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05/03/07

Napule è!!!







"Le origini



Le antichissime origini di Napoli affondano nella leggenda, o meglio, in una serie di leggende. Al centro di tutte, c’è la sirena Partenope, che, affranta per l’astuzia di Ulisse sfuggito al potere del canto delle sirene, si sarebbe suicidata, e il suo corpo sarebbe andato alla deriva fino ad incagliarsi sugli scogli dell’isoletta di Megaride, dove oggi sorge il Castel dell’Ovo. Secondo una versione meno leggendaria, Partenope sarebbe stata invece una bellissima fanciulla, figlia del condottiero greco Eumelo Falevo partito alla volta della costa campana, per fondarvi una colonia; ma una tempesta colpì la nave, provocando la morte di Partenope, in tributo alla quale fu dato il nome alla nascente città. Dalle informazioni storiche, in effetti, si sa che coloni greci si insediarono dapprima nell’isola di Ischia (IX secolo a.C.), per trasferirsi poi a Cuma e, solo nel VI secolo a.C., fondare la città di Partenope sull’isola di Megaride. Si trattava più che altro di uno scalo commerciale per mantenere i contatti con la madre patria, che, in un secondo momento, si espanse sul vicino Monte Echia (Pizzofalcone), assumendo la struttura di un piccolo centro urbano. (Tratto da Napolipedia) "



Questa è Napoli.... Il bene ed il male quì abitano nello stesso palazzo, fanno la spesa assieme, stendono i panni nello stesso vicolo.... Quì la bellezza della città che, dal vomero scende fino a mergellina, fatta di piazze piene di storia, di vicoli che parlano, di sole, di calore umano è deturpata dall' immondizia per le strade, dalle piazze tenute male, dai vicoli che riecheggiano di spari, dal sangue, dal calore della canna di una pistola.... Sembra che stia esagerando ma tutto questo a Napoli convive in maniera incredibile....



  • Il bene

Questa è una città che è fiera delle sue origini e che ha nel suo dna la creatività, l'arte di arrangiarsi in ogni situazione, la voglia di liberarsi dai luoghi comuni, dalle oppressioni, dalla camorra.....





  • Il male

Camorra:
’Tore ’e Criscienzo», citato nelle cronache cittadine di metà Ottocento come il «capintesta» della camorra partenopea, viveva a Montecalvario. La sua influenza si estendeva dalla Vicaria al Porto e assieme alla famiglia gestiva, praticamente in regime di monopolio assoluto, il florido mercato della carne di maiale. Tangenti e imposizione di forniture a tutte le taverne della città. Praticamente racket ante litteram. Allora come adesso, dunque, il cuore della malavita locale pulsava nel Centro storico di Napoli. Allora come adesso, inoltre, la strategia della camorra era di carattere prettamente economico. (Tratto da Napolipedia)





  • La denuncia

"non esiste il paradigma Stato-Antistato. Ma solo un territorio in cui si fanno affari con, attraverso e senza lo Stato" (R. Saviano-Gomorra)


"Io so e ho le prove. [...] la verità della parola non fa prigionieri perchè tutto divora e tutto si fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente. Io so e ho le prove. [...] Non ho video compromettenti in garage nascosti in inaccessibili paesi di montagna. Nè possiedo documenti ciclostilati dei servizi segreti. Le prove sono inconfutabili perchè parziali, riprese con le iridi, raccontate con le parole e temprate con le emozioni rimbalzate sui ferri e sui legni. Io vedo, trasento, guardo, parlo e così testimonio, brutta parola [...] La verità è parziale, in fondo se fosse riducibile a formula oggettiva sarebbe chimica. Io so e ho le prove. E quindi racconto. Di queste verità" (R.Saviano-Gomorra)


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