Ascolta la tua radio preferita!!!

03/10/07

Travaglio ministro di grazia e giustizia!!!!!



Mi piacerebbe credere che fosse possibile!!!! Vedere Travaglio come ministro di grazia e giustizia!!!!

Più che altro mi piacerebbe vedere tanti giornalisti che, come Marco, a prescindere dall'estrazione politica, facciano un giornalismo vero, libero, fatto di verità, atti, documenti, nomi!!!!!

E' un' utopia anche questa lo so!!!

La speranza è l'ultima amorire!!!!!!!!

Rassegna stampa

Porta Nolana riaccende la rivolta
Scritto da Angelo Carotenuto da la Repubblica Napoli, 03-10-2007

Corso Garibaldi e via Marina bloccate, caos intorno alla Ferrovia. I cassonetti dell´immondizia in fiamme, e in fiamme finanche il palcoscenico e le sedie usate lunedì sera in Piazza Mercato per un concerto di Mario Maglione e Peppino Di Capri. La rivolta di Porta Nolana s´è risvegliata così, in risposta a un nuovo intervento dei vigili urbani dell´ottava unità operativa fra gli ambulanti abusivi di via Sopramuro.
Una reazione che i pescivendoli scatenano alle sette e mezza di ieri mattina, andando a bussare alle porte di casa di alcuni consiglieri di Municipalità e trascinandoli in strada, perché assistano dal vivo alla baraonda. Viene occupata la sede dell´ex circoscrizione. Vengono occupate le strade, mandando in tilt il traffico.Poi l´incursione in piazza Mercato, dove non sono ancora state smontate le strutture usate per il concerto della sera prima. Incendiate pure quelle. Una situazione incandescente a cui dà il suo contributo un corteo di disoccupati che passa in via Toledo. Intervengono il Reparto mobile e la Digos. In strada c´è anche la polizia scientifica, con invisibili telecamere per riprendere i più sfrenati fra i manifestanti. Su quelle immagini sta lavorando ora la Digos. Nelle prossime ore potrebbero scattare le prime denunce. Un´altra insurrezione. Scene già viste a luglio, ad agosto, a settembre; scene che si ripetono puntuali dopo il sequestro dell´area da parte della Procura, ma anche adesso che la zona è stata reinserita con una delibera dal Consiglio comunale nell´elenco delle aree mercatali. Un documento che da solo non basta a far rivivere il commercio. A Porta Nolana contano i giorni e chiedono che si faccia presto. Ma nel frattempo, fra le maglie dei controlli quotidiani, gli ambulanti provano a tenere viva in tutti i modi la loro attività. «Dateci almeno una soluzione provvisoria», dicono, sapendo che per quella definitiva occorre del tempo. Non poco. Dopo la delibera passata in aula al primo giorno utile, sono stati rispettati i termini (25 settembre) per la preparazione di un progetto che mira al recupero delle condizioni igienico-sanitarie di Porta Nolana; passo indispensabile perché il Comune presenti istanza di dissequestro in Procura (l´inchiesta fu seguita dal pm Stefania Buda). Su planimetrie, grafici e rilievi a cura dei tecnici della Municipalità, il servizio progettazione mercati di palazzo San Giacomo ha preparato una bozza di piano, che dovrebbe essere presentata in giunta comunale già domani. Un primo ostacolo per la sua rapida realizzazione potrebbe essere però l´impegno di spesa, che prevede un tetto massimo di 2 milioni di euro. Decisamente gravoso, ammette chi l´ha visto. L´intenzione dell´assessorato al Commercio è reperire in tempi brevi almeno i fondi indispensabili a dare il via all´operazione di ripristino del decoro, perché i commercianti possano tornare al lavoro. Sarà richiesta la collaborazione ad altri assessorati. (da http://www.napolionline.org/)

02/10/07

AIMA!!!!

