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19/03/07

Anniversario della morte di Don Peppe Diana!!!

Oggi è l'anniversario della morte di una grande persona.... Una di quelle persone, come ce ne sono poche, che è stata capace di vincere la morte... Perchè don Peppe è ancora vivo in tutti noi... La sua forza, il suo coraggio, la sua voglia ostinare di fare, di cambiare, di denunciare, coinvolgono tutt'oggi chi lo ha conosciuto di persona, chi lo scopre solo ora e chi lo scoprirà in futuro... Per me è oggi un grande esempio di uomo che si mette al servizio della comunità in cui vive, per il bene della comunità, per la crescita della comunità.... Era scout come me, e credeva in quei valori scout, valori universali, di pace a tutti i costi, nonviolenza vista come movimento attivo, solidarietà mettendosi al servizio degli altri, legalità e denuncia delle illegalità... Il suo documento "Per amore del mio popolo non tacerò" è il più grande esempio di denuncia, un utilizzo della parola che diventa quasi violenta, uno schiaffo sulla faccia della camorra, una denuncia che mette a nudo i meccanismi e le sue atrocità, cercando di infondere una consapevolezza ed una ripugnanza verso la sua egemonia di sangue...
Grazie don Peppe per quello che hai fatto, speriamo di essere degni di portare avanti i tuoi progetti e di ripercorrere le tue speranze...... GRAZIE!!!!





"..."Chi è don Peppino?”

”Sono io”…

L’ultima risposta.

5 colpi che rimbombarono nelle navate, 2 pallottole lo colpirono al volto, le altre bucarono la testa, il collo e una mano. Avevano mirato alla faccia, i colpi l’avevano morso da vicino. 1 pallottola gli aveva falciato il mazzo di chiavi agganciato ai pantaloni.

Don Peppino si stava preparando a celebrare la messa. Aveva 36 anni..."

(R. Saviano, da "Gomorra")

Vi propongo una bellissima riflessione di Alex Zanotelli:

Riflessione di Alex Zanotelli:

Una realtà, quella della camorra, molto pesante: ha le mani sulla grande Napoli (oggi una metropoli con oltre 4 milioni di abitanti) e fa affari d’oro (non solo sulla droga, ma soprattutto sui rifiuti). Pochi hanno descritto così bene le mani della malavita sul territorio metropolitano come Saviano (che ho avuto la gioia di conoscere presentando il suo libro a S. Maria Capua Vetere) nel suo potente libro Gomorra. La realtà mafiosa è sempre più potente non solo a Napoli, ma in tutto il sud, in particolare in Sicilia (Cosa Nostra) e Calabria ,dove regna la ‘ndrangheta che è oggi la regina delle organizzazioni criminali.
Come celebrare il Natale in un clima così pesante, oppressivo…? Come celebrare il Natale in questa Napoli degradata (dalla Sanità a Scampia) davanti alla Napoli bene del Vomero e di Posillipo? “Nessuno può dirsi innocente” - ha detto recentemente il nuovo vescovo di Napoli il Card. Sepe che in un lungo colloquio mi aveva dato il suo benvenuto - “Alcuni, anche della cosiddetta Napoli bene, hanno pensato a salvare la pelle. O un posto. E lo spazio della città intesa come civile convivenza si è ritratto, assottigliato.” Il card. Sepe ha usato toni molto forti per descrivere questa città: “Il materialismo esasperato, le sacche di ferocia, l’omertà, la camorra e i poteri oscuri…Questa comunità è come un tossico che trova equilibrio nello stare curvo su se stesso”.
“Come parlare del Dio della vita nel “cantone” dei morti? Come annunciare l’amore di Dio in mezzo ad un così profondo disprezzo per la vita umana? Come proclamare la risurrezione del Signore lì dove regna la morte?” queste parole di Gustavo Gutierrez, teologo della liberazione del Perù, mi sono ritornate con forza alla mente mentre camminavo per le strade del rione.
Ma noi ci ostiniamo a credere che quel povero Cristo, crocifisso dall’Impero Romano, è vivo. Noi ci ostiniamo a far sbocciare segni di vita e di risurrezione. “Continuo a “pubblicare” utopia, impegno, trasparenza, vita – ha scritto nella sua ultima lettera il vescovo P.Casaldaliga. E ricordiamoci che l’utopia deve essere verificata nella prassi quotidiana, che la “speranza si giustifica in quelli che camminano” e che “ci è data per servire i disperati’. Per questo servizio, penso oggi, ci sia richiesto soprattutto una testimonianza coerente, una vicinanza samaritana, una presenza profetica”.
A voi tutti auguro un buon cammino,esortandovi con le parole di Turoldo,una di quelle splendide guide che oggi con gioia ricordiamo:“Anima mia canta e cammina. E anche tu fedele di chissà quale fede; oppure uomo di nessuna fede: camminiamo insieme. E l’arida terra si metterà a fiorire, Qualcuno – colui che tutti cerchiamo – ci camminerà accanto”.
(A. Zanotelli – tratto da :"lettera agli amici", Natale 2006)

Continua la guerra di camorra!!!

L´assalto del clan Mazzarella al trono della camorra cittadina

Scritto da Irene De Arcangelis da la Repubblica Napoli
domenica 18 marzo 2007

ALMENO tre affluenti per un solo fiume criminale. Magistrati e investigatori che seguono le differenti indagini legate ai delitti che si sono susseguiti in questo periodo stanno arrivando tutti alla stessa conclusione. Allo stesso nome: clan Mazzarella.Moventi, circostanze, legami, interessi indicano la cosca come l´unica di Napoli ad aver dichiarato guerra a tutti i rivali. Mazzarella contro gli altri clan, alla conquista della città. Se è così, spiegano i fascicoli dell´Antimafia, allora pochi quartieri si salvano dal Risiko della camorra. E, paradossalmente, l´unica fetta della città poco interessata a questo scontro è proprio l´area Nord, Scampìa e comuni limitrofi dove - delitti a causa di sgarri interni a parte - gli equilibri sono più solidi che altrove. Scissionisti al comando, clan Di Lauro ridimensionato.E i quartieri nel cuore di Napoli? Come sulla cartina del gioco di guerra, i carri armati dei Mazzarella sono puntati verso il centro come a Est. Tre fronti di guerra aperti contemporaneamente, la cosca è abbastanza forte sul piano militare da pagare molti killer e rifornirsi di molte armi. Forcella, Vasto-Arenaccia, San Giovanni a Teduccio. Dominio assoluto o quasi, qualche principio di ribellione smorzato nel sangue. Storia di questi giorni: 27 febbraio: in calata Capodichino cadono sotto i colpi Gennaro Catalano e Gennaro Capano, affiliati al clan Contini. Il boss, Eduardo ‘o romano, è l´eterno rivale dei Mazzarella. Guerra dichiarata al latitante, che peraltro va indebolito anche perché è un perno dell´Alleanza di Secondigliano. Secondo fronte: gli eterni nemici del rione Villa, i Rinaldi. Guerra cominciata negli anni ‘80 con l´omicidio di Antonio Rinaldi ‘o giallo e mai finita. Senonché vengono scarcerati tre appartenenti al gruppo di fuoco dei Rinaldi; i Mazzarella li avvertono con una bomba sotto casa. Sei marzo: ucciso a Somma Vesuviana Giovanni Gitano, è uomo del clan Sarno. La cosca di Ponticelli è fedelissima dei Mazzarella. La risposta arriva venerdì con l´omicidio di via Brecce a Sant´Erasmo: Paolo Florio era vicino ai Rinaldi.Omicidi in diversi punti di Napoli ma tutti legati da una logica. Come il delitto all´Arenaccia di Ciro Giuliano. Per droga, probabilmente, ma soprattutto per annientare i Giuliano a Forcella. Un tempo boss incontrastati, ora perdenti. I Mazzarella, nonostante i molti arresti, rappresentano una famiglia molto prolifica e ramificata. Più dei Giuliano di una volta

18/03/07

Per non dimenticare

VOGLIAMO RICORDARLI TUTTI:
QUELLI DI CUI LEGGEREMO ORA IL NOME E QUELLI DI CUI NON
SIAMO ANCORA RIUSCITI A TROVARE INFORMAZIONI SUFFICIENTI.
A TUTTE, PROPRIO TUTTE, LE VITTIME DELLA VIOLENZA MAFIOSA
VA IL NOSTRO OMAGGIO E LA NOSTRA PROMESSA DI IMPEGNO.

