il 29 marzo 2 guerriglieri kashmiri del Let sono morti in uno scontro a fuoco con i militari indiani nel distretto di Poonch.
Il 30 nel distretto di Rajouri 5 civili sono morti nel corso di uno scontro armato tra ribelli ed esercito.
Il 31 nello distretto di Doda un guerrigliero del Let è stato ucciso dai militari indiani.
Il 1° aprile nella stessa zona 2 guerriglieri, 2 civili e un militare sono morti in uno scontro a fuoco. Il 2 nel distretto di Anantang un guerrigliero dell’Hm è stato ucciso in una battaglia.
Il 3 nel distretto di Pulwama una civile è stata uccisa dai militari indiani.
India-Nordest Almeno 359 morti dall’inizio dell’anno.
Il 29 marzo nello stato del Nagaland un civile è stato ucciso dall’esplosione di una granata.
Il 30 nello stato dell’Arunachal Pradesh 2 guerriglieri dell’Ulfa sono stati uccisi dall’esercito.
Il 31 nello stato dell’Assam altri 2 ribelli dell’Ulfa sono morti in uno scontro a fuoco.
Il 1° aprile nello stato di Manipur l’esercito ha ucciso un presunto ribelle.
Il 2 nello stato di Assam i militari hanno ucciso 4 ribelli dell’Ulfa e nello stato del Manipur è stato ucciso un civile.
India-Naxaliti Almeno 81 morti dall’inizio dell’anno.
Il 29 marzo nello stato dell’Andra-Pradesh 2 guerriglieri comunisti Naxaliti sono morti in uno scontro a fuoco con la polizia.
Il 31 nello stato del Bihar un poliziotto è stato ucciso in un attacco della guerriglia.
Il 1° aprile nello stato di Chhattisgarh i ribelli hanno ucciso 2 civili.
Bangladesh-Comunisti Almeno 53 morti dall’inizio dell’anno
Il 1° aprile un presunto guerrigliero comunista del Pbcp è stato ucciso in carcere poche ore dopo il suo arresto.
Colombia Almeno 80 morti dall'inizio dell’anno.
Il 3 aprile, una bomba esplosa in una strada di Buenaventura, principale porto colombiano nel Pacifico, ha ucciso una persona. In un altro episodio, un gruppo di guerriglieri ha ucciso 2 poliziotti.
Somalia Almeno 640 morti dall’inizio dell’anno. Il 29 marzo sono scoppiati violenti scontri, durati quattro giorni, tra le forze del governo somalo, supportato dalle truppe etiopi, e le milizie claniche a Mogadiscio, che hanno causato la morte di almeno 381 persone.
Etiopia Almeno 42 morti dall’inizio dell’anno. Il 3 aprile soldati etiopi hanno ucciso 23 ribelli del Fronte Patriottico, gruppo di miliziani che l'Etiopia ritiene sia sostenuto dalla vicina Eritrea.
War is over?
La settimana in Afghanistan e Iraq, dove la guerra non è mai finita...n.14 - 2007 dal 29/3 al 4/4
Il 29 marzo 8 presunti talebani e un soldato afgano sono morti in combattimento nella provincia di Uruzgan, 5 presunti talebani e 2 poliziotti afgani sono stati uccisi in provincia di Kandahar.
Nella provincia di Paktika un soldato Usa è stato ucciso in un agguato.
Il 31 nella provincia di Kandahar 7 poliziotti afgani e diversi talebani sono morti in un’imboscata dei talebani.
Il 1° aprile 4 bambini sono morti in un attentato suicida nella provincia di Laghman.
Nella provincia di Helmand 3 presunte spie governative sono state impiccate dai talebani.
Nella provincia di Zabul 7 presunti talebani sono stati uccisi in un bombardamento aereo della Nato.
Nella provincia di Kandahar 7 presunti talebani sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con le forze afgane e Nato e 3 poliziotti afgani sono stati uccisi in un agguato talebano.