Dal Blog di Beppe Grillo

"L’associazione italiana malati di Alzheimer (AIMA) mi ha scritto una lunga lettera per richiamare l’attenzione degli italiani e delle istituzioni su questa malattia. Ci sono ben 800.000 malati in Italia. Mia madre fu una di loro. Si ammalò a 49 anni e morì dodici anni dopo suonando il piano, la musica fu il suo ultimo ricordo.
Nel 2002 l’AIMA commissionò un filmato a Tornatore che lo ambientò in Parlamento.
Il film non fu trasmesso dalla Rai e da Mediaset. Publitalia rispose : “Non ci sono spazi”. La Sipra, che gestisce la pubblicità della Rai, preferì il silenzio. I
politici, con rare eccezioni, si ritennero offesi dell’accostamento.
Il filmato è da oggi presente sul blog.

“Caro Beppe,è passato da poco il 21 settembre (Giornata Mondiale Alzheimer) e vorrei fare alcune considerazioni ad un pubblico (il tuo) che so attento e sensibile.Quando, quasi 23 anni fa, ho fondato l’AIMA, sapevo della malattia di Alzheimer solo quello che era capitato a mia madre e a me nei precedenti due anni: sapevo che era una malattia devastante, che aveva distrutto oltre al cervello e alla vita di mia madre, anche, totalmente, la mia vita. Avevo scoperto che in Italia pochissimi medici conoscevano la malattia, nonostante ci fossero (allora) circa 300.000 malati; avevo scoperto che non c’erano possibilità di cura o terapia e, soprattutto, che il Sistema Sanitario Nazionale ignorava totalmente l’esistenza del problema e quindi anche la sua portata; e scoprivo, giorno dopo giorno, che l’abbandono, l’isolamento, la disperazione, erano condivisi da tutti i familiari dei malati.Per AIMA i dieci anni successivi, sono stati fondamentali per conoscere e capire la malattia, come si aiuta il malato, come si deve comportare il familiare. La nostra conoscenza, la nostra consapevolezza, il nostro cogliere ogni occasione per parlare del problema, il nostro bussare a ogni porta costantemente e insistentemente, ha reso a tal punto visibile il problema Alzheimer che si è stati indotti a pensare che la cura del demente fosse cosa fatta. Invece, nella seconda metà degli anni Novanta si è raggiunta la certezza che la ricerca non avrebbe in tempi brevi portato a risultati clamorosi e risolutori, e i sistemi di welfare hanno preso coscienza della propria incapacità organizzativa e soprattutto dei propri limiti economici.Sono passati altri anni (quasi 9), e il “diario di bordo” riporta alcune novità: è stato fatto il progetto Cronos che non era esattamente ciò che avevamo chiesto, aveva un gran numero di difetti ingigantiti con il tempo, (la volontà di contenere l’uso dei farmaci, a fine di risparmio, è diventata via via più evidente), ma aveva il pregio di cominciare a disegnare una rete, e a diffondere competenza sul territorio. Poi il Cronos si è concluso ed è stato tradotto nella nota 85 (ancora restrizioni per i malati di Alzheimer): la rete di competenza (la rete delle UVA), ha mostrato i suoi limiti e benché abbia tentato di affrancarsi dal protocollo e fare un significativo salto di qualità, la totale e generalizzata mancanza di risorse ha impedito che questo avvenisse.Ma c’è altro da segnalare: nelle regioni, i Piani socio-sanitari sono risultati impermeabili ai bisogni dei malati di Alzheimer e dei loro familiari e anzi, per motivi squisitamente economici, si arretra rispetto a sensibilità che sembravano acquisite.Non è stato posto freno alla speculazione dei privati soprattutto nei servizi, anzi, “privatizzando” strutture pubbliche (ex-IPAB), spesso al collasso economico, queste sono state svuotate di contenuti e competenza per poter essere (economicamente) competitive. Non sono state create le reti (integrate) di servizi promesse, né quelle strutture di riferimento e competenza tanto necessarie alla medicina del territorio e alla famiglia. Non sono state attuate facilitazioni fiscali (ad es. risparmio sui consumi…) per le famiglie che assistono a casa un malato di Alzheimer, né è stato reso più conveniente farsi aiutare da una badante piuttosto che appoggiarsi ad una struttura.Non sono stati messi in atto quegli strumenti di controllo, necessari tanto più lo Stato è assente e affida ai privati l’assistenza dei più deboli. Non è stato affrontato il problema del “familiare che cura” e che deve lasciare il lavoro per curare il suo malato, né sono stati approntati strumenti adeguati per permettergli di mantenere il suo lavoro.Non è stata promossa la ricerca né tanto meno vi sono stati finanziamenti ad hoc....
Per dare ai malati di Alzheimer quello cui hanno diritto, bisogna RIVOLTARE la sanità.
Non ti sto a raccontare quello che ormai conoscono tutti: la popolazione invecchia, le malattie degenerative sono l’epidemia di oggi e di domani, i numeri sono spaventosi (800.000 malati solo in Italia…), ma ti faccio una domanda: ha senso una sanità pubblica centrata sull’acuzie, se il bisogno della popolazione è la cura della cronicità?... Il Ministro della Salute in carica è particolarmente attento e sensibile ai problemi della popolazione fragile (puoi credermi! ne ho conosciuti tanti…): ma avrà il coraggio di decisioni forti quali sono quelle che servono? E i normali cittadini (come me e te) sapranno darglielo il coraggio che la politica forse non le dà? Grazie, Beppe. (Ma, ne sono convinta, non è finita qui).”
Patrizia Spadin,
AIMA, www.alzheimer-aima.it"