1893
EMANUELE NOTARBARTOLO.

1896
EMANUELA SANSONE.

1905
LUCIANO NICOLETTI.

1906
ANDREA ORLANDO.

1909
JOE PETROSÌNO.

1911
LORENZO PANEPINTO.

1914
MARIANO BARBATO.
GIORGIO PECORARO.

1915
BERNARDINO VERRO.

1916
GIORGIO GENNARO.

1919
GIOVANNI ZANGARA.
COSTANTINO STELLA.
GIUSEPPE RUMORE.
GIUSEPPE MONTICCIOLO.
ALFONSO CANZIO.

1920
NICOLO’ ALONGI.
PAOLO LI PUMA.
CROCE DI GANGI.
PAOLO MIRMINA.
GIOVANNI ORCEL.
STEFANO CARONIA.

1921
PIETRO PONZO.
VITO STASSI.
GIUSEPPE CASSARA’.
VITO CASSARA’.
GIUSEPPE COMPAGNA.

1922
DOMENICO SPATOLA.
MARIO SPATOLA.
PIETRO SPATOLA.
PAOLO SPATOLA.
SEBASTIANO BONFIGLIO.
ANTONINO SCUDERI.

1924
ANTONINO CIOLINO.

1944
SANTI MILISENNA.
ANDREA RAJA.

1945
CALOGERO COMAIANNI.
NUNZIO PASSAFIUME.
FILIPPO SCIMONE.
CALCEDONIO CATALANO.
AGOSTINO D’ALESSANDRO.
CALOGERO CICERO.
FEDELE DE FRANCISCA.
MICHELE DI MICELI.
MARIO PAOLETTI.
ROSARIO PAGANO.
GIUSEPPE SCALIA.
GIUSEPPE PUNTARELLO.

1946
ANGELO LOMBARDI.
VITTORIO EPIFANI.
VITANGELO CINQUEPALMI.
IMERIO PICCINI.
ANTONINO GUARISCO.
MARINA SPINELLI.
GIUSEPPE MISURACA.
MARIO MISURACA.
GAETANO GUARINO.
PINO CAMILLERI.
GIOVANNI CASTIGLIONE.
GIROLAMO SCACCIA.
GIUSEPPE BIONDO.
GIOVANNI SANTANGELO.
VINCENZO SANTANGELO.
GIUSEPPE SANTANGELO.
GIOVANNI SEVERINO.
PAOLO FARINA.
NICOLO’ AZOTI.
FIORENTINO BONFIGLIO
MARIO BOSCONE
FRANCESCO SASSANO
EMANUELE GRECO
GIOVANNI LA BROCCA
VITTORIO LEVICO

1947
ACCURSIO MIRAGLIA.
PIETRO MACCHIARELLA.
NUNZIO SANSONE.
EMANUELE BUSELLINI.
MARGHERITA CLESCERI.
GIOVANNI GRIFO’.
GIORGIO CUSENZA.
CASTRENZE INTRAVAIA.
VINCENZINA LA FATA.
SERAFINO LASCARI.
GIOVANNI MEGNA.
FRANCESCO VICARI.
VITO ALLOTTA.
GIUSEPPE DI MAGGIO.
FILIPPO DI SALVO.
VINCENZO LA ROCCA.
VINCENZA SPINA.
PROVVIDENZA GRECO.
MICHELANGELO SALVIA.
GIUSEPPE CASARRUBEA
VINCENZO LO IACONO.
GIUSEPPE MANIACI.
CALOGERO CAJOLA.
VITO PIPITONE.
LUIGI GERONAZZO.

1948
EPIFANIO LI PUMA.
PLACIDO RIZZOTTO.
GIUSEPPE LETIZIA.
CALOGERO CANGELOSI.
MARCANTONIO GIACALONE.
ANTONIO GIACALONE.
ANTONIO DI SALVO.
NICOLA MESSINA.
CELESTINO ZAPPONI.
GIOVANNI TASQUIER.

1949
CARLO GULINO.
FRANCESCO GULINO.
CANDELORO CATANESE.
MICHELE MARINARO.
CARMELO AGNONE.
QUINTO REDA.
CARMELO LENTINI.
PASQUALE MARCONE
ARMANDO LODDO.
SERGIO MANCINI.
ANTONIO BUBUSA.
GABRIELE PALANDRANI.
GIOVAN BATTISTA ALCE.
ILARIO RUSSO.
GIOVANNI CALABRESE.
GIUSEPPE FIORENZA.
SALVATORE MESSINA.
FRANCESCO BUTIFAR.

1951
ANTONIO SANGINITI

1952
FILIPPO INTILE.

1955
SALVATORE CARNEVALE.
GIUSEPPE SPAGNUOLO.

1957
PASQUALE ALMERICO.
ANTONINO POLLARI.

1958
VINCENZO DI SALVO.
VINCENZO SAVOCA

1959
ANNA PRESTIGIACOMO.
GIUSEPPINA SAVOCA.
VINCENZO PECORARO.
ANTONINO PECORARO.

1960
ANTONINO DAMANTI
COSIMO CRISTINA.
PAOLO BONGIORNO.

1961
PAOLINO RICCOBONO.
GIACINTO PULEO.

1962
ENRICO MATTEI.

1963
GIUSEPPE TESAURO.
MARIO MALAUSA.
SILVIO CORRAO.
CALOGERO VACCARO.
PASQUALE NUCCIO.
EUGENIO ALTOMARE.
GIORGIO CIACCI.
MARINO FARDELLI.

1966
CARMELO BATTAGLIA.

1967
GIUSEPPE PIANI.
NICOLA MIGNOGNA

1968
FRANCESCO PIGNATARO.
GIUSEPPE BURGIO.

1969
ORAZIO COSTANTINO.

1970
MAURO DE MAURO.

1971
PIETRO SCAGLIONE.
ANTONINO LORUSSO.
VINCENZO RICCARDELLI.

1972
GIOVANNI SPAMPINATO.
GIOVANNI VENTRA
DOMENICO CANNATA

1974
ANGELO SORINO.
EMANUELE RIBOLI

1975
CALOGERO MORREALE.
GAETANO CAPPIELLO.
FRANCESCO FERLAINO.
DOMENICO FACCHINERI
FRANCESCO FACCHINERI
TULLIO DE MICHELI

1976
GERARDO D’ARMINIO.
GIUSEPPE MUSCARELLI.
PASQUALE CAPPUCCIO.
CATERINA LIBERTI.
SALVATORE FALCETTA
CARMINE APUZZO
SALVATORE LONGO
SALVATORE BUSCEMI
FRANCESCO VINCI
MARIO CERETTO
ALBERTO CAPUA
VINCENZO RANIERI
VINCENZO MACRI'

1977
ROCCO GATTO.
STEFANO CONDELLO.
VINCENZO CARUSO.
GIUSEPPE RUSSO.
FILIPPO COSTA.
ATTILIO BONINCONTRO.
DONALD MACKAY
MARIANGELA PASSIATORE
STEFANO CONDELLO
VINCENZO CARUSO

1978
UGO TRIOLO.
GIUSEPPE IMPASTATO.
ANTONIO ESPOSITO FERRAIOLI.
SALVATORE CASTELBUONO.
GAETANO LONGO
PAOLO GIORGETTI

1979
FILADELFIO APARO.
MARIO FRANCESE.
MICHELE REINA.
GIORGIO AMBROSOLI.
BORIS GIULIANO.
CALOGERO DI BONA.
CESARE TERRANOVA.
LENIN MANCUSO.
GIOVANNI BELLISSIMA.
SALVATORE BOLOGNA.
DOMENICO MARRARA.
VINCENZO RUSSO.
GIULIANO GIORGIO.
LORENZO BRUNETTI.
ANTONINO TRIPODO.
ROCCO GIUSEPPE BARILLA’.

