Ascolta la tua radio preferita!!!

18/04/08

Lotta alla camorra!!!

Qualcosa si muove!!!
Ma non è ancora abbastanza!!!
Bisogna colpire il sistema alla base.... Colpire la loro economia!!!
Bloccarla!!!
Confiscare tutte le proprietà dei clan!!!
La legge n. 109/96 regola in maniera perfetta la gestione dei beni confiscati alla mafia per uso sociale!!! Bisogna combattere perchè sia conosciuta e perchè venga applicata!!!
La lotta alla camorra deve essere totalitaria, combattere sotto tutti i fronti!!!
La mafia è una montagna di merda!!!!

Colpo alla cosca dei Casalesi sotto racket tutta la Domiziana

Scritto da Irene De Arcangelis da la Repubblica Napoli, 18-04-2008 06:28


La colpa di Luigi Petrella era lavorare come custode in un complesso di villette mono familiari a Castelvolturno. Guardiano con precedenti penali, fratello di un ex consigliere comunale, si era fatto la fama di "confidente" delle forze dell´ordine. La camorra casertana lo condannò a morte quando, nel settembre ‘99, i carabinieri arrestarono Giuseppe Dell´Aversano, latitante pezzo da novanta dei Casalesi meglio noto come "Peppe ‘o diavolo", che si era nascosto in uno di quei villini di località Torre di Pescopagano. I boss fecero un grossolano "due più due". È stato Petrella, dedussero, a indicare alle forze dell´ordine dove si nascondeva Dell´Aversano. Lo sapeva, perché da custode conosceva tutto del complesso residenziale.
Luigi Petrella venne ucciso quarantotto ore dopo l´arresto di Peppe ‘o diavolo. Gli investigatori intuirono il movente e l´errore. Il custode del parco non aveva fatto alcuna "soffiata". Ma quel delitto fu l´origine dell´intera indagine, che in sei anni ha riservato anche colpi di scena, vicende fino a quel momento nascoste, ruoli e giri d´affari. La notte scorsa il blitz. Hanno lavorato fianco a fianco la Dia del vice questore Adolfo Grauso, i carabinieri di Caserta al comando del colonnello Carmelo Burgio, la Squadra mobile del vice questore Rodolfo Ruperti. Per eseguire cinquantadue ordinanze di custodia cautelare in carcere su un totale di sessantotto, chieste dai pm dell´Antimafia Francesco Curcio e Marco Del Gaudio, del pool guidato da Franco Roberti. Le accuse: associazione camorristica, armi, traffico di droga, estorsioni. Finanche, per due donne, la illecita concorrenza. Ma anche la ricostruzione di omicidi come quello di Genovese Pagliuca. Il macellaio venne ammazzato perché una delle amanti del boss Bidognetti voleva avere una relazione con la sua fidanzata. La ragazza venne quindi sequestrata e violentata dai fratelli della donna.
Il blitz sega le gambe del potere al clan Bidognetti, quello del boss Francesco Cicciotto ‘e mezzanotte, gruppo predominante all´interno dei Casalesi. Ma colpisce in parte anche i loro rivali Tavoletta. Perché la sostanza, per gli investigatori, è una: la camorra aveva conquistato e voleva mantenere il controllo della Domiziana, dalle cliniche private alle salumerie, dalla singola dose di hashish ai videopoker. Tant´è che l´operazione di ieri si chiama "Domizia", e ha riguardato l´intero territorio tra Castelvolturno e Villa Literno. Tra le cifre dell´operazione, l´arresto di tre donne (di cui due madre e figlia), una quarta ordinanza notificata anche alla convivente di Francesco Bidognetti peraltro già pentita. Tre latitanti presi, tra cui Aniello Bidognetti, figlio del capoclan. In manette anche un medico ginecologo della camorra.
«Senza sicurezza e senza legalità non può esserci sviluppo», ha commentato il blitz il sindaco di Villa Literno appena rieletto Enrico Fabozzi, che ha già annunciato la costituzione di una associazione antiracket. Perché la gran parte dell´articolata indagine sfociata in una ordinanza di custodia cautelare da cinquecento pagine riguarda prima di tutto le estorsioni. Lungo la Domiziana a ogni bar, ogni negozio. Piccoli e medi imprenditori le vittime. Fin qui la prassi criminale. Ma c´era anche un altro volto dell´intimidazione esclusivamente dedicato a quelle vittime che non dovevano pagare il pizzo ma che dovevano, invece, lasciare il territorio. Andare via. Settore, questo, riservato a madre e figlia arrestate - Maria Tamburino, 52 anni, e Simona Pedana, di 31 - che accanto all´accusa di estorsione hanno quella dell´illecita concorrenza. Rispettivamente moglie e figlia di un pregiudicato ucciso perché vicino ai Tavoletta, rivali dei Bidognetti, le due donne non avevano tradito il clan. Unico a dare le garanzie sul monopolio della gestione del noleggio dei videopoker. Così con minacce e intimidazioni in nome della loro società "Linea Simona", riescono a cacciare dalla Domiziana ben cinque società di noleggio di videopoker di Napoli e Caserta. Tutte pulite, tutte in fuga, senza alcuna denuncia alle forze dell´ordine. Di qui, oltre all´estorsione, l´accusa di illecita concorrenza. È accusata invece di traffico di droga la terza donna arrestata, Angela Incandela, 57 anni, già in passato finita in carcere dopo essere stata ripresa dalle telecamere a vendere eroina. Aveva ottenuto una sorta di appalto dal gruppo Bidognetti: lo spaccio di droga su un pezzo di territorio. Mentalità manageriale che vende servizi: la garanzia dell´ordine e della tranquillità in cambio di una parte degli utili.