La sensibilizzazione verso questa malattia taciuta è un obbligo per tutti!!!!
800000 malati in Italia sono tantissimi e l'invecchiamento progressivo della popolazione porterà ad un aumento spaventoso dell'incidenza di questa malattia e di tutte le malattie neurodegenerative (vedi Parkinson).
I costi della ricerca e della gestione dei malati sono altissimi, ma sono indispensabili!!!! Non si può lasciare l'onere interamente alle famiglie!!!!
Non si possono ignorare tante persone con i rispettivi familiari!!!!
La sofferenza è enorme, anche mia nonna ha l'Alzheimer e la gestione non è facile!!!
C'è sempre bisogno di qualcuno che li supporti!!!
Sensibilizzare l'opinione pubblica e la politica a queste malattie è importante per intraprendere una strada di supporto ed assistenza per i numerasi malati che verranno in futuro!!!
Aiutate l'AIMA in questa campagna!!!

MSF: situazione in Birmania!!!!

Medici Senza Frontiere in Birmania, dove dopo 40 anni di isolamento AIDS, tubercolosi e malaria uccidono come in Africa.

Dopo avere tentato invano di operare nel paese alla fine degli '80, Medici Senza Frontiere ha potuto iniziare a lavorare in Birmania (Myanmar) nel 1992.

MSF continua a incontrare enormi difficoltà a lavorare in maniera indipendente a causa delle restrizioni alla libertà di movimento dei propri operatori e del comportamento delle autorità birmane che ostacolano gli interventi di MSF nelle zone considerate “sensibili” (le zone di frontiera) tramite restrizioni, autorizzazioni multiple e rifiuti. Ciononostante MSF continua a operare nel paese utilizzando il poco spazio concesso perché i bisogni della popolazione birmana hanno raggiunto ormai i livelli di un'urgenza cronica e silenziosa. Il paese è completamente isolato dalla comunità internazionale da decenni e, di fatto, la presenza di rappresentanti della comunità internazionale è estremamente limitata.

Gli interventi di MSF sono indirizzati alle popolazioni più vulnerabili – vittime dirette o indirette del conflitto che perdura nel paese, particolarmente nelle zone di frontiera popolate dalle minorità etniche, ma anche nella capitale Rangoon (Yangoon). Le equipe di MSF forniscono cure contro la malaria, che ogni anno uccide decine di migliaia di birmani, la tubercolosi e le malattie sessualmente trasmissibili (tra cui l'HIV/AIDS) e la malnutrizione; forniscono inoltre cure materno-infantili.