1980
PIERSANTI MATTARELLA.
GIUSEPPE VALARIOTI
EMANUELE BASILE.
GIANNINO LOSARDO.
PIETRO CERULLI.
GAETANO COSTA.
CARMELO JANNI’.
DOMENICO BENEVENTANO.
MARCELLO TORRE.
VINCENZO ABATE.
GIUSEPPE GIOVINAZZO
CIRO ROSSETTI

1981
VITO JEVOLELLA.
SEBASTIANO BOSIO.
ONOFRIO VALVOLA
LEOPOLDO GASSANI
GIUSEPPE GRIMALDI
VINCENZO MULE’
DOMENICO FRANCAVILLA
MARIANO VIRONE
GIUSEPPE SALVIA

1982
LUIGI D’ALESSIO.
SALVATORE STALLONE
ANTONIO FONTANA
NICOLÒ PIOMBINO.
ANTONIO SALZANO
PIO LA TORRE
ROSARIO DI SALVO
GENNARO MUSELLA
GIUSEPPE LALA
DOMENICO VECCHIO
RODOLFO BUSCEMI
MATTEO RIZZUTO
SILVANO FRANZOLIN.
SALVATORE RAITI.
GIUSEPPE DI LAVORE.
ANTONINO BURRAFATO.
SALVATORE NUVOLETTA.
ANTONIO AMMATURO.
PASQUALE PAOLA.
PAOLO GIACCONE.
VINCENZO SPINELLI.
CARLO ALBERTO DALLA CHIESA
EMANUELA SETTI CARRARO.
DOMENICO RUSSO.
CALOGERO ZUCCHETTO
CARMELO CERRUTO
SIMONETTA LAMBERTI
GIULIANO PENNACCHIO.
ANDREA MORMILE
LUIGI CAFIERO
GRAZIANO ANTIMO
GENNARO DE ANGELIS
ANTONIO VALENTI
LUIGI DI BARCA
GIOVANNI FILIANO

1983
GIANGIACOMO CIACCIO MONTALTO
PASQUALE MANDATO
SALVATORE POLLARA
MARIO D’ALEO.
GIUSEPPE BOMMARITO.
PIETRO MORICI.
BRUNO CACCIA.
ROCCO CHINNICI.
SALVATORE BARTOLOTTA
MARIO TRAPASSI.
STEFANO LI SACCHI.
SEBASTIANO ALONGHI.
FRANCESCO BUZZITI.
FRANCESCO IMPOSIMATO.
DOMENICO CELIENTO.
CRISTIANO ANTONIO.
NICANDRO IZZO.
FABIO CORTESE
SALVATORE MUSARO’
OTTAVIO ANDRIOLI

1984
GIUSEPPE FAVA
RENATA FONTE.
COSIMO QUATTROCCHI.
FRANCESCO QUATTROCCHI
COSIMO QUATTROCCHI
MARCELLO ANGELINI
SALVATORE SCHIMMENTI
GIOVANNI CATALANOTTI
ANTONIO FEDERICO
PAOLO CANALE
LEONARDO VITALE
GIOVANBATTISTA ALTOBELLI.
LUCIA CERRATO.
ANNA MARIA BRANDI.
ANNA DE SIMONE.
GIOVANNI DE SIMONE.
NICOLA DE SIMONE
LUISELLA MATARAZZO.
MARIA LUIGIA MORINI.
FEDERICA TAGLIALATELA
ABRAMO VASTARELLA.
PIER FRANCESCO LEONI.
SUSANNA CAVALLI.
ANGELA CALVANESE.
CARMINE MOCCIA.
VALERIA MORATELLO.
FRANCO PUZZO.
MICHELE BRESCIA.
SANTO CALABRESE.
ANTIOCO COCCO.
VINCENZO VENTO
PIETRO BUSETTA
SALVATORE SQUILLACE

1985
PIETRO PATTI.
GIUSEPPE MANGANO
GIOACCHINO TAGLIALATELA
SERGIO COSMAI
GIOVANNI CARBONE.
BARBARA RIZZO ASTA.
GIUSEPPE ASTA.
SALVATORE ASTA.
BEPPE MONTANA.
ANTONINO CASSARÀ.
ROBERTO ANTIOCHIA.
GIUSEPPE SPADA.
GIANCARLO SIANI.
BIAGIO SICILIANO.
GIUDITTA MILELLA.
CARMINE TRIPODI.
GRAZIELLA CAMPAGNA.
MORELLO ALCAMO.
GIUSEPPE MACHEDA.
ROBERTO PARISI

1986
PAOLO BOTTONE.
GIUSEPPE PILLARI
FILIPPO GEBBIA
ANTONIO MORREALE
FRANCESCO ALFANO.
ANTONIO PIANESE
VITTORIO ESPOSITO.
SALVATORE BENIGNO
CLAUDIO DOMINO.
FILIPPO SALSONE.
ANTONIO SABIA
GIOVANNI GIORDANO
NUNZIATA SPINA
ANTONIO BERTUCCIO
FRANCESCO PRESTIA
DOMENICA DE GIROLAMO

1987
GIUSEPPE RECHICHI.
ROSARIO IOZIA.
GIUSEPPE CUTRONEO.
ROSARIO MONTALTO.
SEBASTIANO MORABITO.
ANTONIO CIVININI.
CARMELO IANNÒ.
CARMELO GANCI.
LUCIANO PIGNATELLI.
GIOVANNI DI BENEDETTO.
COSIMO ALEO

1988
GIUSEPPE INSALACO.
GIUSEPPE MONTALBANO
NATALE MONDO.
DONATO BOSCIA.
FRANCESCO MEGNA
ALBERTO GIACOMELLI.
ANTONINO SAETTA.
STEFANO SAETTA.
MAURO ROSTAGNO.
LUIGI RANIERI.
CARMELO ZACCARELLO
GIROLAMO MARINO
ANIELLO CORDASCO
GIULIO CAPILLI
PIETRO RAGNO
ABED MANYAMI

1989
FRANCESCO CRISOPULLI.
GIUSEPPE CARUSO.
FRANCESCO PEPI.
MARCELLA TASSONE.
NICOLA D’ANTRASSI.
VINCENZO GRASSO
PAOLO VINCI
SALVATORE INCARDONA.
ANTONINO AGOSTINO.
IDA CASTELLUCCI.
GRAZIA SCIME’.
DOMENICO CALVIELLO.
ANNA MARIA CAMBRIA.
CARMELA PANNONE.
PIETRO GIRO
DONATO CAPPETTA
CALOGERO LORIA.
FRANCESCO LONGO.
GIOVANBATTISTA TEDESCO
COLIN WINCHESTER
GIACOMO CATALANO
GIUSEPPE GIOVINAZZO

1990
NICOLA GIOITTA IACHINO.
EMANUELE PIAZZA.
GIUSEPPE TRAGNA
MASSIMO RIZZI
GIOVANNI BONSIGNORE.
ANTONIO MARINO
ROSARIO LIVATINO.
ALESSANDRO ROVETTA.
FRANCESCO VECCHIO.
ANDREA BONFORTE
GIOVANNI TRECROCI.
SAVERIO PURITA.
ANGELO CARBOTTI.
DOMENICO CATALANO.
MARIA MARCELLA.
VINCENZO MICELI
ELISABETTA GAGLIARDI.
GIUSEPPE ORLANDO.
MICHELE ARCANGELO TRIPODI.
PIETRO CARUSO.
NUNZIO PANDOLFI.
ARTURO CAPUTO.
ROBERTO TICLI.
MARIO GRECO
ROSARIO SCIACCA
GIUSEPPE MARNALO
FRANCESCO OLIVIERO
COSIMO DURANTE
ANGELO RAFFAELE LONGO
CATALDO D’IPPOLITO
RAFFAELA SCORDO

1991
VALENTINA GUARINO.
ANGELICA PIRTOLI.
GIUSEPPE SCEUSA.
SALVATORE SCEUSA.
VINCENZO LEONARDI.
ANTONIO CARLO CORDOPATRI.
ANGELO RICCARDO.
ANDREA SAVOCA
DOMENICO RANDÒ.
SANDRA STRANIERI
ANTONIO SCOPELLITI.
LIBERO GRASSI.
FABIO DE PANDI.
GIUSEPPE ALIOTTO.
ANTONIO RAMPINO.
SILVANA FOGLIETTA.
SALVATORE D’ADDARIO.
RENATO LIO.
GIUSEPPE LEONE
FRANCESCO TRAMONTE.
PASQUALE CRISTIANO.
STEFANO SIRAGUSA
ALBERTO VARONE
FELICE DARA
VINCENZO SALVATORI
SERAFINO OGLIASTRO
VITO PROVENZANO
GIUSEPPE GRIMALDI
SALVATORE TIENI
NICOLA GUERRIERO
GIUSEPPE SORRENTI
ANTONIO VALENTE