Biùtiful cauntri

Vi segnalo questo film-documentario sulla tragedia dei rifiuti in campania che, al contrario di quanto i media fanno credere, non è un fenomeno di pertinenza solo campana!!!
Il traffico dei rifiuti speciali dalle fabbriche del nord, conniventi con i clan camorristi, nelle discariche abusive della campania ci stà distruggendo!!!
Ci sono intere zone dove l'incidenza di cancro al colon, ai polmoni, al pancreas, è tra le più alte al mondo!!!
Qualcosa non va!!!
Bisogna denunciare con tutta la forza che si ha per far capire a tutti che qui si sta giocando con la vita di persone, di bambini!!!
Se potete andate a vedere questo film, dopo non la penserete più allo stesso modo!!!
Ciao!!!


Biùtiful cauntri

Film shock sull'ecomafia e le discariche di rifiuti tossici in Campania
Locandina del documentario Biutiful Cauntri

Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Un educatore ambientale che lotta contro i crimini degli ecomafiosi.
Contadini che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche. Storie di denuncia e testimonianza del massacro di un territorio.
Siamo in Italia, nella regione Campania dove sono presenti 1.200 discariche abusive di rifiuti tossici.
Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole.
Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un'attività violenta che sta provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.
Biutiful cauntri prodotto da Lionello Cerri per Lumiere e Co, un documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero ha ricevuto la mensione speciale al Torino Film Festival che si è svolto nel capoluogo piemontese.
La violenza sotterranea ed invisibile delle ecomafie raccontata come in un reportage di guerra.
Voci ed immagini da una terra violata, consumata dall'alleanza fra un nord "operoso" e senza scrupoli e le nuove forme della criminalità organizzata, raccontata con immagini inedite del traffico illecito dei rifiuti e per la prima volta sullo schermo intercettazione telefoniche che svelano l'arroganza, la violenza ed il cinismo degli eco criminali. (tratto da www.libera.it)


16/04/08

Dov'è la sinistra???

Qualcuno era comunista perchè....
... pensava che i diritti degli operai dovessero essere una priorità!!!
... che il proletariato era la vera forza per il futuro!!!
... che guadagnare e sudare i soldi per mandare avanti una famiglia era cosa onorevole!!!
... perchè la lotta di classe ...
... perchè l'imprenditore sfrutta l'operaio
... perchè...........

Oggi qualcuno (pochi!!!) è comunista perchè...
... non crede nella privatizzazione di uno stato
... crede nella laicità di uno stato
... guadagna tanti soldi da poterselo permettere
... non sa cosa significa fare l'operaio
... non ha idea di cosa sia il vero comunismo
... crede che la lotta di classe si possa fare su un blog
... crede che riempire di tasse un imprenditore sia un dovere
... crede che i sindacati siano quelli di una volta
... lavora dietro una scrivania di un posto statale...

Purtroppo i comunisti sono finiti da parecchio e queste elezioni non hanno fatto altro che chiarire questa verità....

26/02/08

Stato e camorra: assieme in discarica



Evviva lo stato camorrista!!!
Leggete questo articolo e riflettete!!!

Rifiuti, la miniera d´oro dei Casalesi. Un pentito: così smaltivamo l´immondizia dal Nord