La crisi attuale
Le equipe di MSF stanno prendendo le misure necessarie per garantire la continuazione delle terapie ai pazienti nel caso di un protrarsi della crisi, e stanno inoltre preparando materiale e personale d'emergenza per potere assistere gli ospedali in caso di un grande afflusso di feriti.

Amnesty International: manifestazione a Napoli 3 ottobre 2007!!!!!


CS105-2007: 02/10/2007


Myanmar: Amnesty International chiede al Consiglio Onu dei diritti umani di pretendere il rilascio dei manifestanti arrestati. Domani manifestazione a Napoli.

Oltre 35.000 adesioni on line all’appello su http://www.amnesty.it/


Amnesty International ha sollecitato oggi il Consiglio Onu dei diritti umani, convocato in sessione speciale, a pretendere dal governo di Myanmar il rilascio di tutte le persone arrestate nel corso delle manifestazioni pacifiche degli ultimi giorni.

“Abbiamo chiesto al Consiglio dei diritti umani di condannare fermamente le gravi violazioni dei diritti umani in corso a Myanmar e di chiedere la cessazione immediata della repressione nei confronti dei dimostranti pacifici” – si legge nella dichiarazione che Amnesty International ha presentato all’organismo delle Nazioni Unite.

“Il governo di Myanmar deve dare conto di tutte le persone arrestate dalle sue forze di sicurezza, dall’esercito e dalla polizia.

Non devono essere trattenute in centri segreti di detenzione e devono poter avere accesso ad avvocati indipendenti, medici e familiari.

Il governo di Myanmar ha inoltre l’obbligo di far sapere dove si trovano e di cosa sono imputati gli arrestati nonché di garantire che non siano sottoposti a maltrattamenti e torture”.

Secondo Amnesty International, il rischio che i manifestanti arrestati subiscano torture è elevato, data la persistenza di questo fenomeno da decenni, accompagnato dall’impunità più totale.

L’organizzazione per i diritti umani continua a chiedere al governo di Myanmar di rilasciare tutti i prigionieri di coscienza, oltre 1150 prima dell’attuale crisi, insieme alle oltre 150 persone arrestate ad agosto, nei primi giorni di protesta, a meno che queste ultime non siano incriminate per un reato di accertata natura penale.

Amnesty International ha chiesto al Consiglio dei diritti umani di assicurare che il Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani a Myanmar continui a svolgere il suo importante lavoro, visitando il paese e riferendo allo stesso Consiglio dei diritti umani, all’Assemblea generale e al Consiglio di sicurezza dell’Onu.Infine, considerando la situazione stabilmente grave dei diritti umani a Myanmar, Amnesty International ha sottolineato che costituirebbe un segnale positivo di attenzione da parte dell’Onu se l’Alto commissario per i diritti umani Louise Arbour visitasse il paese.


Proseguono le iniziative della Sezione Italiana di Amnesty International: l’appello per la scarcerazione dei manifestanti arrestati nei giorni scorsi , pubblicato su http://www.amnesty.it/, ha già raccolto oltre 35.000 adesioni ed è ancora possibile firmarlo on line.Domani, mercoledì 3 ottobre, si terrà una nuova manifestazione di Amnesty International per chiedere il rispetto dei diritti umani a Myanmar: l’appuntamento è a Napoli, in piazza del Gesù, a partire dalle 17.30.

FINE DEL COMUNICATO


Roma, 2 ottobre 2007


Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:Amnesty International Italia - Ufficio stampaTel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

27/09/07

Non cambia mai nulla!!!





La fotografia di Napoli più azzeccata di sempre!!!!

Troisi, aiutaci da lassù!!!!

News antimafia!!!!