1992
SALVATORE AVERSA.
LUCIA PRECENZANO.
PAOLO BORSELLINO.
ANTONIO RUSSO
ANTONIO SPARTÀ.
SALVATORE SPARTÀ.
VINCENZO SPARTÀ.
FORTUNATO ARENA.
CLAUDIO PEZZUTO.
SALVATORE MINEO.
ALFREDO AGOSTA.
GIULIANO GUAZZELLI.
GIOVANNI FALCONE.
FRANCESCA MORVILLO.
ROCCO DI CILLO.
ANTONINO MONTINARO.
VITO SCHIFANI.
PAOLO BORSELLINO.
AGOSTINO CATALANO.
WALTER EDDIE COSINA.
EMANUELA LOI.
VINCENZO LI MULI.
CLAUDIO TRAÌNA.
RITA ÀTRIA.
PAOLO FICALÒRA.
PASQUALE DI LORENZO.
GIOVANNI PANUNZIO.
GAETANO GIORDANO
GIUSEPPE BORSELLINO.
SAVERIO CIRRINCIONE.
ANTONIO TAMBORINO.
MAURO MANIGLIO.
RAFFAELE VITIELLO.
EMANUELE SAÙNA.
ANTONINO SIRAGUSA
LUCIO STIFANI

1993
BEPPE ALFANO.
ADOLFO CARTISANO
PASQUALE CAMPANELLO.
NICOLA REMONDINO.
DOMENICO NICOLÒ PANDOLFO
MAURIZIO ESTATE.
FABRIZIO NENCIONI.
ANGELA FIUME.
NADIA NENCIONI.
CATERINA NENCIONI.
DARIO CAPOLICCHIO.
CARLO LA CATENA.
STEFANO PICERNO.
SERGIO PASOTTO.
ALESSANDRO FERRARI.
MOUSSAFIR DRISS.
DON GIUSEPPE PUGLISI.
RAFFAELE DI MERCURIO.
ANDREA CASTELLI.
ANGELO CARLISI
RICCARDO VOLPE
ANTONINO VASSALLO
FRANCESCO NAZZARO
LORIS GIAZZON
GIORGIO VANOLI

1994
VINCENZO GAROFALO.
ANTONINO FAVA.
DON GIUSEPPE DIANA.
ILARIA ALPI.
MIRAN HROVATIN.
ENRICO INCOGNITO.
LUIGI BODENZA
IGNAZIO PANEPINTO.
MARIA TERESA PUGLIESE
GIOVANNI SIMONETTI
SALVATORE BENNICI
CALOGERO PANEPINTO.
FRANCESCO MANISCALCO.
NICHOLAS GREEN.
MELCHIORRE GALLO.
GIUSEPPE RUSSO.
COSIMO FABIO MAZZOLA
GIROLAMO PALAZZOLO
LEONARDO CANCIARI
LlLIANA CARUSO
AGATA ZUCCHERO
LEONARDO SANTORO
PALMINA SCAMARDELLA
ANTONIO NOVELLA
FRANCESCO ALOI

1995
FRANCESCO BRUGNANO.
GIUSEPPE DI MATTEO
FRANCESCO MARCONE.
SERAFINO FAMÀ.
GIOACCHINO COSTANZO.
PETER IWULE ONJEDEKE.
FORTUNATO CORREALE.
ANTONINO BUSCEMI.
GIUSEPPE MONTALTO.
GIUSEPPE CILIA
GIUSEPPE GIAMMONE
GIOVANNI CARBONE
CLAUDIO MANCO
FRANCESCO TAMMONE
ANTONIO BRANDI
ANTONIO MONTALTO
ANTONINO MONTELEONE
EPIFANIA COCCHIARA

1996
GIUSEPPE PUGLISI.
ANNA MARIA TORNO
GIOVANNI ATTARDO.
DAVIDE SANNINO.
SANTA PUGLISI.
SALVATORE BOTTA.
SALVATORE FRAZZETTO.
GIACOMO FRAZZETTO.
MARIA ANTONIETTA SAVONA.
RICCARDO SALERNO.
GIOACCHINO BISCEGLIA.
ROSARIO MINISTERI.
CALOGERO TRAMÙTA
PASQUALE SALVATORE MAGRI’
CELESTINO FAVA
ANTONINO MOIO

1997
GIUSEPPE LA FRANCA.
CIRO ZIRPOLI.
GIULIO CASTELLINO.
AGATA AZZOLINA.
RAFFAELLA LUPOLI.
SILVIA RUOTOLO.
ANGELO BRUNO.
LUIGI CANGIANO.
FRANCESCO MARZANO.
ANDREA DI MARCO
AGATINO DIOLOSA’
VINCENZO ARATO

1998
INCORONATA SOLLAZZO.
MARIA INCORONATA RAMELLA.
ERILDA ZTAUSCI.
ENRICO CHIARENZA.
SALVATORE DI FALCO.
ROSARIO FLAMINIO.
ALBERTO VALLEFUOCO.
GIUSEPPINA GUERRIERO.
LUIGI IOCULANO.
DOMENICO GERACI.
ANTONIO CONDELLO.
MARIANGELA ANZALONE.
GIUSEPPE MESSINA.
GRAZIANO MUNTONI.
GIOVANNI GARGIULO
GIOVANNI VOLPE
GIUSEPPE RADICIA
ORAZIO SCIASCIO
GIUSEPPE IACONA
DAVIDE LADINI
SAVERIO IERACI
ANTONIO FERRARA

1999
SALVATORE OTTONE.
EMANUELE NOBILE.
ROSARIO SALERNO.
STEFANO POMPEO.
FILIPPO BASILE.
HISO TELARAY.
MATTEO DI CANDIA.
VINCENZO VACCARO NOTTE.
LUIGI PULLI.
RAFFAELE ARNESANO.
RODOLFO PATERA.
ENNIO PETROSINO
ROSA ZAZA.
ANNA PACE.
SANDRO SCARPATO
MARCO DE FRANCHIS

2000
ANTONIO LIPPIELLO.
SALVATORE VACCARO NOTTE.
ANTONIO SOTTILE.
ALBERTO DE FALCO.
FERDINANDO CHIAROTTI.
FRANCESCO SCERBO.
GIUSEPPE GRANDOLFO.
DOMENICO STANISCI.
DOMENICO GULLACI.
MARIA COLANGIULI.
HAMDI LALA.
GAETANO DE ROSA.
SAVERIO CATALDO.
DANIELE ZOCCOLA.
SALVATORE ROSA.
GIUSEPPE FALANGA.
LUIGI SEQUINO.
PAOLO CASTALDI.
GIANFRANCO MADIA.
VALENTINA TERRACCIANO.
RAFFAELE IORIO.
FERDINANDO LIQUORI

2001
GIUSEPPE ZIZOLFI.
TINA MOTOC.
MICHELE FAZIO.
CARMELO BENVEGNA.
STEFANO CIARAMELLA.

2002
FEDERICO DEL PRETE.
TORQUATO CIRIACO.
MAURIZIO D’ELIA

2003
DOMENICO PACILIO.
GAETANO MARCHITELLI.
CLAUDIO TAGLIATATELA.
PAOLINO AVELLA.
MICHELE AMICO

2004
BONIFACIO TILOCCA.
ANNALISA DURANTE.
STEFANO BIONDI.
PAOLO RODA’.
GELSOMINA VERDE.
DARIO SCHERILLO.
MATILDE SORRENTINO.
FRANCESCO ESTATICO.
FABIO NUNNERI.
MASSIMILIANO CARBONE
PEPE TUNEVIC

2005
FRANCESCO ROSSI.
ATTILIO ROMANO’
FRANCESCO FORTUGNO
GIUSEPPE RICCIO
DANIELE POLIMENI
GIANLUCA CONGIUSTA


...E TUTTI GLI ALTRI DI CUI NON SIAMO ANCORA RIUSCITI A CONOSCERE IL NOME.

Per amore del mio popolo non tacerò!!!

Don Peppe Diana scrisse "Per amore del mio popolo non tacerò", un documento che fece tremare la camorra, temuto come un blitz dei carabinieri, come una confisca, come un carcere duro.... Erano, e sono tutt'oggi, parole di consapevolezza e di denuncia...... Consapevolezza della realtà in cui viveve ed in cui, ne sono certo, viviamo un pò tutti.... Mafia, camorra, non è una associazione di assassini ignoranti che chiedono il pizzo, è un sistema perfetto, un impresa con capitali illegali, che investe in tutta Italia e nel mondo, riciclando e pulendo i soldi sporchi.... Tutti noi stiamo maneggiando quei soldi, e non ne siamo consapevoli... Tutti noi con i nostri silenzi siamo complici della mafia... Denuncia è la forza ed il coraggio di gridare la nostra libertà, di tirare fuori tutto il marcio, di indignarsi, di agire.... Nessuna battaglia è stata vinta stando su un divano...