Scritto da Dario Del Porto da la Repubblica Napoli, 26-02-2008 06:40


Altro che estorsioni, il traffico dei rifiuti «è una miniera d´oro», ha spiegato il pentito Domenico Bidognetti ai pm Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera. Le sue rivelazioni hanno permesso agli inquirenti di integrare il quadro indiziario raccolto nei confronti di Giorgio Marano, condannato in primo grado all´ergastolo nel processo "Spartacus", e di ipotizzare «la diretta cointeressenza del clan camorristico dei Casalesi nel traffico illecito organizzato dei rifiuti».
Nell´ambito dell´inchiesta coordinata dal pool anticamorra e condotta dai carabinieri del Noe e del comando provinciale di Caserta, il giudice Alessandro Buccino Grimaldi ha emesso nei confronti di Marano un´ordinanza di custodia in carcere. Sotto sequestro sono finite tre aziende, del valore stimato in 5 milioni di euro e tre terreni del casertano, due a Frignano e l´altro a Villa Literno, dove i fanghi provenienti dall´impianto di compostaggio di Trentola Ducenta della Rfg di Elio Roma, «invece di essere trattati appositamente e poi lecitamente smaltiti - accusa la Procura - venivano sversati e "tombati"» con il rischio di una loro introduzione nella catena alimentare umana.
Il gip ha rigettato per carenza di esigenze cautelari altre sei richieste di custodia, una nei confronti di Roma, già coinvolto in una precedente indagine del pm Ribera, denominata "Re Mida" riguardante episodi analoghi ma non aggravati dalla finalità camorristica. È in quell´inchiesta che emerse lo smaltimento in una cava della provincia di Caserta di 6mila tonnellate di rifiuti provenienti dal consorzio "Milano pulita".
Parti offese delle condotte configurate nell´inchiesta, che abbracciano il periodo compreso tra il 1998 e il 2002, sono innanzitutto gli enti che hanno rilasciato le autorizzazioni ma anche quelli che, ricordano i pm, «dovranno sobbarcarsi i costi della bonifica delle aree inquinate». Al tempo stesso però, rimarca il giudice, lo smaltimento illecito dei rifiuti nella nostra regione «è dovuto anche alla complicità di chi è preposto al controllo» o anche al «comportamento compiacente oppure gravemente omissivo o semplicemente leggero di altri, anche nell´ambito delle istituzioni». Discorso analogo anche «per i chimici» incaricati dalle aziende di eseguire le analisi e talvolta «compiacenti alle esigenze del committente». Il traffico illecito di rifiuti provenienti dall´impianto Rfg ha riguardato, stimano i magistrati, 8mila tonnellate di materiale (fanghi di depurazione di acque reflue, scarti vegetali, animali e altro) con un guadagno di circa 400mila euro. Rifiuti anche pericolosi, «lavorati solo fittiziamente», rimarca il coordinatore del pool anticamorra, Franco Roberti.
Ma il cuore dell´inchiesta riguarda soprattutto il ruolo del clan dei Casalesi nell´affare. Sottolinea il comandante del Noe, generale Umberto Pinotti: «Qui non siamo in presenza di una "mafia dei rifiuti" bensì di "rifiuti mafiosi"». Ecco dunque il racconto fornito il 10 ottobre scorso dal pentito Bidognetti (cugino del capoclan Francesco) ai magistrati napoletani. Inizialmente, tra la fine degli anni ´80 e l´inizio del decennio successivo, il clan dei Casalesi aveva imposto «il controllo totale del flusso dei rifiuti, non scappava niente. Tutti i rifiuti che venivano dal Nord con terminale la provincia di Caserta era controllato in maniera assoluta dal clan». Ma quello, spiega il collaboratore, «era un vero e proprio accordo economico» con i gestori delle discariche e poi, attraverso una società, al clan che utilizzava la somma «per il pagamento degli stipendi». Le cose cambiano quando i Casalesi hanno l´idea «di non far arrivare i rifiuti nelle discariche previste ma di smaltirli direttamente in maniera abusiva». Strategia balenata per la prima volta nella mente dei boss «in occasione di una chiusura temporanea delle discariche o di un loro sovraffollamento». Il nuovo corso consentì alla malavita organizzata «non solo di ricevere le 5-7 lire al chilo per la gestione» effettuata da una società ritenuta controllata dai Casalesi ma anche «di lucrare direttamente del guadagno dello smaltimento, che era di circa 75-80 lire al chilo».
Il tutto, aggiunge il pentito, «con le carte a posto». Bidognetti ricorda che, dopo i primi sequestri di discariche, i Casalesi abbandonarono l´affare rifiuti «almeno fino al 1996». Le indagini della Procura hanno però portato ora a ipotizzare un coinvolgimento nel traffico illecito di Giorgio Marano, che secondo gli inquirenti negli ultimi anni avrebbe scalato la gerarchia dell´organizzazione approfittando dell´uscita di scena di vecchi boss. «Tutte le sue attività illecite - argomenta Bidognetti - sono riferibili al clan perché è impossibile che un´attività illecita sia gestita da un responsabile del clan al di fuori dello stesso». (tratto da www.napolionline.org)


20/02/08

La trave nel tuo occhio!!!

Qualcuno disse: "Non guardare la pagliuzza che è nell'occhio dell'altro ma la trave che è nel tuo".
Sembra quasi che solo noi in Campania non sappiamo gestire la questione dei rifiuti, mentre tutti sono dei virtuosi del ciclo di smaltimento e riciclaggio.
Se poi vai a vedere i dati (vedi l'estratto del rapporto rifiuti 2007 dell'APAT), ti rendi conto che non è tutto oro quel che brilla e che quelle stesse regioni, così esemplari nello smaltimento dei rifiuti urbani, hanno grossi problemi per lo smaltimento dei rifiuti industriali.
Ricordo che questi ultimi invischiati in un giro di ecomafia che sta distruggendo intere zone agricole di tutto il centro sud
(leggi questo articolo apparso su "la nuova ecologia")!!!
Ormai neanche San Gennaro più ci può aiutare!!!!


05/01/08

Buon inizio!!!

La rabbia giusta e pacata di chi ha sopportato per quarant'anni una discarica sotto casa...
La stupidità di estremisti e violenti scagliata contro autobus e comando di polizia...
La collusione delle istituzioni con la camorra nella gestione dei rifiuti...
Fondi europei che rimpinguano tasche insanguinate...
Città devastate dal dolore di tumori sempre più frequenti...
Falde acquifere insudiciate dal percolato di rifiuti di tutta la campania...
Un governatore camorrista che continua a comandare...
L'inutilità di uno stato debole, colluso e mafioso...
Tutta immondizia...
Nonostante tutto, solo di questo riesco a parlare in questo blog, perchè la situazione è grave, ma nessuno fa nulla, tutti tirano a campare, i napoletani per primi, e si aspetta sempre il momento in cui non c'è più nulla da fare ed i violenti trovano terreno fertile per le loro azioni criminali...
Buona fine...
Buon principio...