SAN CIPRIANO D'AVERSA (CASERTA): SUMMIT DI CAMORRA E COCAINA NEL COMANDO VIGILI

San Cipriano d'Aversa - Settanta uomini, tra agenti della Sqiuadra Mobile della provincia di Caserta - guidata da Rodolfo Ruperti - e quelli del servizio di controllo del terriorio hanno eseguito dalle prime luci dell'alba diverse perquisizioni a San Cipriano d'Aversa. Sono scattati due avvisi di garanzia per associazione a delinquere di stampo camorristico, concussione e peculato nell'ambito di un'operazione coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli ed eseguita dalla squadra mobile di Caserta nei confronti di Giuseppe Iovine (fratello del boss latitante Antonio detto 'O Ninno') vigile urbano sospeso che ha utilizzato le strutture del corpo per condurre una parte delle attivita' del clan dei Casalesi sul territorio. Giuseppe Iovine, nonostante gli fosse stata sospesa la qualifica di agente dalla prefettura di Caserta nel 1985, utilizzava - secondo l'accusa - la sede dei vigili urbani di San Cipriano di Aversa per tenere riunioni con pregiudicati, usando telefoni e auto della polizia municipale, per spacciare cocaina e, dicono i pm antimafia, per riscuotere il "pizzo". Giuseppe Iovine secondo l'accusa faceva le veci del fratello latitante. Le perquisizioni sono state eseguite sia negli uffici del comando dei vigili urbani di San Cipriano, sia a Casal di Principe ed Aversa in abitazioni di indagati. (27 settembre 2007-09:20) (tratto da Caserta Sette)


CAMORRA: GDF FIRENZE, LA SODDISFAZIONE DEL PREFETTO

(AGI) - Firenze, 27 set - Compiacimento e gratitudine del prefetto di Firenze, Andrea De Martino, per l'"Operazione Leopoldo", condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, che ha portato ad arresti e sequestri di beni a Montecatini Terme. "Sento di dover ringraziare in modo particolare la Guardia di Finanza per questa operazione - ha detto il prefetto - che ha consentito di sgominare un'organizzazione che operava sul territorio, mettendo in atto un serio tentativo di infiltrazione criminale nel tessuto economico regionale. Tentativo subito intercettato e neutralizzato dalle forze di polizia, ma che dimostra come la malavita organizzata cerchi di estendere il suo raggio d'azione verso aree che, proprio per essere sane e integre, sono appetibili per investimenti di denaro sporco". "Questa vicenda - ha proseguito De Martino - e' la conferma che i tentativi di penetrazione in Toscana non si traducono in forme di radicamento perche' incontrano la puntuale e ferma reazione delle forze di polizia con interventi che avranno sicuramente una forte efficacia dissuasiva anche per il futuro". "Le prefetture della Toscana - ha concluso il prefetto - fin dall'inizio dell'anno hanno avviato, con l'obiettivo di mettere a punto a livello regionale un sistema di prevenzione dei tentativi di infiltrazione, una serie di iniziative mirate a quei settori tradizionalmente privilegiati dalla criminalita' organizzata, come il traffico di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione e gli appalti di opere pubbliche". (AGI)

26/09/07

Riaffiorano ancora ricordi!!!!

Video dell'intervista a Marco Travaglio su Satyricon di Luttazzi







Ecco il video di Borsellino, la sua ultima intervista!!!

Travaglio e la vera storia di Berlusconi e dell'Utri!!!






Senza Parole!!!

24/09/07

A volte ritornano!!!

Striscione apparso il 22 dicembre 2002 nella curva degli ultras del Palermo nel corso della partita Palermo-Ascoli.








Il 41 bis è l'articolo che prevede il carcere duro per i mafiosi!!!

Dato che ultimamente mi stavo interessando al caso Dell'Utri, al suo processo, alle persone che lo stanno proteggendo, che lui serviva.....
Ho iniziato un percorso mentale che mi ha portato a ripensare a tutti i politici che hanno avuto rapporti, reali o presunti (qualcuno anche prescritti) con associazioni mafiose.
Così mi è venuta alla mente una immagine!!!!
Uno striscione, visto alla tv, di una partita di calcio.... Una partita del palermo.... ed era sulla legge 41 bis.... Ho fatto una ricerca e l'ho trovata (vedi sopra)!!!
Qualcuno potrebbe pensare a male... In più se qualcuno si accorge che il governatore della regione sicilia è Totò Cuffaro, allora quel pensiero maligno inizia a diventare qualcosa di più vicino alla certezza!!!
Ai posteri l'ardua sentenza!!!!