"La camorra scatenata uccide ancora


Scritto da Conchita Sannino da la Repubblica Napoli
sabato 17 marzo 2007



Un pregiudicato ucciso ieri sera nella periferia est, seconda vittima di una faida appena riesplosa. E una passante di 30 anni che, appena due ore più tardi, viene ferita ad un braccio da una pallottola vagante dall´altro lato della città, Pianura. La donna finisce al centro di un inseguimento tra un motorino ed un´auto, viene ricoverata all´ospedale San Paolo, ma per fortuna le sue condizioni non appaiono gravi.
Ancora camorra scatenata. Il 28enne Paolo Florio, pregiudicato, alle 20 aveva appena parcheggiato l´auto in via Brecce Sant´Erasmo, «la cena è pronta» lo avevano avvertito da casa. Doveva fare pochi passi. Ma i due sicari hanno aspettato che chiudesse la portiera per aprire il fuoco. Due schegge che forse lo avevano inseguito per qualche chilometro, due killer su uno scooter leggero, il volto coperto da caschi. E una sola missione: non lasciargli scampo. Otto pallottole uccidono Florio, un gregario delle retrovie, ma ritenuto al soldo del clan Rinaldi dell´area orientale. Solo 48 ore prima, non lontano era stato ammazzato Ciro Giuliano, l´ultimo capozona dello storico clan di Forcella che si era trasferito nel quartiere Vasto; tuttavia l´esecuzione di ieri sembra collegata ad una faida recentemente riesplosa proprio tra i Rinaldi e il potente cartello dei boss Mazzarella, che ha già registrato un altro morto ed un attentato esplosivo nelle scorse settimane.
Il delitto Florio è il 23esimo omicidio dall´inizio dell´anno, il quarto in tre giorni: indagano la squadra Mobile, coordinata dal pm Raffaele Marino. Una sequenza destinata ad acuire la polemica già esplosa sugli effetti del Patto Sicurezza per Napoli varato dal ministro Giuliano Amato e sul territorio esposto ai troppi scontri in corso tra i clan cittadini. Tema su cui interviene il procuratore generale Vincenzo Galgano.
«La città è ormai soffocata dalla mattanza - è la severa riflessione del pg - Un fenomeno non prevedibile perché collegato a logiche e costumi simili a quelli delle belve. Proprio in ragione delle dimensioni che ha assunto questo fenomeno occorre augurarsi la costanza nell´impegno per tentare in tutti i modi di restringere la morsa criminale. E quindi appoggiare e sostenere in ogni modo le forze dell´ordine ed i programmi di controllo del territorio e recupero dell´ordine. Certo, non si può immaginare di controllare una metropoli metro per metro». Piuttosto, sono i politici a dover fare di più: «È ormai indispensabile fornire alle forze dell´ordine e alla magistratura - prosegue Galgano - strumenti normativi idonei a reprimere seriamente la criminalità arrogante». Poco dopo, altro allarme: una trentenne in ospedale, ferita di striscio, finita solo per caso sulla traiettoria di un proiettile.
Intanto sul delitto di Florio, legato alla cosca dei Rinaldi, emereg la pista del nuovo scontro riesploso tra il clan di San Giovanni a Teduccio e la potente organizzazione dei Mazzarella. Il 5 marzo scorso, qualcuno imbottì di esplosivo alcune auto parcheggiate sotto casa dei Rinaldi: centinaia di vetri in frantumi, sei auto distrutte, nessun ferito per fortuna. Ma il giorno dopo, è già rappresaglia: uno degli uomini di fiducia dei Mazzarella, Giovanni Gitano, viene scovato in un comune dell´entroterra vesuviano e ucciso. Passano dieci giorni e la vendetta colpisce Florio. Un´altra faida è in corso." (Tratto da www.napolionline.org)

16/03/07

Sultans of swing!!!

Ecco il genio e l'estro di un chitarrista dalla personalità complessa.... La sua grandezza nel trasmettere le sue emozioni dalle sue mani alle corde della chitarra... e dalla chitarra al nostro cuore....



Money for nothing!!!

Epidemia di meningite in diversi stati africani.

MSF ha già vaccinato oltre 800mila persone e lancia l’allarme: le scarse scorte di vaccino potrebbero non essere sufficienti.(14/03/2007)

Nel corso delle ultime settimane, le equipe di Medici Senza Frontiere (MSF) hanno contribuito alla vaccinazione di oltre 860mila persone contro la meningite, una malattia contagiosa e potenzialmente fatale della membrana cerebrale.
Le campagne di vaccinazione di massa sono state effettuate in vaste aree del nord dell'Uganda, del Sud Sudan e della parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), paesi che fanno parte di quella che viene tradizionalmente conosciuta come la “ cintura della meningite ”, una zona che si estende dal Senegal in Africa occidentale all'Etiopia nell'est. Circa 300 milioni di persone sono a rischio in questi paesi.
In assenza di cure, la meningite batterica uccide fino al 50% delle persone colpite. Anche quando la malattia viene diagnosticata presto e curata con antibiotici appropriati, il tasso di mortalità rimane tra il 5% e il 10%. Inoltre, un sopravvissuto su cinque soffrirà a posteriori di effetti neurologici come sordità o ritardo mentale.
In Sud Sudan, MSF sta vaccinando altre 528mila persone, la maggior parte sotto i 30 anni, portando così il numero totale dei vaccinati a oltre un milione. L'ultima campagna di vaccinazione include circa 160mila persone a Juba, la capitale del Sud Sudan e oltre 250mila nella parte settentrionale della provincia di Bahr-El-Ghazal. In aggiunta alla già pianificata vaccinazione di altre 600mila persone in Burkina Faso, nell'Africa Occidentale, le equipe di MSF stanno effettuano valutazioni in numerose aree e sono pronte a intervenire in altri paesi dove si temono epidemie. Oltre alle vaccinazioni, le equipe di MSF si stanno occupando dei casi di meningite e di fare sorveglianza epidemiologica.
La Nazioni Unite hanno annunciato che anche 8 stati dell'Africa occidentale sono stati colpiti da epidemie di meningite. Il paese più colpito è il Burkina Faso, con 324 morti registrati fino al 5 marzo. Nel corso della prossima settimana, MSF lancerà una campagna di vaccinazione per oltre 600mila persone intorno alla capitale, Ouagadougou.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel solo Sud Sudan sono morte quasi 200 persone a causa della meningite e la malattia ha già colpito 8 stati, il doppio rispetto all'epidemia del 2006.
L'OMS ha identificato diversi fattori che indicano la possibilità di una vasta epidemia nel 2007 e nel 2008. Durante la seconda metà degli anni '90, ondate di epidemie hanno colpito diversi paesi nella zona della “ cintura della meningite ”, provocando oltre 25mila morti in tre anni. E tuttavia oggi ci sono solo 25 milioni di dosi di vaccino bivalente A/C – il ceppo A è la causa più comune di epidemie – al mondo, di cui solamente 11 milioni sono destinati alla risposta alle epidemie.
Le speranze di rifornire le scorte sono scarse. A maggio Sanofi-Pasteur, il solo fornitore del vaccino A/C, ha annunciato il trasferimento della sua produzione a un altro luogo. Di conseguenza, quest'anno non sarà possibile produrre altri vaccini, e questo è estremamente preoccupante tenuto conto del fatto che i bisogni potrebbero aumentare in maniera considerevole se venissero colpiti altri paesi: ad esempio, in Nigeria, nel 1996, oltre 13 milioni di persone hanno dovuto essere vaccinate. Il pericolo di un numero elevato di morti, che potrebbero essere evitati grazie alla vaccinazione, è dunque reale.

Napoli di piombo!!!