"No a infiltrati" Sabotaggi, raid e primo arresto

Scritto da Antonio Corbo da la Repubblica Napoli, 05-01-2008


Una lunga striscia nera, come una freccia corre sull´asfalto bucato di Rotonda Padula, dove si svolta per Pianura. Indica due direzioni. Il quartiere della rivolta ma anche i registi di un´altra notte di fuoco e paura. È quel che resta di quattro bus: fermati, messi di traverso per bloccare il traffico, sono poi passati con le molotov tre uomini mascherati. Un raid in due tempi. Per le bottiglie incendiarie c´è già un arresto. E si annunciano per oggi i centri sociali. Chi vuole che la onesta rabbia di Pianura diventi guerriglia da G8?
Il dubbio tormenta Fabio Tirelli. È il presidente della Municipalità. Ha equilibrio, rispetta tutte le forze politiche, l´intero consiglio è coinvolto. «Attenzione», è lui che avverte i giornalisti: «Noi prendiamo le distanze dai facinorosi, da chi vuole strumentalizzare la protesta. Siamo gente seria, umiliata dalla insensibilità di chi ci riapre una discarica dopo averla patita per quarant´anni, ma non vogliamo guerre né guerriglie». Si raccomanda: «Aiutateci a far capire chi siamo, come lottiamo e perché, non vogliamo che nessuno speculi o si infiltri». Con Livio Falcone, il vicepresidente, batte tutte le piste. Conferma che i legali studiano un ricorso per invocare la tutela del diritto alla salute al tribunale civile di Napoli, l´ottava sezione è già intervenuta per Taverna del Re e per Lo Uttaro, la bomba ecologica di Caserta.
Si è aperto un filone giudiziario. Alberto Francini ha diretto la missione all´alba di giovedì, ieri è rimasto in ufficio lasciando i comandi nell´area della discarica al collega Sossio Costanzo. Doveva guidare le indagini sull´incendio dei quattro bus. Commissariato San Paolo e Digos valutano tutte le segnalazioni sugli infiltrati, il grande nodo della rivolta di Pianura. È della polizia il primo arresto: agenti in borghese avevano captato tra la folla cenni di intesa e una frase, «la roba è qui». Fu indicato un involucro in uno scasso. Non potevano fermare durante la protesta di oltre mille persone Luigi Paolella, detto "Macchiolella", 50 anni, proprietario dello spazio per auto rottamate. L´hanno preso ieri. Deve rispondere di detenzione di materiale esplodente. Le indagini proseguono per eventuali collegamenti con l´incendio dei bus. Il presidente dell´antiracket segnala che ragazzi mascherati in sella a scooter attraversano Pianura ordinando ai commercianti di fermarsi. «La malavita ormai guida la rivolta», dice Cuomo, responsabile di Confesercenti. Ma Cuomo non conosce le strategie degli investigatori. Registrano tutto ma non allargano lo scontro, per ora concentrano le risorse. Hanno un solo obiettivo: aprire la discarica. L´attività investigativa, coordinata dalla Procura di Giandomenico Lepore, si svilupperà in tempi brevi.
È fermo il lavoro dei tecnici in cima alla discarica. La Simont aveva chiesto sei giorni per stendere i teloni e accogliere i rifiuti nel sito di stoccaggio, in attesa che aprisse il Fosso, vero obiettivo con i suoi quasi due milioni di metri cubi, quanto basta per rinviare di tre anni l´emergenza rifiuti a Napoli. Nella notte vi è stato un sabotaggio. Qualcuno ha staccato i cavi idraulici di due escavatrici sull´altopiano di Contrada Pisani, benché presidiato. Paralisi nella raccolta, paralisi nel quartiere, paralisi nella discarica. Tempo che si consuma in attesa di chi e di che cosa? Il sindaco Iervolino, che Marco Nonno fa ascoltare a viva voce dal suo telefonino a decine di donne, ripete che è «con la gente dei Pisani, in questa battaglia io ci credo, ma sono sola». Un sindacalista, Domenico Merolla, interrompe gli applausi. Una frustata: «Se non può far nulla, che si dimetta». Tutti giurano che i camion non passeranno, «siamo pronti a stendere i nostri corpi sulla strada per non farli passare». È la fierezza disperata di Contrada Pisani.
«Siamo contrari alla discarica ma vanno isolati elementi che vogliono realizzare disegni anarcoidi come i giovani dei centri sociali. Alleanza Nazionale invita tutti i cittadini ad isolare ed espellere dal legittimo movimento di protesta questi corpuscoli estranei e sediziosi», scrivono Luigi Bobbio e Fabio Chiosi, presidente provinciale e coordinatore cittadino. An guida la protesta di Pianura, il suo consigliere comunale Marco Nonno non si è mai mosso. Marcello Taglialatela è il solo deputato che si sia visto tra i manifestanti e nella sede della Municipalità. «Via provocatori e infiltrati», grida Giorgio Di Francia, omonimo del proprietario della discarica. Si dimena grande e grosso con un megafono, tra la folla. «Io sono nato in questa merda, sono cresciuto mentre qui gonfiavano di veleni la discarica, ma sotto la monnezza non voglio più tornare, lottiamo noi, lottiamo tutti, ma senza infiltrati e provocatori, è una questione solo nostra», urla tra gli applausi ancora Di Francia, che è di Contrada Pisani. Qui le attività, lentamente spuntate, sono ferme. Le strade chiuse da tronchi d´albero sradicati. La discarica vuol dire anche miseria. Carrozzieri, meccanici, piccoli artigiani, distributori di benzina, trattorie, panifici: è la modesta, orgogliosa economia di Montagna Spaccata, piccoli sogni di vita normale che sembrano ormai svanire. «È del lavoro che vorrei parlare, un cavallo dà lavoro, qui ce ne sono di bellissimi e a centinaia», dice Simonetta Cipriani, presidente della federazione Sport Equestri, mentre sfilano gli splendidi anglo-arabi del maneggio a beneficio delle telecamere di "Vita in diretta", programma Rai. Una tentazione per le signore di Pianura: l´effetto tv è folgorante, anche le più composte ed eleganti si abbandonano a isterismi plateali, «deve venire qui il sindaco e con il suo corpo fermare i camion che verranno a portare l´immondizia». Con i cavalli sfilano anche i bambini, issano cartelli del giallo più telegenico. «La morte ci aspetta». Ma sorridono, beata ingenuità.
È quasi buio quando Pietro Diodato, il consigliere regionale di An, appare con i suoi fedelissimi. Settanta, ottanta. Ribalta la sua posizione: non era possibilista e voleva trattarne la riapertura? Tenta l´occupazione della discarica, per il sentiero scavato nel bosco dalla polizia giovedì, per aggirare i manifestanti. C´è un vicequestore, è pronto Angelo Lamanna con ispettori in borghese e un plotone di carabinieri. Il blitz fallisce subito, ed è costretto Diodato a misurarsi con le polemiche di chi non dimentica. Altri rinforzi, a Napoli oltre al Reparto Mobile di Pizzofalcone, sono sono quelli di Catania, Taranto, Cagliari. In preallarme Firenze e Padova. Sembra tutto calmo. Sembra. Poi cala la notte.
(Tratto da www.napolionline.org)