Il 2 nella provincia di Logar 12 contadini sono morti nel corso di violenti scontri, pare legati alla campagna di sradicamento delle piantagioni di oppio.
Nella provincia di Kandahar 2 talebani e un poliziotto afgano sono morti in uno scontro a fuoco.
Il 3 nella provincia di Helmand 10 presunti talebani sono stati uccisi dalle forze Nato.
Il 4 nelle province di Ghazni e Kandahar 2 polziotti afgani sono stati uccisi dai talebani.

Cessate il fuoco
Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.14 - 2007 dal 29/3 al 4/4
Israele-Palestina Almeno 105 morti dall’inizio dell’anno.
Il 29 marzo un palestinese di 16 anni è stato ucciso dalle forze militari israeliane in un villaggio a sud di Jenin, nel nord della Cisgiordania.
Il 30 un palestinese è stato ucciso da un esplosione avvenuta all'interno di un campo di addestramento di Hamas a Khan Younis, nel centro della striscia di Gaza.
Il 31 Mussa al-Manasra, un religioso palestinese è stato ucciso in un agguato mentre si accingeva a rientrare nella sua abitazione a Gaza.
Il 4 aprile, un militante palestinese della Jihad islamica è stato ucciso da soldati israeliani, mentre stava sistemando un ordigno esplosivo su una strada a Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza.
Cecenia e Nord Caucaso (Russia) Almeno 165 morti dall’inizio dell’anno.
Il 29 marzo la guerriglia cecena sostiene di aver ucciso 7 soldati russi in un agguato nelle foreste di Senjen-Yurt.
Il 30 i ribelli dichiarano di aver ucciso 5 soldati russi in un’imboscata nel distretto di Itum-Kalè e altri 7 militari nel distretto di Shali.
Il 1° aprile al confine tra Cecenia e Daghestan sono stati trovati morti un funzionario del governo daghestano e un suo familiare rapiti in precedenza dalle milizie islamiche.
Il 2 nel distretto ceceno di Vedenò la guerriglia afferma di aver ucciso 4 soldati russi e 3 militari governativi ceceni.
Il 4 nel sud della Cecenia un comandante della guerriglia è stato ucciso in uno scontro a fuoco con le forze russe.
Waziristan e Nwfp (Pakistan) Almeno 444 morti dall’inizio dell’anno.
Il 29 marzo Nella Provincia della Frontiera di Nord-Ovest (Nwfp) 25 combattenti talebani e un militare pachistano sono morti nel corso di un combattimento a Tank.
In Punjab un kamikaze si è fatto esplodere davanti a una caserma uccidendo 2 soldati.
In Sud Waziristan 2combattenti stranieri di al Qaeda (uzbechi, ceceni, tagichi, arabi) e 2 miliziani waziri che li combattono con il sostegno dell’esercito governativo.
Il 30 sono morti 45 combattenti stranieri e 10 miliziani waziri che li combattono con il sostegno dell’esercito governativo.
Il 31 le milizie wazire hanno ucciso 15 miliziani stranieri.
Il 4 aprile almeno 50 miliziani stranieri e 10 miliziani waziri e un soldato pachistano sono morti in violenti combattimenti.
Balucistan (Pakistan) Almeno 54 morti dall’inizio dell’anno.
Il 30 marzo i ribelli baluci hanno ucciso un soldato nel distretto di Dera Bugti.
Il 3 aprile nel distretto di Bolan un civile è morto per l’esplosione di una mina piazzata dai ribelli.
Filippine-Npa Almeno 47 morti dall’inizio dell’anno.
Il 31 marzo un giovanissimo guerrigliero dell’Npa (11 anni) è stato ucciso dall’esercito nella provincia meridionale di Compostela Valley.
Il 3 aprile 3 poliziotti sono stati uccisi in un attacco dei ribelli dell’Npa nella provincia centrale di Masbate.
Thailandia del Sud Almeno 105 morti dall’inizio dell’anno.
Il 31 marzo nella provincia di Narathiwat i ribelli hanno ucciso un civile.