CAMORRA/E' guerra della droga all´Arenaccia ucciso Ciro Giuliano

Scritto da Irene De Arcangelis da la Repubblica Napoli
giovedì 15 marzo 2007

Tre omicidi in sei ore rompono una tregua durata quindici giorni. Guerre tra clan, regolamenti di conti da Scampia e Secondigliano a Forcella, protagoniste cosche (perdenti) della fama dei Giuliano e dei Di Lauro. C´è una vittima illustre: è Ciro Giuliano, cinquantenne cugino dell´ex boss oggi pentito Luigi, meglio noto come ‘o barone. Un nome pronunciato spesso durante il processo per l´omicidio della quattordicenne Annalisa Durante. Si scoprì - anche in seguito alle dichiarazioni di alcuni pentiti - che ‘o barone stava tentando di far rinascere dalle sue ceneri il clan Giuliano un tempo potente e oggi annientato dai Mazzarella.
Per questo motivo aveva paura di venire ucciso, e si faceva proteggere proprio dal nipote Salvatore ‘o russo, poi condannato per aver ammazzato Annalisa. Ieri sera alle ore 20, in via Sant´Alfonso dei Liguori, nella zona dell´Arenaccia, Giuliano è stato colpito a morte dai sicari mentre sfrecciava in motorino.
È stata invece una caccia all´uomo, su un raggio di seicento metri, quella fatta dai killer di Secondigliano. Dopo aver colpito il primo bersaglio, hanno cercato lungo strade e vicoli nel territorio del clan Di Lauro la seconda vittima predestinata che era invece riuscita a fuggire. Incuranti del fatto che, intanto, la prima vittima della sparatoria era già stata trovata, attirando polizia e carabinieri in forze. Giuseppe Pica, 33 anni, sarebbe stato il principale bersaglio. Unico superstite, come capopiazza per lo spaccio della droga per i Di Lauro. Delle oltre venti piazze di Napoli Nord, infatti, proprio quella a ridosso del Rione dei Fiori, tra via Praga Magica e via Barbiere di Siviglia, era rimasta l´unico grosso punto di traffico controllato da Ciruzzo ‘o milionario. E affidato proprio a Pica.
Le indagini partono da questa certezza, e costringono polizia e carabinieri, coordinati dal pm dell´Antimafia Raffaele Marino, a tenere presenti due possibili moventi. Il primo: Pica si era fatto un nome tra i grossi spacciatori di Napoli, e aveva avuto un´offerta dai potenti Scissionisti. La proposta di cambiare clan di riferimento. Sul punto di accettare, sarebbe stato punito dai Di Lauro. Seconda possibilità: Pica era diventato troppo potente all´interno della cosca Di Lauro azzerata da omicidi e arresti. E aveva gestito il traffico fino a quando un nome più importante del suo non è uscito dal carcere. Gli inquirenti infatti collegano quanto accaduto ieri alla scarcerazione, avvenuta dieci giorni fa, di Lucio De Lucia, padre di Ugo, l´assassino di Gelsomina Verde. Il referente di Ciruzzo ‘o milionario lo avrebbe eliminato perché troppo pericoloso.
Ieri in tarda mattinata i sicari (quattro in sella a due moto) sparano contro Giuseppe Pica e il trentaseienne Franco Cardillo. Pica crolla a terra morto, lungo via Praga Magica. Cardillo invece sale in auto e scappa, lascia il Rione dei Fiori e si dirige verso via Dante. Lascia quindi la vettura, mentre scatta l´allarme e la zona si riempie di polizia e carabinieri per l´omicidio di Pica, Cardillo è ancora vivo e in fuga. La sua trappola è lo stretto vicolo Lungo del Ponte, dove i sicari lo raggiungono. Cardillo si difende, spara con il revolver che ha in pugno, ma viene colpito da almeno quindici proiettili. (Tratto da www.napoilionline.org)

15/03/07

Guantanamo

Si fa presto a dimenticare le cose, soprattutto quando sono scomode per tutti, quando dimostrano che la nostra non è poi quella società civile che, con orgoglio stupido, diciamo di essere.... Guantanamo prova che l'orrore e la miseria umana non hanno fine.... Le guerre non finiranno mai finchè ci saranno persone che saranno in grado, anche solo, di pensare queste cose..... Dovremmo imparare dalla storia, ma puntualmente sono più di 4000 anni che cadiamo nella miseria e nella nullità della condizione umana.... La guerra... Nessuno ne parla più... nessuno dice che i soldati e i generali statunitensi, di Guantanamo, macchiatisi di crimini che non hanno nulla da invidiare all'eccidio nazista, sono in libertà, dichiarati da Bush e dai suoi, come non colpevoli ed ingiudicabili da altri tribunali militari.... Questa è la democrazia che Bush esporta.... Meno male che c'è lui che ci pensa....

"Stati Uniti - 10.3.2007

A porte chiuse


A Guantanamo le udienze preliminari di 14 presunti terroristi sono segrete e censurate


Finalmente davanti a un giudice, ma senza il proprio avvocato vicino e soprattutto senza testimoni esterni. A Guantanamo la macchina dei processi militari si è rimessa in moto, dopo che il Congresso ha approvato lo scorso autunno una legge che aggira il pronunciamento contrario della Corte Suprema nel giugno 2006. Ma le udienze preliminari iniziate venerdì 14 marzo contro 14 prigionieri eccellenti, che comprendono tra gli altri il presunto organizzatore degli attentati dell'11 settembre 2001, si svolgono in condizioni di segretezza e di mancanza di garanzie giuridiche senza precedenti, anche se confrontate con le centinaia simili già tenute nel campo di detenzione Usa negli anni scorsi.


Le udienze. Davanti ai quattro giudici (tre militari e un rappresentante governativo) dei “Tribunali di revisione dello status di combattente”, sfileranno i 14 presunti terroristi trasferiti a Guantanamo lo scorso settembre, dopo periodi di detenzione indefiniti in carceri segrete della Cia in giro per il mondo. Nel gruppo – che comprende tre pachistani, due yemeniti, due sauditi, due malaysiani, un palestinese, un libico, un somalo, un indonesiano e un tanzaniano – c'è anche Khalid Sheik Mohammed, accusato di essere il numero tre di Al Qaeda e l'organizzatore degli attacchi di New York e Washington, con la complicità di altri due dei partecipanti alle udienze. C'è poi anche l'indonesiano Hambali, considerato la mente dietro gli attentati di Bali dell'ottobre 2002. Le udienze non determineranno se i 14 detenuti sono colpevoli o innocenti, ma definiranno il loro status: se i giudici li riterranno “nemici combattenti”, il presidente Bush potrà dichiararli eleggibili per ricevere un processo militare, che comincerebbe questa estate. Un procedimento già seguito per centinaia di detenuti a Guantanamo: il tribunale di revisione può anche decidere il trasferimento dei prigionieri nei loro paesi di origine, e al momento circa 80 detenuti di Guantanamo su 385 sono in attesa di tornare in patria.


La censura. Ma a differenza delle udienze tenute finora, queste saranno a porte chiuse, senza giornalisti né avvocati difensori presenti. E anche se non avranno i loro legali a fianco, sarà sempre onere dei detenuti dimostrare di non essere “nemici combattenti”. Il dipartimento della Difesa ha assicurato che metterà a disposizione i verbali delle udienze, che però non saranno integrali: considerato l'alto profilo di questo gruppo di prigionieri, la censura del Pentagono taglierà “le informazioni che potrebbero essere pericolose per la sicurezza nazionale”. Ma secondo diversi gruppi per i diritti umani, l'amministrazione Bush teme rivelazioni imbarazzanti. “La vera preoccupazione del Pentagono è che questi 14 aprano bocca e dicano cosa gli è stato fatto”, ha detto Scott Horton, responsabile internazionale del gruppo New York City Bar Association. David Remes, un avvocato che difende alcuni detenuti di Guantanamo, è d'accordo. “L'esercito vuole che rimangano segreti i metodi di interrogatorio usati contro questi detenuti, le torture e gli abusi”, spiega al telefono a PeaceReporter. “In più, durante le udienze questi 14 prigionieri non verranno neanche messi a conoscenza delle prove contro di loro”, aggiunge Remes.


La situazione. Comunque sia, a oltre cinque anni dalla sua apertura, la chiusura del campo di prigionia di Guantanamo non appare per niente vicina. Nonostante le dichiarazioni d'intenti in questo senso di Bush, lo scorso autunno alla base statunitense a Cuba ha aperto una nuova prigione di massima sicurezza, Camp 6, costata trenta milioni di dollari (quasi 23 milioni di euro). Finora sono stati incriminati formalmente solo dieci detenuti, e tra qualche mese inizieranno i veri e propri processi. Che, dopo l'approvazione di una legge apposita lo scorso autunno, saranno però solo militari."
Ecco un documentario molto interessante su Guantanamo...


La domenica delle salme!!!




"La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c'erano i segni
di una pace terrificante
mentre il cuore d'Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta."
(F. De Andrè, la domenica delle salme)



Il più grande cantautore italiano, Fabrizio De Andrè, ci ha regalato sogni ed emozioni come mai si erano viste.... Capace di colpire il tuo cuore come una fucilata, o di cullarti sui ritmi di ballate che lasciano la bocca amara.... Tutto il suo disagio, la sua voglia di un mondo diverso permeano nei suoi testi, profondi, poetici ma al tempo stesso reali ed attuali.... Grazie Fabrizio!!!

Ecco il suo testamento.....

Scontro fra studenti e polizia per l’arrivo di Bush in Colombia.