19/12/07

Il costo della memoria!!!!!

La memoria ha un costo ed è la vita di tanti innocenti morti per combattere contro un sistema mafioso che rischia di stringerci sempre di più nelle sue maglie!!!
Bisogna rifiutare questo sistema....
Bisogna denunciare....
Bisogna creare una collaborazione forte tra cittadini e stato perchè, tutti assieme, possiamo combattere la malavita....
Ma, ahime!, finchè la malavita si siederà sulle poltrone del parlamento e del senato, speranza non ce ne è!!!
L'unica speranza è lottare....
Rovesciare questo sistema....
Rovesciare questo stato....
Non votiamoli....
Cacciamoli.....
Non facciamo vincere il clientelismo, terreno fertile per la malavita politica.....
Riprendiamoci i nostri diritti, ma iniziamo anche a rispettare i nostri doveri....
Solo con l'onestà ed il rifiuto totale della criminalità in ogni sua forma (dal non fare il biglietto sul bus al non rubare denaro) possiamo sconfiggere la malavita!!!!
La mafia è una montagna di merda!!!!!

La memoria ha un costo
17/12/2007 10.24.20

Logo Libera

Un documentario su La7A partire da mercoledì 19 fino al 23 dicembre su LA7 e MTV Italia andranno in onda documentari, talk show dedicati e speciali realizzati anche grazie alla collaborazione di molti ragazzi coinvolti in prima persona in vicende di mafia.La memoria ha un costoLa prima messa in onda dedicata alle Mafie sarà su LA7 che trasmetterà, mercoledì 19 alle ore 22.30, in anteprima esclusiva, il documentario “La memoria ha un costo”, prodotto da H24 e realizzato dagli autori Mauro Parissone e Roberto Burchielli, vincitori quest’anno del premio Ilaria Alpi. Il film avrà una programmazione capillare su entrambe le reti per dare più possibilità di visione agli spettatori. Oltre dunque alla messa in onda di mercoledì 19 dicembre “La Memoria ha un Costo” andrà in onda sempre su LA7 sabato 22 dicembre alle ore 20.30 e, su Mtv Italia, venerdì 21 dicembre alle 23.00 e domenica 23 dicembre alle ore 17.00.A 15 anni dalle stragi di Capaci e Via D'Amelio a che punto è la lotta alle mafie? Chi continua a restare tutti i giorni in prima linea? Roberto Burchielli e Mauro Parissone, i due autori e registi di H24 già vincitori del Premio Ilaria Alpi, tornano su LA7 con un docufilm in presa diretta sui luoghi che furono teatro della tragedia. Gli stessi luoghi dove oggi c'è però ancora chi riesce ad avere speranza: l'associazione "Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie" di don Ciotti, ma anche i parenti che hanno perso i propri cari sotto i colpi di una vera e propria guerra che va avanti da troppi anni. Un film che testimonia la rinnovata vitalità dell'antimafia sociale e che, anche attraverso immagini inedite delle stragi del '92 e di quella di Via Carini in cui perse la vita il generale Dalla Chiesa, compie un viaggio a ritroso alla ricerca di una memoria che sappia fars collettiva.

18/12/07

Rassegna stampa!!!!

Se, come tutti ormai, avete difficoltà con i regali di natale a causa degli stipendi troppo bassi, venite a napoli e a gratis vi offriremo sacchetti neri da regalare a tutti i vostri amici e parenti!!!!
Ormai la situazione è questa.... Questo Natale sotto l'albero metteremo la spazzatura....
Per i regali non c'è posto!!!! (nè i soldi!!!)