Il 1° aprile un altro civile è stato ucciso nella stessa provincia.
Il 3 nella provincia di Pattani 3 militari e 2 ribelli islamici sono morti in uno scontro a fuoco.
Sri Lanka Almeno 946 morti dall’inizio dell’anno
Il 29 marzo 12 guerriglieri Tamil sono stati uccisi in un attacco dell’esercito nel distretto di Mullaittivu e 10 civili sono morti in un bombardamento governativo nel distretto di Battcaloa.
Il 30 nel distretto di Vavuniya 5 soldati sono morti in un attacco dell’Ltte.
Il 31 nel distretto di Batticaloa 1 soldato è morto in un agguato dei ribelli.
Il 1° aprile nella stessa zona 6 civili cingalesi sono stati uccisi dalla guerriglia.
Il 2 nel distretto di Ampara 15 civili e un soldato sono morti in un attentato della guerriglia contro un autobus.
Il 3 nel distretto di Batticaloa 31 guerriglieri Tamil e un soldato sono morti nel corso di una battaglia.
India-Kashmir Almeno 125 morti dall’inizio dell’anno.
Il 29 marzo 2 guerriglieri kashmiri del Let sono morti in uno scontro a fuoco con i militari indiani nel distretto di Poonch.
Il 30 nel distretto di Rajouri 5 civili sono morti nel corso di uno scontro armato tra ribelli ed esercito.
Il 31 nello distretto di Doda un guerrigliero del Let è stato ucciso dai militari indiani.
Il 1° aprile nella stessa zona 2 guerriglieri, 2 civili e un militare sono morti in uno scontro a fuoco. Il 2 nel distretto di Anantang un guerrigliero dell’Hm è stato ucciso in una battaglia.
Il 3 nel distretto di Pulwama una civile è stata uccisa dai militari indiani.
India-Nordest Almeno 359 morti dall’inizio dell’anno.
Il 29 marzo nello stato del Nagaland un civile è stato ucciso dall’esplosione di una granata.
Il 30 nello stato dell’Arunachal Pradesh 2 guerriglieri dell’Ulfa sono stati uccisi dall’esercito.
Il 31 nello stato dell’Assam altri 2 ribelli dell’Ulfa sono morti in uno scontro a fuoco.
Il 1° aprile nello stato di Manipur l’esercito ha ucciso un presunto ribelle.
Il 2 nello stato di Assam i militari hanno ucciso 4 ribelli dell’Ulfa e nello stato del Manipur è stato ucciso un civile.
India-Naxaliti Almeno 81 morti dall’inizio dell’anno.
Il 29 marzo nello stato dell’Andra-Pradesh 2 guerriglieri comunisti Naxaliti sono morti in uno scontro a fuoco con la polizia.
Il 31 nello stato del Bihar un poliziotto è stato ucciso in un attacco della guerriglia.
Il 1° aprile nello stato di Chhattisgarh i ribelli hanno ucciso 2 civili.
Bangladesh-Comunisti Almeno 53 morti dall’inizio dell’anno
Il 1° aprile un presunto guerrigliero comunista del Pbcp è stato ucciso in carcere poche ore dopo il suo arresto.
Colombia Almeno 80 morti dall'inizio dell’anno.
Il 3 aprile, una bomba esplosa in una strada di Buenaventura, principale porto colombiano nel Pacifico, ha ucciso una persona. In un altro episodio, un gruppo di guerriglieri ha ucciso 2 poliziotti.
Somalia Almeno 640 morti dall’inizio dell’anno. Il 29 marzo sono scoppiati violenti scontri, durati quattro giorni, tra le forze del governo somalo, supportato dalle truppe etiopi, e le milizie claniche a Mogadiscio, che hanno causato la morte di almeno 381 persone.
Etiopia Almeno 42 morti dall’inizio dell’anno. Il 3 aprile soldati etiopi hanno ucciso 23 ribelli del Fronte Patriottico, gruppo di miliziani che l'Etiopia ritiene sia sostenuto dalla vicina Eritrea.