Le guerre non si fermano.... Ma nessuno ne parla.... i media sono venduti.... non conviene parlare delle guerre, soprattutto quelle che ci riguardano o che riguardano i "nostri alleati"....

La situazione è difficile... Ci sono più di 20 guerre in corso e nessuno ne sa niente....
Molte associazioni importanti (MSF, emergency, warnews ed altri) denunciano continuamente le vicende di guerra, ottenendo solo il silenzio omertoso dei media....

Ecco come Bush esporta la propria democrazia nel sud america...

Tratto da www.warnews.it


Inviato da Clara Capelli
sabato, 10 marzo 2007 11:13


Il 9 marzo circa 200 studenti dell’ Università Nazionale di Bogotà hanno protestato contro il viaggio in America Latina del presidente Bush, il quale l’11 marzo dovrebbe arrivare proprio nella capitale colombiana.
Armati di scudi ed elmetti e con il volto coperto da maschere, i manifestanti si sono scontrati con 300 poliziotti dei gruppi anti-sommossa. Questi hanno reagito lanciando loro gas lacrimogeni, mentre gli studenti rispondevano con pietre e “bombe patata”, piccoli ordigni esplosivi fatti di polvere da sparo avvolta in carta stagnola. AFP riporta che fino a questo momento non sembrano esserci stati feriti o arresti.
Principale ragione della protesta colombiana è il trattato di libero commercio che il Paese sudamericano ha firmato con gli Stati Uniti lo scorso novembre e che attualmente è fermo al Congresso di Washington per la discussione della sua ratifica. Questo trattato è visto da molti come un ulteriore atto di asservimento della Colombia all’America di Bush, che potrebbe seriamente danneggiare l’economia del Paese.

La visita di Bush a Bogotà, la prima dopo quella di Reagan nel 1982, desta serie preoccupazioni in materia di sicurezza. AFP rende noto che circa 21.000 agenti pattuglieranno la capitale.
L’agenzia rivela anche i timori del capo della polizia, generale Jorge Daniel Castro, il quale ha ammesso che i gruppi della guerriglia avrebbero pianificato azioni terroristiche per fermare la visita del presidente americano, ma ulteriori dettagli non sono stati forniti. “Abbiamo preso misure per neutralizzarli”, è stato il suo commento.

Bush in America Latina

Il viaggio di Bush è iniziato l’8 marzo e ha come tappe Brasile, Colombia, Guatemala, Messico e Uruguay. Scopo della missione è contrastare la crescente influenza del presidente venezuelano Hugo Chavez nel continente.
Il Brasile è stato la prima meta di Bush e anche lì le proteste non sono mancate. I media brasiliani hanno infatti reso noto che almeno 18 persone sarebbero rimaste ferite nel corso del corteo dell’8 marzo a San Paul, cui avrebbero partecipato circa 6000 fra studenti, ambientatalisti e simpatizzanti di sinistra.

Intanto Chavez si è recato in Argentina per discutere con il presidente Nestor Kirchner di temi di cooperazione economica. Egli sarà anche l'ospite d'onore alla manifestazione anti-Bush prevista per la sera del 10 marzo.

Clara Capelli "

14/03/07

Verso Polistena!!!!



Tutti compatti nell'azione antimafia!!!
LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA!!!

La difficile vita dell'antimafia!!!

Quando anche le istituzioni sono colluse con la mafia allora c'è poco da fare!!!!


21 Febbraio 2007
Retroscena
Svelate nuove intercettazioni contro Cuffaro


"FRANCESCO LA LICATA


PALERMO

IL processo che vede imputato il governatore della Sicilia, Totò Cuffaro, si arricchisce di un nuovo capitolo. Nell’impianto accusatorio, già considerato sufficiente per il rinvio a giudizio per il reato di favoreggiamento aggravato, confluiscono alcuni rapporti della polizia contenenti una serie di intercettazioni ambientali eseguite durante l’indagine che diede luogo all’operazione «Gotha». Si tratta di lunghe conversazioni tra mafiosi, in sostanza il gruppo dirigente di Cosa nostra che si apprestava a raccogliere l’eredità di Bernardo Provenzano, ritenute dagli investigatori “illuminanti” al fine di dimostrare un certo legame tra il gruppo di mafia e ambienti della politica siciliana.
La relazione della squadra mobile palermitana comincia con la descrizione di una serie di pressioni esercitate sul presidente dell’Istituto Zootecnico per la Sicilia, Antonino Amato, per due o più assunzioni nel settore della farmacia dell’ente. Il maggior interessato alla vicenda sembra essere Francesco Bonura, sottocapo della “famiglia” di Uditore, intenzionato a far assumere il figlio. Ma la vicenda è attentamente seguita da Nino Rotolo, rappresentante della “triade” (gli altri sono Salvatore Lo Piccolo e Matteo Messina Denaro) che sembra aver preso il comando di Cosa nostra. Secondo le indagini, a sua volta Amato avrebbe fatto scendere in campo, a sua protezione, un altro grande vecchio della mafia, Nino Cinà, conosciuto come una delle pedine della trattativa che Cosa nostra tentò di portare avanti con lo Stato all’epoca delle stragi del ‘92 e del ‘93. L’aspetto più interessante dei discorsi riguarda la facilità con cui i mafiosi si muovono in politica. E proprio le loro stesse parole rivelano che quel presidente era entrato - spiegano gli investigatori - nell’orbita politica di Cuffaro, dopo una militanza nel movimento fondato da Sergio D’Antoni. Ma la manovra per catturare Amato prevede un «avvicinamento» tramite il consigliere regionale Salvatore Cintola, assessore di Cuffaro anch’egli dell’Udc. Ad un certo punto, Bonura spiega: «Quando fu delle politiche, diciamo con D’Antoni, poi piglia e se lo è tirato il signor Cuffaro e il Cuffaro ... cioè l’ha sistemato lì... che era un posto...».
Poi l’orecchio indiscreto rivelerebbe un presunto incontro fra Cuffaro e lo stesso Bonura. Il boss parla con l’imprenditore Rosario Marchese e gli racconta di un contatto diretto col governatore a cui parla dei propri “problemi”. A sentire Bonura, Cuffaro lo avrebbe rassicurato: «Non ti preoccupare». Ma il boss avrebbe insistito: «Appena mi sistemo queste cose, me ne vado». Ma il politico di rimando: «Perchè te ne devi andare? Ora che le cose si stanno sistemando...». Sempre secondo la polizia, inoltre, questi incontri si sarebbero interrotti per le vicende che hanno portato Cuffaro al processo. E’ Nino Rotolo la fonte della notizia. Nell’agosto del 2005, parlando con Angelo Rosario Parisi, spiega che c’è un intermediario che “deve portare” qualcuno “da Cuffaro”. Ma obietta: «Che mi risulta per ora Cuffaro non si vede con nessuno! E’ da qualche mese che non vuole incontrare nessuno!». E commentando le vicissitudini giudiziarie del governatore - che nega di aver mai incontrato o conosciuto il boss Bonura ed esclude che sia mai andato a trovarlo negli uffici dell’immobiliare “Raffaello” - si consentono qualche riflessione. «Da navigati conoscitori di storie processuali - scrivono gli investigatori - si pongono non pochi interrogativi sul fatto che, malgrado quanto venga contestato al deputato regionale, questi sia ancora libero». Ma l’interesse di Cosa nostra si estende anche alla politica giudiziaria. Ci sono colloqui (tra Bonura e Rotolo) che rivelano una vera e propria mobilitazione in vista della nomina del nuovo capo della Procura di Palermo. Siamo nel settembre 2005 e Bonura chiede a Rotolo se sarà nominato “quello” di cui lui aveva anticipato il nome. Rotolo aggiunge: «Si spera». Ma le notizie in possesso di Bonura sono altre perchè «questo amico di là fuori» gli fa un altro nome. Un nome che non gli va bene: «No.. questo ce l’ha con me». L’amico, però, lo conforta, esortandolo a «non avere problemi con questo», perchè «qualcuno mi ha detto, non so se fu ‘u prufissuri» che «non c’è problema». «Perchè - conclude - ti sto dicendo questa cosa perchè... cambiamo». Nella stessa relazione della squadra mobile vengono riportate dialoghi dei boss che esprimono giudizi sull’ex ministro Miccichè e sul sindaco Diego Cammarata. Allusioni personali, ininfluenti ai fini del processo in discussione."