Rifiuti, verso il blocco totale da smaltire 100 mila tonnellate
Scritto da Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli, 18-12-2007

La sensazione è un po´ quella del carciofo. Il nucleo della città, dalle zone più inurbate a quelle di maggior pregio turistico, appare protetto. Chi passeggia lungo i Decumani deve fare i conti col viavai di San Gregorio Armeno, la fila di astanti fuori dalla famosa pizzeria di Clinton e l´immancabile fuoriserie finita contromano a far da tappo a San Domenico Maggiore. Tutto sommato situazione discreta anche alla Sanità. Ma appena si esce dal cuore, dove la foglia si fa più larga e la via più capiente, la spazzatura comincia a mangiarsi la città.
Basta affacciarsi su via Santa Teresa per trovare cassonetti sepolti di spazzatura. «É una settimana che stiamo così», lamenta la signora Luisa, custode di uno stabile di 130 famiglie a fianco della Chiesa di Santa Maria del Soccorso. La sua guardiola è in realtà ormai una garitta dalla quale lei monta la vedetta: «Ancora un paio di giorni e la spazzatura entra dentro al parco». Pochi metri più in là una edicola contende palmo a palmo il marciapiede a una filiera di spazzatura che poi s´inoltra ben dentro una traversa. Il gestore trova la forza di sfoggiare saggezza popolare: «Almeno piove e fa freddo, altrimenti... Io sto sotto vento, immaginate in che condizioni starei». Anche alla fermata dell´autobus, sotto la pensilina, i passeggeri in attesa guardano sospettosi oltre il plexigas aspettando che quel blob di spazzatura invada la piazzola di sosta. Ormai si convive coi rifiuti. Nelle periferie più lontane, dal Rione Alto a Pianura, tornano gli incubi dei giorni peggiori, ma già fra il Vomero e l´Arenella un nodo prende alla gola. Simbolica la scena in via Simone Martini: fra le tante montagne di rifiuti ovunque, una assedia la farmacia Cancemi. «Sono due anni che è così - lamentano all´interno - Abbiamo scritto più volte in circoscrizione, non è mai successo niente». Entra un anziano cliente e sorride amaro: «Dottore, eccoci nel giardino d´Europa». Poi inneggia alla rivolta: «I napoletani dovrebbero fare come me: io la tassa sulla spazzatura non l´ho pagata». Dal Vomero a Fuorigrotta: in via Marino i sacchetti impediscono alle auto di entrare nei parchi.Di spazzatura si è parlato ieri anche alla scuola elementare Russo, dove la terza municipalità ha tenuto ieri una seduta di Consiglio con il prefetto Alessandro Pansa. Legalità a tutto tondo nel confronto anche con gli alunni, dalla guida col casco alla raccolta differenziata. E, alle domande specifiche sul perché della crisi, Pansa ha spiegato la situazione, aggravata soprattutto dal fatto che nessuno vuole ospitare i siti. Situazione in effetti prossima al blocco totale, perché poi a Giugliano entrano meno mezzi del previsto e questo ingolfa i Cdr che non accolgono il materiale raccolto nelle città: quello di Caivano è stato chiuso quasi tutta la giornata di ieri. Ci si aggiunge il maltempo: l´impianto di Casalduni è praticamente irraggiungibile, Pianodardine si ferma a ripetizione, a Serre si scaricano 2000 tonnellate al giorno in luogo delle 3500 previste. Così, mentre a Napoli non ci si schioda dalle 3000 tonnellate su strada, altrove la paralisi sta portando verso le 100 mila tonnellate giacenti a terra o nei siti di trasferenza in tutta la Regione. Sicché ieri sera negli uffici di Pansa saliti il sindaco Rosa Russo Iervolino, il presidente della Provincia Dino Di Palma e quello della Regione Antonio Bassolino: «Occorrono incontri urgenti - ha spiegato quest´ultimo - per ottenere il massimo di sinergia e la corresponsabilità da parte di tutti, attorno al prefetto Pansa, senza perdere neppure un´ora».Sembra un appello disperato a governo ed enti locali. C´è anche un sindaco, Vincenzo Cuomo di Portici, che per nome dell´Anci ribadisce a Pansa «collaborazione per qualunque soluzione al problema che preveda certezza nei tempi di attuazione, nelle modalità di intervento del commissariato e nella copertura dei costi necessari». Però intanto il collega di Casalduni, Raimondo Mazzarelli, benché minacciato di rimozione dal prefetto di Benevento, tiene chiuso il sito di San Fortunato e attende l´ennesimo pronunciamento del Tar sul suo ricorso contro le decisioni di Pansa. E giovedì a Giugliano tutti si attendono la chiusura di Taverna del Re.

13/12/07

Mafia e politica!!!!

Impronte di mafia!!!!
Peter Gomez - Lirio Abate

Napule è...!!!



Napule è mille colori, mille paure, è la voce dei bambini che non ti fanno sentire solo...

Napoli è una carta sporca e nessuno se ne importa, ed ognuno aspetta la fortuna...

Napoli come un sogno, la conosce tutto il mondo, ma nessuno sa la verità!!!

Agguati al centro... Napule è!!!!

Ancora sangue bagna questa terra...
Ancora spari e grida....
Ancora una volta i sogni di gloria di un giovane camorrista (ragazzo di sistema) vengono stroncati da un colpo di pistola...
Ancora una volta una vittima innocente di colpi non destinati a lei...
Napule è.....
E nessuno che si chiede perchè un giovane di 20 anni è nel sistema...
Nessuno si chiede perchè rischia la sua vita pur sapendo che un camorrista a due destini scritti:
O con i piedi alla porta....
O dietro alle sbarre....
Possibile che per questi ragazzi non ci sia una alternativa...
Che preferiscano la morte certa ad una vita da vivere fino in fondo!!!
Napule è....