Ciad Almeno 163 morti dall’inizio dell’anno. Il 31 marzo le milizie Janjaweed hanno attaccato alcuni villaggi uccidendo 65 civili. L'esercito ciadiano sarebbe riuscito ad uccidere 35 degli assalitori.
Sudan Almeno 181 morti dall’inizio dell’anno. Il 1° aprile un attacco lanciato contro una tribù Torjam ha causato la morte di 60 persone in Darfur. Il 2, 5 soldati dell'Unione Africana sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con uomini armati non identificati in Darfur.
Uganda Almeno 152 morti dall’inizio dell’anno. Il 30 marzo l'organizzazione Save the Children ha denunciato che, lo scorso 12 febbraio, un'operazione di disarmo condotta dall'esercito ugandese nella regione nord-orientale del Karamoja avrebbe portato alla morte di 66 bambini.
Nigeria Almeno 40 morti dall’inizio dell’anno. Il 29 marzo 4 persone sono morte a causa degli scontri tra sostenitori di partiti rivali nello stato di Bauchi, nel nordest del Paese.
Kenya Il 3 aprile un'associazione locale per i diritti delle donne ha riferito che, nelle ultime settimane, gli scontri tribali per il possesso della terra nell'ovest del Paese hanno provocato la morte di 145 persone.
(Tratto da Peace reporter)War is over?
La settimana in Afghanistan e Iraq, dove la guerra non è mai finita...n.14 - 2007 dal 29/3 al 4/4
Afghanistan. Dall'inizio dell'anno sono morte almeno 831 persone (246 civili, 400 talebani o presunti tali, 155 militari afgani e 30 soldati Nato)
Il 29 marzo 8 presunti talebani e un soldato afgano sono morti in combattimento nella provincia di Uruzgan, 5 presunti talebani e 2 poliziotti afgani sono stati uccisi in provincia di Kandahar.
Nella provincia di Paktika un soldato Usa è stato ucciso in un agguato.
Il 31 nella provincia di Kandahar 7 poliziotti afgani e diversi talebani sono morti in un’imboscata dei talebani.
Il 1° aprile 4 bambini sono morti in un attentato suicida nella provincia di Laghman.
Nella provincia di Helmand 3 presunte spie governative sono state impiccate dai talebani.
Nella provincia di Zabul 7 presunti talebani sono stati uccisi in un bombardamento aereo della Nato.
Nella provincia di Kandahar 7 presunti talebani sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con le forze afgane e Nato e 3 poliziotti afgani sono stati uccisi in un agguato talebano.
Il 2 nella provincia di Logar 12 contadini sono morti nel corso di violenti scontri, pare legati alla campagna di sradicamento delle piantagioni di oppio.
Nella provincia di Kandahar 2 talebani e un poliziotto afgano sono morti in uno scontro a fuoco.
Il 3 nella provincia di Helmand 10 presunti talebani sono stati uccisi dalle forze Nato.
Il 4 nelle province di Ghazni e Kandahar 2 polziotti afgani sono stati uccisi dai talebani.