Stampa Articolo
LA STAMPA 21 FEBBRAIO 2007


L'unica cosa da fare è imparare da chi ha lottato prima di noi.... Da chi ha sacrificato la propria vita nella lotta alle mafie.....Attenzione la mafia non è quella che Cuffaro sbeffeggia mettendosi la coppola in testa, le mafie sono associazioni a delinquere con finalità di lucro, nel cui contesto si trovano imprenditori, medici, politici, avvocati, giudici corrotti..... Un vero è proprio sistema che sfiora la perfezione per quanto è ben organizzato e per quanto è addentro alle istituzioni.....
Cuffaro guarda che non hai bisogno della coppola per vestirti da mafioso.... Già lo sei!!!!

Serre: Ladiscarica imposta con la forza!!!


Che i cittadini siano ostaggi della politica istituzionale, questo è risaputo!!! Un esempio lampante è quello di Serre (SA), nella piana del Sele, dove stamani c'è stato uno scontro tra i presidianti ed la polizia....
Bravo Bertolaso, hai capito subito i metodi mafiosi delle istituzioni, per ottenere risultati fottendotene dei cittadini..... Che bella la democrazia.... dove ce l'hanno!!!!

Ecco l'articolo tratto da "TV oggi", telegiornale locale:

"DISCARICA DI SERRE: MOMENTI DI TENSIONE TRA DIMOSTRANTI E FORZE DELL'ORDINE


Momenti di alta tensione a Serre dove amministratori, cittadini contrari alla realizzazione della discarica di rifiuti, presidiano dalla notte scorsa la zona, per evitare che le forze dell'ordine prendano possesso dell'area, che dovrebbe accogliere 70 mila tonnellate di rifiuti della provincia di Salerno. La popolazione locale contesta la decisione del Governo che ha dato il via all'utilizzo della discarica in Valle della Masseria perché il sito scelto è contiguo all'oasi naturalistica di Persano. Sul posto sono schierati circa 400 tra poliziotti e carabinieri che, dalle 8 di questa mattina, hanno tentato una mediazione con i manifestanti. In prima fila, tra le circa mille persone che si sono radunate sul sito fin dall'alba, numerosi sindaci della Piana del Sele, il presidente del parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Gerardo Rosania, ma anche numerose donne che dicono no alla realizzazione della discarica. Fino a questo momento non si registrano incidenti, anche se la tensione con il passare dei minuti sale vertiginosamente. Mentre i comitati di protesta manifestano sul sito, è prevista per oggi un'audizione di Guido Bertolaso nella Commissione Ambiente del Senato: prima di lui dovrebbero essere ascoltati anche i sindaci di Savignano Irpino e di Serre."

Leggi ed appoggia l'iniziativa dei cittadini...

Ecco alcuni immagine di Serre e della Piana del Sele, che si trovano nell' OASI WWF di Serre-Persano!!!!

L'informazione disinformata!!!

Ecco l'informazione nel nostro bel paese democratico... Informazione fatta di giornali e le televisioni finanziate da imprenditori e stato, che tutto dicono tranne che la verità... NOi ormai siamo così abituati, che ci beviamo tutto quello che ci dicono, ed i fatti veri e gravi che accadono, in Italia e nel mondo, li ignoriamo... Agite anche voi... Denunciamo tutto questo... vi ricordo che la "Freedom house" (quella vera, non dello psiconano), ha definito l'Italia un paese in semilibertà di stampa.... Forse la loro visione era troppo ottimista...






Vuoi conoscere chi c'è dietro a guerre e povertà? Vuoi capire cosa significa nascere e crescere in un Paese povero? Unisciti a noi! Chiedi ai direttori di quotidiani e TG un'informazione completa sul mondo in cui vivi


La malnutrizione ogni anno provoca la morte di milioni di bambini. Si potrebbe prevenire e curare meglio, se l'opinione pubblica fosse più informata e i Governi più attenti. Invece in tutto il 2006 la stampa italiana le ha dedicato appena 89 articoli e 33 notizie nei TG, quasi sempre in occasione di appelli del Papa o di Organizzazioni Internazionali.


La tubercolosi, che ogni anno contagia 9 milioni di persone e ne ammazza 2 milioni, ha conquistato appena tre notizie nei TG. Non stupisce che nessuna industria farmaceutica abbia interesse a studiare farmaci nuovi che possano sostituire quelli obsoleti di cui disponiamo oggi.



L'allarme per l'influenza aviaria (cioè per una pandemia che ancora non esiste e che in tutto il mondo ha fatto 80 vittime) ha ottenuto ben 410 notizie nei TG. E di conseguenza in tempi record si sono attivati ingenti finanziamenti per la scoperta di un farmaco e un vaccino.


In Ciad vivono 200mila rifugiati dal vicino Darfur e la violenza e l'instabilità sono all'ordine del giorno. La popolazione civile è vittima degli scontri tra ribelli ed esercito governativo. La stampa italiana ha dedicato al Ciad appena 63 articoli nel corso del 2006, di cui oltre la metà erano semplici trafiletti. I Tg hanno parlato di questo paese africano appena tre volte: in un caso la notizia era centrata solo sull'apprensione per gli italiani residenti li.


Se credi di aver diritto a un'informazione completa e a conoscere il mondo in cui vivi. Se sei stanco di leggere ciò che accade nel resto del mondo solo quando sono in gioco interessi italiani. Allora mandaci una cartolina elettronica per chiedere "DIMMI DI PIU'" e noi la consegneremo a nome tuo ai direttori delle seguenti testate (TG1, TG2, TG3, TG5, Studio Aperto, TG4, TGLA7, La Repubblica/Repubblica.it, Il Corriere Della Sera/Corriere.it, LA Stampa, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero). (Tratto da www.msf.it)

12/03/07

Farmaci essenziali

Lottiamo per l'accesso ai farmaci essenziali per i "paesi poveri"....
Non dobbiamo venderglieli, ma permettergli di produrseli da soli, al prezzo corrispondente all' economia dei loro rispettivi paesi....

L'India ci ha provato ma è stata denunciata dalla Novartis.

Liberiamo i paesi poveri dalla nostra tirannia!!!!



Farmaci essenziali, brevettati e generici.

I farmaci essenziali sono quelli che
"soddisfano i bisogni della maggioranza della popolazione in materia di cure sanitarie e devono dunque essere sempre disponibili in quantità sufficiente e sotto la forma farmaceutica appropriata".
Così vengono definiti nella prima lista dei farmaci essenziali pubblicata nel 1977 dall'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS). In questa lista, progressivamente aggiornata e oggi diffusa in 150 Paesi (ultima revisione marzo 2005, fonte : 14 th Model List of Essential Medicines http://www.who.int/medicines/organization/par/edl/eml.shtml) non sono stati inclusi molti farmaci salvavita ma coperti da brevetto, probabilmente perché troppo costosi e pertanto non accessibili ai paesi poveri.


Ma i farmaci essenziali possono essere brevettati o generici .

Il brevetto , cioè il diritto alla proprietà intellettuale , ha una validità di vent'anni, secondo quanto stabilito dagli accordi internazionali stipulati in seno all'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC / WTO ).
Il brevetto copre il prodotto finale ma pure il ciclo di produzione del farmaco, e viene depositato dal proprietario presso l'Ufficio brevetti del Paese dove intende commercializzarlo.
Poiché il settore farmaceutico è in costante sviluppo, è piuttosto facile incontrare farmaci essenziali realizzati negli ultimi vent'anni. In tal caso, la produzione del principio attivo e la vendita sono soggetti a un costo che le economie più deboli non possono sopportare.
I brevetti sono quasi sempre in possesso di aziende occidentali . Due terzi del mercato appartiene a una ventina di grandi gruppi, e la tendenza alla fusione e concentrazione è sempre più marcata.

I farmaci generici sono quelli il cui principio attivo non è mai stato o non è più coperto da brevetto, pertanto il relativo processo di produzione e il prodotto finale sono “copiati” da altre ditte farmaceutiche che ne hanno capacità tecniche. Generalmente costano molto meno dei farmaci brevettati, non dovendo giustificare il caro-prezzo con la necessità di recuperare il lavoro di Ricerca e Sviluppo della molecola attiva. La produzione di generici è iniziata negli anni Settanta nei paesi industrializzati. Anche in molti Paesi in Via di Sviluppo l'industria farmaceutica locale è stata incoraggiata nella produzione di generici. Paesi come Brasile e Thailandia dispongono di una valida produzione di qualità, ma fino al 2005 soprattutto l'India (anno in cui il Parlamento ha ratificato gli accordi TRIPS) è stata indiscussa protagonista del “libero” mercato internazionale del farmaco, ponendo i prodotti “in copia generica” della propria industria farmaceutica in diretta concorrenza con quelli “di marca” di fattura occidentale.