I nuovi mostri!!!!



Mastella-Dumbo, il re delle trasvolate!!!
L'unico ministro che riesce ad aiutare i suoi colleghi corrotti e concussi e i suoi amici mafiosi!!!! Provenzano lo ho battezzato picciotto per la sua bravura nel controllare la giustizia!!!
"Tutti gli uomini sono uguali davanti alla legge, ma qualcuno è più uguale!"

21/09/07

Sentenza del processo Dell'Utri

La sentenza Dell'Utri

Marcello dell'Utri è stato il mediatore tra gli interessi di Cosa Nostra e di Silvio Berlusconi. Lo sostengono i giudici di Palermo, che hanno ricostruito quasi trent’anni di frequentazioni pericolose del braccio destro del Cavaliere (tratto da http://www.narcomafie.it/)

(clicca per leggere la sentenza)

Leggete questa sentenza e divertitevi!!!!!
Ho deciso di cercare e mettere sul blog tutte le sentenze nascoste dei nostri cari politici!!!!
A presto anche quella del senatore Andreotti!!!

18/09/07

Ragazzi e camorra!!!!

Ecco cosa pensano molti dei giovani casalesi di cui parla Saviano!!!!
Non la pensano molto diversamente da buona parte dei ragazzi di Scampia, che credono nel "Sistema", come loro unica fonte di lavoro e sicurezza!!!
Qui vince la camorra!!!
Qui perde lo stato!!!!!

«La camorra non esiste»
Scritto da Chiara Marasca da il Corriere del Mezzogiorno, 18-09-2007