Iraq, dove questa settimana sono morte 635 persone e, dall'inizio del 2007, sono 8670 le vittime
Il 29, 53 persone sono morte nella città di Khalis, nell'Iraq meridionale, a causa di un numero imprecisato di autobomba esplose in varie zone della città. Due attentatori suicidi si sono fatti esplodere assieme nell'affollato mercato di Shaab, nella capitale irachena, uccidendo 82 persone, quasi tutte donne e bambini. 10 persone sono morte a causa dell'esplosione di una mina nel distretto Bayaa di Baghdad. 3 persone sono morte a causa dell'esplosione di una bomba nei pressi di Amil. 3 persone sono morte a causa dell'esplosione di un'autobomba a Jamiya. 4 poliziotti e un civile sono rimasti uccisi dall'esplosione di un'auto sospetta durante una perquisizione. 2 agenti della polizia stradale sono morti in un attentato contro il loro comandante a Baghdad. Una guardia del corpo di Ahmed Chalabi è stata uccisa in un agguato a Baghdad. Un civile è morto in uno scontro a fuoco tra la polizia irachena e un gruppo di guerriglieri. 25 cadaveri decapitati sono stati ritrovati dalla polizia in varie zone della capitale. Un'unità dell'esercito Usa, durante una perquisizione a Mosul, ha ucciso un uomo e i suoi 3 figli nella loro casa. Un imam sciita è stato assassinato in un agguato a Mosul. 4 persone sono morte a causa dell'esplosione di un'autobomba a Mahmudiya. 2 persone sono morte a causa dell'esplosione di alcuni colpi di mortaio a Baghdad. Un medico è stato ucciso davanti al suo ambulatorio in un agguato. Un poliziotto è morto in un agguato a Diwaniya.
Il cadavere di una persona rapita una settimana fa è stato ritrovato a Baghdad. Unpoliziotto è morto in uno scontro a fuoco a Mosul. 5 persone sono morte in uno scontro a fuoco a Mosul.
Il cadavere di una persona rapita una settimana fa è stato ritrovato a Baghdad. Unpoliziotto è morto in uno scontro a fuoco a Mosul. 5 persone sono morte in uno scontro a fuoco a Mosul.
Il 30, un'unità militare Usa ha fatto irruzione in un ufficio di al-Sadr a Baghdad, uccidendo un impiegato e suo figlio. 16 civili sono morti durante un bombardamento dell'aviazione Usa nel quartiere al-Sadr a Baghdad. Un civile è morto in uno scontro a fuoco tra miliziani del Mahdi e militari iracheni a Baghdad. 12 cadaveri decapitati sono stati ritrovati a Baghdad dalla polizia. 25 cadaveri sono stati rinvenuti a Mosul. 7 cadaveri sono stati rinvenuti a Baquba. 2 poliziotti sono morti in uno scontro a fuoco a Hilla. Una guardia privata di un negozio di Hilla è stata uccisa in uno scontro a fuoco. Un militare iracheno è morto a causa dell'esplosione di una mina a Khalis. Un civile è morto in uno scontro a fuoco a Missan. 2 miliziani sono morti in una battaglia tra militari iracheni e insorti.
Il 31, 5 civili sono morti a causa dell'esplosione di un'autobomba all'ingresso di un ospedale di Baghdad. Marines Usa, durante una perquisizione, hanno ucciso una donna e sua figlia a Baghdad. Un impiegato di Iraqya Tv è stato assassinato in un agguato nella capitale mentre usciva dal lavoro.
Un uomo è morto in uno scontro a fuoco nel sobborgo di Amil. 14 cadaveri sono stati ritrovati in varie zone della città. Un poliziotto è morto a Kirkuk a causa dell'esplosione di un'autobomba. 8 persone sono morte durante l'assalto di un gruppo d'insorti a un convoglio militare iracheno a Kirkuk. 4 persone sono morte in una sparatoria ad Hilla. Un attentatore suicida si è fatto esplodere a Tuz Khormato uccidendo 2 persone. 5 cadaveri sono stati ripescati nell'Eufrate nei pressi di Suwayra. Nella stessa città, 3 civili sono morti a causa dell'esplosione di una bomba in una stazione dei bus. 4 persone sono morte in uno scontro a fuoco a Tal Afar. 2 persone sono morte a causa dell'esplosione di 2 colpi di mortaio a Mahmudiya. Unpoliziotto è stato assassinato a Duluiya. 2 contractors sono stati assassinati a Diwaniya. Un ufficiale dell'esercito iracheno è stato ucciso da un cecchino a Falluja. 4 persone sono morte in uno scontro a fuoco a Botoama. 3 civili e 2 insorti sono morti in una sparatoria a Baquba. Un uomo è stato ucciso a Muqdadiyah.