(Qui) Articolo di Repubblica Napoli

2007-12-12 21:07
UCCISO IN AGGUATO A NAPOLI, FERITA PASSANTE

NAPOLI - Un uomo è stato ucciso ed una passante di 26 anni è rimasta gravemente ferita - secondo le prime notizie dei carabinieri - in un agguato questa sera in via Sanità a Napoli, di fronte alla chiesa di San Vincenzo.
Ferita, di striscio, la moglie della vittima, Pasquale Conte, di 20 anni, già noto alle forze dell'ordine. Pasquale Conte è morto nell'ospedale San Gennaro dove era stato ricoverato insieme con la moglie e la passante. Momenti di forte tensione nel presidio sanitario con i parenti delle vittime che si sono riversati in massa nell'ospedale.

E' INCINTA DONNA FERITA GRAVEMENTE A NAPOLI - E' incinta la passante di 26 anni ferita gravemente in un agguato questa sera a Napoli nel quale é stato ucciso un uomo di 20 anni, Pasquale Conte che, secondo i carabinieri, risulta affiliato al clan Misso. La donna è stata colpita ad un fianco. I medici dell'ospedale San Gennaro dove è stata ricoverata non si sono ancora pronunciati sugli effetti per la gravidanza. La moglie di Conte è stata invece ferita leggermente ad una mano. Molto probabilmente, ma i carabinieri stanno ancora lavorando per ricostruire la dinamica dell'agguato, Conte e la moglie si trovavano a bordo di un motorino quando sono stati avvicinati dai sicari. (ANSA)

10/12/07

Stairway to heaven!!!!



"I think this is a song of hopes!!!!"

Le leggende del rock!!!!

Il rock vero.... Fatto di fantasia, intuizione, pazzia ed un pò di irriverenza.... Lasciatevi portare su questa scala per il paradiso dalle note meravigliose della chitarra di Jimmy Page.... Chiudete gli occhi e salite....

Stasera a Londra 18000 fortunati (e ricchi a giudicare da quanto hanno pagato alcuni il biglietto) assisteranno all'evento musicale dell'anno... La loro reunion all'O2 di londra!!!! Due ore che riporteranno l'orologio indietro di più di vent'anni!!!

Cacchio vorrei esserci pure io.....

05/12/07

Ecomafia ed ecoindifferenza!!!

Nessuno ne parla...
Nessuno...
Non un giornale, non un Tg, non una radio...
Le persone muoiono e la politica chiude gli occhi!!!
La camorra dilaga e tutti siamo coinvolti.... Nord, sud, tutti!!!!

L'ecomafia sullo schermo

Al pubblico e alla critica del Torino film festival è piaciuto. Ora gli autori sperano di portare "Biutiful cauntri" in tutte le sale «per tramutare la partecipazione emotiva di tanti in azione concreta». Intervista con Peppe Ruggiero/Scarica il promo

di MARIA GIOVANNA BOLOGNINI

È partito bene il documentario “Biutiful Cauntri”, sul dramma del traffico illegale di rifiuti in Campania. In concorso nella sezione Italiana Doc del Torino Film Festival, la pellicola ha riscosso i commenti positivi di pubblico e critica.In Campania è in atto un massacro ambientale che gli autori Esmeralda Calabria,
La terra dei fuochiAndrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero hanno scelto di raccontare senza filtri attraverso i volti e le voci dei protagonisti-vittime, che osservano impotenti per le strade di Acerra, Giuliano, Qualiano e Villaricca la devastazione di un territorio decisa a tavolino da mafia, istituzioni e imprenditoria del Nord. Una collusione criminale, che è entrata nell'immaginario collettivo con “Gomorra” di Roberto Saviano ma che esiste da un decennio, e che ora Calabria, D'Ambrosio e Ruggiero hanno deciso di narrare e denunciare anche attraverso l'uso della macchina da presa, in maniera più ampia e completa rispetto al quadro della situazione fornito dall'informazione televisiva. «Esmeralda e Andrea pensavano da tempo a un documentario che approfondisse il tema delle ecomafie in Campania – racconta Peppe Ruggiero – I telegiornali si sono occupati della vicenda solo in occasione dell'emergenza rifiuti a Napoli: ma quelle informazioni-spot non trattavano della questione complessiva, che invece abbraccia molto di più la provincia. Eppure Giuliano fa centomila abitanti, ed è a soli 25 chilometri dal capoluogo».[...]
(Tratto da http://www.lanuovaecologia.it/)


Ecco il promo...

Rassegna stampa!!!!

Mentre altri sono ancora a discutere sul fascismo e sulla questione di punire 10 immigrati per educare gli altri, ci sono sindaci e comuni che affrontano problemi "seri" e non stupidaggini da bambini!!!
Che i leghisti fossero razzisti per nascita si sapeva, ma pensavo che un pò di intelligenza, qualcuno di loro, doveva pure averla.... è la legge dei grandi numeri... c'era la possibilità!!!
A quanto vedo invece...
Queste stesse persone ora penseranno che i problemi dell'immondizia sono problemi dovuti alle nostre amministrazioni e al nostro essere terroni incivili....
Ma io vi rispondo di NO!!!
Perchè il 60% dei rifiuti che vengono sversati illegalmente in campania (costituiscono una buona parte dei rifiuti nelle nostre discariche, circa il 30%) provengono dalle fabbriche del nord...
Questo non è un discorso mio, ma è tutto provato da indagini in corso della polizia (vedi documento)
I vostri cari imprenditori per bene, quelli del nord, i migliori, sono collusi con le associazioni mafiose in questo "commercio" di rifiuti pericolosi!!!!
Ma la mafia non era solo al sud???
Non era un problema dei terroni???
Io direi di no visti i risvolti degli ultimi anni!!!