Vincenzo è iscritto al liceo di Casal di Principe, mentre il suo amico («No, il mio nome non te lo dico») frequenta la ragioneria. Sono in piazza sin dall'inizio della manifestazione, in piedi, si spostano da un posto all'altro, più interessati a vedere chi c'è e chi non c'è che ad ascoltare gli interventi dal palco. Tanto loro le idee chiare ce le hanno già: «Questi parlano di lotta alla camorra, ma qui i problemi veri sono altri: il lavoro che non c'è, il cattivo esempio dato dalle forze dell'ordine», dice Vincenzo, «che spesso sono corrotte», aggiunge l'amico.
Quasi una maldestra richiesta di legalità, potrebbe sembrare, se subito dopo non arrivasse però un'altra frase a mettere in dubbio la passione civile dei due ragazzi: «È Saviano quello lì? Ancora l'hanno accidere? ». E comunque per loro «A Casale si vive bene», la camorra non si vede. Anzi, per un altro giovane, che segue la manifestazione ai margini della piazza, addirittura «La camorra e i boss non esistono: siete voi giornalisti a crearli». Anche lui il suo nome non vuole dirlo. Ha circa trent'anni, occhiali specchiati e tutta l'aria di essere il leader del gruppo, una decina di giovani, che più volte accompagna il discorso di Bertinotti con cori di ironico dissenso. «Noi siamo contro la politica. Che facciamo? Siamo imprenditori. Queste persone parlano di camorra solo per farsi pubblicità. Come Saviano, che sicuramente vorrà diventare un politico, un parlamentare». A chi obietta che per il suo impegno è anche stato minacciato dai clan replicano, «Ma quali minacce, vuole solo essere eletto deputato ».Lo stesso refrain che, durante la mattinata, consegna alla telecamera della «iena» Giulio Golia anche Nicola Schiavone, padre di Francesco, detto Sandokan, boss dei casalesi oggi in carcere: «Saviano?È solo un buffone, e probabilmente mira a entrare in politica». Ma in molti, invece, in piazza, Saviano lo difendono, e soprattutto, lo ringraziano per aver riacceso i riflettori sul tema camorra.Come Marcello e Barbara, studenti universitari, arrivati da Caserta: «Siamo qui perchè combattere la camorra è un dovere di tutti, questi temi ci interessano e pensiamo anche che ora sia il tempo di spostare l'attenzione dal ‘‘caso Saviano'' alle problematiche che il suo bellissimo libro ha sollevato».Convinta anche la partecipazione di un gruppo di pensionati, che, con amarezza, commenta la mancanza di giovani: «Qui a Casale i ragazzi sono disinteressati alla politica e alle battaglie civili, non hanno fiducia». E in effetti la piazza è gremita, ma i giovani, se si escludono gli studenti arrivati con i bus delle scuole che hanno aderito alla giornata anticlan, sono davvero pochi. Pochissimi, poi, sono di Casal di Principe, mentre la maggior parte è arrivata da fuori apposta per assistere alla manifestazione, come il folto gruppo di iscritti al circolo di Rifondazione comunista di Secondigliano: «Siamo qui per ascoltare il presidente Bertinotti e anche perché, abitando in una periferia inquinata dai clan, conosciamo bene il problema: le manifestazioni per la legalità sono importanti, purchè, però, i politici siano capaci di darvi un seguito ». È la stessa preoccupazione che turba anche Marisa Diana, cugina di don Peppino Diana, il prete assassinato tredici anni fa dalla camorra.Marisa insegna al Liceo scientifico di Casal di Principe ed è impegnata sul fronte anticlan come vicepresidente del Collegamento campano contro le camorre Gennaro Franciosi: «Cosa è cambiato in questi dodici mesi? Non molto. Dalla manifestazione del settembre scorso a oggi l'unica cosa che abbiamo riscontrato è stata una maggiore attenzione dell'assessorato regionale all'istruzione ai problemi delle nostre scuole. Per il resto — continua — credo che l'impegno dello Stato sul fronte anticlan, nonostante i buoni propositi, sia ancora insufficiente: servono interventi continui, concreti e mirati». E in prima fila, accanto alla nipote, emozionato e quasi confuso dal caldo e dalle attenzioni, siede anche Gennaro Diana, il padre del parroco ucciso dai clan, il cui testimone, Saviano, nel suo ‘‘Gomorra'', idealmente raccoglie ricordando le parole del famoso manifesto di denuncia «Per amore del mio popolo non tacerò».

Casal di principe - Roberto Saviano.


Roberto Saviano a Casal di Principe

Grande Saviano!!! Dobbiamo continuare a parlare di mafia, di camorra!!!!
Non possiamo dimenticare il "sistema" che ci attanaglia!!!
Dobbiamo combatterla rendendo tutti coscienti di questo sistema!!!!
Don Peppe disse: "Per amore del mio popolo non tacerò"....
E' un atto di amore che noi dobbiamo fare!!!!

16/09/07

La repubblica.it

CRONACA
Parla lo scrittore, che domani sarà nel suo paese con Bertinotti e Lirio AbbateSalirà sul palco e si rivolgerà ai giovani: "La politica deve ricominciare da qui"
Saviano: "Torno a Casal di Principe per dire che non c'è da avere paura"
dal nostro inviato CONCHITA SANNINO

CASAL DI PRINCIPE - "Torno a Casal di Principe per dire che non c'è da avere paura". Un anno e 800 mila copie dopo, Roberto Saviano, l'autore del caso "Gomorra", il ventottenne scrittore finito sotto scorta della Procura antimafia per aver raccontato segreti e affari dell'impero dei casalesi, è pronto al suo primo bagno di folla. Un rientro che già si annuncia teso, emozionante, gremito.

Alla vigilia della sua prima testimonianza pubblica dopo l'exploit di Gomorra, Saviano si racconta con pudore. "Nessuno si aspetti slogan morali, non mi piace parlare di legalità attingendo alla retorica del male. Torno a Casale perché Campania e Calabria sono i grandi rimossi dell'agenda nazionale. Perché la politica deve ricominciare da qui. La sinistra deve ricominciare. Daccapo. Anzi, in questo senso è ancora tutto da fare. Troppo poco è stato fatto finora".