Un uomo è morto in uno scontro a fuoco nel sobborgo di Amil. 14 cadaveri sono stati ritrovati in varie zone della città. Un poliziotto è morto a Kirkuk a causa dell'esplosione di un'autobomba. 8 persone sono morte durante l'assalto di un gruppo d'insorti a un convoglio militare iracheno a Kirkuk. 4 persone sono morte in una sparatoria ad Hilla. Un attentatore suicida si è fatto esplodere a Tuz Khormato uccidendo 2 persone. 5 cadaveri sono stati ripescati nell'Eufrate nei pressi di Suwayra. Nella stessa città, 3 civili sono morti a causa dell'esplosione di una bomba in una stazione dei bus. 4 persone sono morte in uno scontro a fuoco a Tal Afar. 2 persone sono morte a causa dell'esplosione di 2 colpi di mortaio a Mahmudiya. Unpoliziotto è stato assassinato a Duluiya. 2 contractors sono stati assassinati a Diwaniya. Un ufficiale dell'esercito iracheno è stato ucciso da un cecchino a Falluja. 4 persone sono morte in uno scontro a fuoco a Botoama. 3 civili e 2 insorti sono morti in una sparatoria a Baquba. Un uomo è stato ucciso a Muqdadiyah.
Il 1, 6 militari Usa sono morti a Baghdad a causa dell'esplosione di una mina al passaggio del loro convoglio. 1 soldato Usa è morto nella provincia dell'al-Anbar. Un militare britannico è morto in uno scontro a fuoco a Bassora. 21 presunti miliziani di al-Qaeda sono morti, al confine con la Siria, in uno scontro a fuoco con una milizia popolare di autodifesa. Marines Usa hanno aperto il fuoco su un gruppo d'insorti, nei pressi di Tal Afar, uccidendone uno. La polizia irachena ha ucciso 3 sospetti nei pressi di Samarra. 16 corpi decapitati sono stati rinvenuti a Baghdad. 2 uomini sono rimasti uccisi dall'esplosione di due camion carichi di tritolo a Mosul. Nella stessa città, un civile e un poliziotto sono morti in uno scontro a fuoco. Una bomba è esplosa in un mercato di Tuz Khormato, uccidendo 2 persone. 2 cadaveri sono stati ritrovati a Suwayra. 4 cadaveri sono stati rinvenuti a Karbala. Un funzionario del partito di al-Sadr è stato ucciso in un agguato a Jibla. Un guardiano è stato ucciso davanti a una moschea sunnita nella stessa cittadina. Un ufficiale dell'esercito iracheno è stato assassinato in un agguato a Tikrit. Nella stessa città sono stati ritrovati 2 corpi decapitati. 6 militari iracheni sono stati uccisi in un agguato a Balad. 5 persone sono morte in uno scontro a fuoco nei pressi di al-Jabab.
Il 2, 13 civili e un marine Usa è morto a causa dell'esplosione di un camion carico di tritolo a Kirkuk. Un marine è morto durante una battaglia nella provincia di al-Anbar. L'esplosione di una mina a Fuhaylat ha ucciso un impiegato civile che lavorava con i militari Usa. Un militare britannico è morto in uno scontro a fuoco a Bassora. I cadaveri di 23 persone sono stati ritrovati a Baquba. 14 cadaveri decapitati sono stati rinvenuti a Baghdad. Un attentatore suicida ha ucciso 2 persone a Doura. Un'autobomba è esplosa davanti al tribunale di Bayaa uccidendo 4 civili. 2 guardie del corpo sono rimaste uccise da un'esplosione a Bab al Muathim. Un militare iracheno è stato ucciso da un cecchino a al-Ghadeer. Un militare iracheno è morto a causa di una sparatoria a un check-point a Yarmouk. 2 cadaveri sono stati ritrovati a Baghdad. 4 persone sono morte a causa di un attentatore suicida che si è fatto esplodere davanti a un ristorante a Khalis. I militari Usa, durante una perquisizione a Mosul, hanno ucciso 6 persone. Nella stessa città, sono stati ritrovati 3 cadaveri in varie zone della città. Un ufficiale di polizia è stato ucciso ad Amara. Un religioso sunnita è stato assassinato a Fallujah. Nella stessa città, sono stati recuperati 3 cadaveri. La polizia irachena, a Kerbala, durante una perquisizione, ha ucciso 2 sospetti.
