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20/03/07

Emergenza Darfur!!!

Governo sudanese accusato di crimini in Darfur

Inviato da Beatrice Giunta
mercoledì, 14 marzo 2007 15:12

Una missione investigativa delle Nazioni Unite per i diritti umani in Darfur, alla quale sono stati anche negati i visti d’ingresso nel Sudan, ha accusato il Governo sudanese di aver fallito nella protezione dei civili, dichiarando che il Governo abbia anche partecipato nel “commettere ed orchestrare” atrocità contro la sua stessa gente.

“Il disegno principale è quello di una violenta contro-insurrezione intrapresa dal Governo del Sudan con la milizia Janjaweed, i “diavoli a cavallo", con obiettivo i civili”, dice il rapporto, aggiungendo che “tutte le parti in conflitto devono riconoscere che gli standard di legge sui diritti umani devono essere rispettati durante i conflitti armati interni e che il “velo della guerra” non è una giustificazione accettabile per violare questi standard”.

Il rapporto, compilato dal Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU guidato dal premio Nobel Jody Williams, dichiara che “la situazione in Darfur è caratterizzata da evidenti e sistematiche violazioni dei diritti umani e gravi violazioni della legge umanitaria internazionale”.

Alla missione sono stati negati i visti d’ingresso per entrare in Sudan e per questo si è dovuta basare, secondo l’IRIN, su interviste a rifugiati nei Paesi vicini, soprattutto in Chad.

Secondo il rapporto della missione, lungo 35 pagine, tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU dell’AU devono essere applicate, “incluse quelle relative ai divieti di spostamenti e congelamento dei beni di coloro che hanno commesso le violazioni”.

Il fallimento del Governo sudanese nel proteggere la popolazione in Darfur significa che la responsabilità debba essere assunta urgentemente dalla Comunità Internazionale. La missione raccomanda che il Governo sudanese cooperi pienamente con gli sforzi dell’ONU e dell’AU per dispiegare una forza di peacekeeping in Darfur e che rimuova gli ostacoli alla consegna degli aiuti umanitari e rispetti gli obblighi verso la legge internazionale ed i diritti umani.

I sostenitori dei diritti umani, secondo quanto riportato dal New York Times, hanno ben accolto l’inusuale duro tono del rapporto e delle raccomandazioni.

Il Consiglio è stato spesso criticato, anche dallo stesso segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon, per non essere stato più efficace della discreditata Commissione dei Diritti Umani che ha sostituito lo scorso anno.




Da metà dicembre 2003, MSF soccorre oltre un milione di sfollati presenti nella regione. I team di MSF sono composti da oltre 197 volontari internazionali e circa 2.500 operatori sudanesi che offrono sostegno medico, nutrizionale e sanitario agli sfollati che si sono raggruppati in diversi campi. Tutti sono oggi completamente dipendenti dagli aiuti esterni. MSF è presente in oltre 27 località del Darfur, dove si sono rifugiati centinaia di migliaia di sfollati fuggiti dagli attacchi e dalle violenze che hanno distrutto i loro villaggi. Per queste popolazioni prive di ogni cosa, MSF ha allestito degli ambulatori, avviato campagne di vaccinazione contro il morbillo, aperto centri nutrizionali terapeutici per curare i bambini gravemente malnutriti e installato sistemi di distribuzione di acqua potabile. MSF offre soccorso anche ai profighi che arrivano in Ciad.


MSF nell'emergenza DarfurI team di MSF, composti da 197 volontari internazionali e più di 2.500 operatori sudanesi, soccorrono gli sfollati del Darfur a Mornay, Zalinge, Nyertiti, Krenik e El Genina, Garsila e presso quattro campi situati nei dintorni: Bindissi, Deleig, Umkher e Mukjar.
Equipe di MSF sono presenti anche lungo il confine tra Ciad e Darfur, nelle città di Adre, Birak e Tine, per fornire assistenza medica, nutrizionale e logistica a circa 200.000 rifugiati che sono scappati dal Darfur.

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