Domani mattina a Casale, con Saviano, per l'inaugurazione dell'anno scolastico in Campania, ci saranno anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il presidente della commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione, il Movimento giovani di Locri e Lirio Abbate, il giornalista siciliano minacciato dalla mafia, insieme con l'assessore regionale all'Istruzione Corrado Gabriele, autore della lunga agenda di giornata.

Lo scrittore salirà sullo stesso palco dal quale, dodici mesi fa, incitò i ragazzi del paese dominato dall'impero criminale: "Cacciateli! Non sono di questa terra, la stuprano, la usano. Schiavone, Bidognetti, Zagaria: voi non valete niente". Era il 23 settembre, il ventesimo anniversario dell'assassinio di un giornalista coraggioso, Giancarlo Siani, e Gomorra aveva venduto 80mila copie in appena qualche mese. Ma tra la folla, quel giorno, ciondolavano anche i figli di quei padrini: per la prima volta chiamati per nome, esposti al pubblico anatema. Trafitti dalle parole, per una volta.

Ora lo scrittore Saviano, l'aria da universitario fuoricorso, è al centro di un exploit che ha superato in Italia le 800mila copie e si appresta a replicare in Europa (circa 90mila copie vendute in Germania in 10 giorni, mentre è in preparazione un tour negli Usa). Forse a 28 anni si può davvero non provare paura?

Saviano sorride, tenta di dissimulare il privato e di non prendersi sul serio: "Ci sono in Italia grandi cancri rimossi. Posti dove non la mafia e la criminalità organizzata non uccidono, non fanno rumore, non fanno una piega. Dove scorre meno sangue di anni fa, ma si decidono strategie economiche. Posti come Casal di Principe, come Platì. Posti che la politica rimuove. Bisognerebbe ascoltare le parole di Franco Roberti, procuratore aggiunto antimafia a Napoli, che chiede maggiori risorse per le indagini economiche. Mi piacerebbe che la sinistra cominciasse daccapo. Mi piacerebbe che la destra potesse riprendere quella vocazione antimafia che fu del Msi, e che in molta parte del sud riuscì ad essere riferimento e in cui si riconosceva anche Paolo Borsellino, quando provava a individuare e fermare i rapporti tra clan e politica".

Domani, avrà i ragazzi di Casal di Principe ad ascoltarlo, ragazzi come è stato lui a Casale, posto di connivenze e intrecci sì, ma anche radice di una mobilitazione antimafia che portò all'assassinio di don Peppe Diana, sacerdote ucciso il 19 marzo del 1993 dai clan locali perché aveva urlato dal pulpito contro il potere mafioso; memoria di un martire che la Chiesa ufficiale continua a onorare a metà, con malcelato imbarazzo, perché quel sacerdote coraggioso era troppo giovane, magari troppo amico di ragazze e ragazzi, troppo incline alla "politica" d'una spiritualità militante.

E' a quei ragazzi cresciuti con l'ombra dei casalesi e il mito di don Peppe che si rivolge, domani, Saviano: "Mi piacerebbe raccontargli di come ci sia un unico principio per cui vale la pena combattere i clan: il diritto alla felicità. Non mi piace andare a parlare di legalità con slogan morali. Lontani dai clan si vive meglio, pretendere che non abbiano potere significa decidere della propria esistenza. Significa non crepare nei cantieri, non essere costretti ad emigrare. Io stesso riconosco il fascino che i boss hanno, le loro vite costruite come leggende. Ma è importante riconoscere questo fascino e smontarlo. Torno a Casale per dire che non c'è da aver paura. I nomi possono essere fatti e si può raccontare, capire". Già, dopo le minacce e le tensioni, i boss non possono pensare di averlo cacciato.

"Il vaccino è comprendere. Poi ognuno deciderà come agire - spiega il giovane Roberto - Ma bisogna guardare oltre. Casal di Principe, Platì. Oggi sono queste le trincee in cui misurarsi". (16 settembre 2007)