Il 3, 10 cadaveri sono stati recuperati a Baghdad. 5 civili sono rimasti uccisi dall'esplosione di una mina nel quartiere Saidiya della capitale. Una mina è esplosa uccidendo una persona a Zaafaraniya. Un poliziotto è morto in un agguato a Adhamiyah. Il cadavere di un bambino è stato ritrovato a Sab al-Bor. I militari della Coalizione hanno ucciso 6 presunti insorti a Fallujah. 5 guerriglieri sono stati uccisi mentre preparavano un attacco a Khalis. Un negoziante è stato ucciso in un agguato a Khalis. 7 cadaveri sono stati ritrovati a Baquba. 5 cadaveri sono stati ritrovati a Ramadi. 5 cadaveri sono stati ritrovati a Hibhib. 4 presunti insorti sono stati uccisi dai militari iracheni a Tal Afar. 3 cadaveri sono stati ritrovati a Mosul. 2 poliziotti sono stati uccisi in un agguato a Latifiya. Una guardia di un oleodotto a Kut è stata assassinata in un attacco degli insorti. Nella stessa città, un poliziotto è morto in un agguato. Un poliziotto è stato ucciso a Kirkuk in un agguato. Una guardia del corpo del capo della polizia della provincia di Salah ad Dhin è morto in un agguato. L'esplosione di una mina ha ucciso una donna a Bassora. Un poliziotto è morto in un agguato a Tikrit. 2 civili sono morti in uno scontro a fuoco nei pressi di Fallujah.
Il 4, 2 militari Usa sono morti in una sparatoria a Baghdad. 12 civili sono morti in un bombardamento dell'aviazione Usa a Ramadi. 11 operai sono stati assassianti da un uomo che ha fermato il loro pulmino a Hawija. 2 uomini è morto a causa dell'esplosione di un'autobomba nel quartiere Sadr City della capitale. 9 corpi decapitati sono stati ritrovati in varie zone della capitale.
4 poliziotti, un civile e 6 guerriglieri sono morti in uno scontro a fuoco a Baquba. Un poliziotto e un civile sono morti in un attentato a Mosul. 2 militari iracheni sono morti a causa dell'esplosione di una mina a Kut. L'esplosione di un colpo di mortaio a Khalis ha causato la morte di una donna. 2 militari iracheni sono rimasti uccisi in un'imboscata a Fallujah. 2 cadaveri sono stati ripescati a Fallujah.
4 poliziotti, un civile e 6 guerriglieri sono morti in uno scontro a fuoco a Baquba. Un poliziotto e un civile sono morti in un attentato a Mosul. 2 militari iracheni sono morti a causa dell'esplosione di una mina a Kut. L'esplosione di un colpo di mortaio a Khalis ha causato la morte di una donna. 2 militari iracheni sono rimasti uccisi in un'imboscata a Fallujah. 2 cadaveri sono stati ripescati a Fallujah.
05/04/07
Amico fragile!!!
Grazie per tutto quello che hai fatto, detto, scritto, cantato... Scusaci se non ti abbiamo capito, se non abbiamo compreso la tua fragilità... Grazie amico fragile!!!
"E poi sospeso tra i vostri come stà?
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo come stai amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un ora al mese di te....
Pensavo è bello, che dove finiscono le mie dita,
debba in qualche modo incominciare una chitarra..."
(Frabrizio De Andrè- Amico fragile)
"E poi sospeso tra i vostri come stà?
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo come stai amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un ora al mese di te....
Pensavo è bello, che dove finiscono le mie dita,
debba in qualche modo incominciare una chitarra..."
(Frabrizio De Andrè- Amico fragile)
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