Minaccia di Serre per Natale "Sacchi neri sotto l´albero"
Scritto da Angelo Carotenuto da la Repubblica Napoli, 05-12-2007 09:19

Il medico Palmiro Cornetta è passato ieri sera da un suo amico avvocato. È sindaco a Serre, il paese che ingoia ogni giorno duemila tonnellate di fos e sovvalli, talvolta anche di immondizia così com´è, appena prelevata dalle strade della regione. Cornetta voleva che leggesse la lettera scritta a Giorgio Napolitano, prima di spedirla al Quirinale. Spiega perché domani non si presenterà a Napoli, in prefettura, per discutere sull´ampliamento dei volumi nella discarica.
«Non possiamo sopportare il peso dell´emergenza rifiuti di una intera regione». Il no di Serre coincide con un´altra giornata di crisi. Oggi si fermano di nuovi i Cdr, dove sono state stoccate le ecoballe, neanche una è stata finora portata a Giugliano, dopo l´ordinanza del giudice civile Alessandro Pepe, tribunale di Napoli. Si diffonde un incubo: Natale con i rifiuti.Lo teme l´Asìa, la società che finora ha tenuto Napoli pulita, al contrario della provincia con oltre ventimila tonnellate da rimuovere. «C´è da essere molto preoccupati per i prossimi giorni», confida l´amministratore delegato Ciro Turiello. Timori che il sindaco di Serre può solo confermare. Cornetta lancia una minaccia dopo l´altra: «Mi dispiace, ma i sacchi di immondizia saranno sotto l´albero di Natale a Napoli. Non è giusto chiedere a Serre altri sacrifici. Passeremo anche noi brutti giorni di festa a presidiare le strade. Ho scritto al Quirinale per anticipare che i cittadini sono stanchi, prevedo la loro composta ma legittima ribellione. Anzi, posso già annunciarla».È stato convocato per domani a Napoli. «Non posso presentarmi, perché è tutto scritto nella legge e nel protocollo d´intesa. È deplorevole quanto accade. Ho scritto ai carabinieri dei Noe, all´Arpac, a tutti. Chiedo che sia messa in sicurezza la zona, non chiedo altro, chiedo sicurezza». Cornetta una idea ce l´ha, ecco perché non vuol presentarsi: «Non vorrei che la chiusura di Giugliano facesse diventare Serre anche sito di stoccaggio delle ecoballe». Serre minimizza invece i disagi di Macchia Soprana, dove i camion arrivano rimorchiati da trattori. Per la pioggia la strada in salita è viscida. Macchia Soprana è discarica regionale. Secondo il sindaco, rischia di diventare anche provinciale, per accogliere anche i rifiuti di Salerno. A Gugliano è ancora chiusa Taverna del Re. Cento ettari che diventano terreno di conquista elettorale del centrodestra. Prima Francesco Storace, poi Giorgia Meloni vice presidente della Camera dei deputati per An sono venuti a vedere le montagne di ecoballe in parte ricoperte di teloni. Il cattivo odore, che spesso è quello acido del disinfettante misto a percolato, si respira ancora nella zona. Dall´impianto escono solo le betoniere, che rimuovono fango maleodorante, tra cani randagi e gabbiani. Il movimento studentesco collegato ad An e ad Azione Giovani ha seguito con fervore lo sciopero di alcuni istituti per una soluzione della crisi e la chiusura di Giugliano.Non ancora requisiti i nuovi centri di stoccaggio per ecoballe. Il governo con Pecoraro Scanio ha raccomandato un´occupazione morbida, oggi i deputati Raffaele Aurisicchio e Arturo Scotto di Sinistra Democratica attendono una risposta dal ministero per i rapporti con il Parlamento nel question time delle ore 15. Hanno evidenziato le proteste dei centri irpini Petruro Irpino e Chianche, «dove si produce il Greco di Tufo uno dei vini più pregiati e richieste nel mondo», ma anche di Morcone nel Sannio, «a ridosso della diga di Campolattaro, il più importante invaso idrico del Mezzogiorno». Ritengono «non compatibile una gestione dei conflitti democratica con una maggioranza di centrosinistra se si ricorre alla forza pubblica per imporre decisioni di una struttura monocratica quale il Commissariato». Proteste anche a Pignataro Maggiore, che dovrebbe concedere una discarica in un´area sequestrata ai clan. Interviene il Comitato anticamorra. Ha inviato un dossier al presidente della Commissione Antimafia, Forgione. «No può accogliere rifiuti la proprietà confiscata alla cosca mafiosa Lubrano-Nuvoletta, depositaria di orribili ricordi e misfatti».

04/12/07

Rassegna stampa!!!

Napoli è come sempre in fermento e le notizie si susseguono, gli agguati continuano....
Ormai ci stiamo abituando....
Quì vince la camorra....
Lo stato colluso deve essere spazzato via...
C'è bisogno di una politica vera, onesta, forte e coraggiosa...
C'è bisogno di cittadini in grado di alzarsi, di scorciarsi le maniche ed iniziare a lavorare per il futuro loro e dei propri figli...
Un futuro migliore è possibile, bisogna crederci ed alzarsi per andarselo a prendere, non possiamo aspettare per sempre che qualcuno, qualche altro Masaniello da mandare a morte, possa da solo risolvere la situazione...
Dobbiamo cambiare tutti, risvegliare le coscienze, dare un'alternativa a chi vive nei territori di camorra e ne vuole fuggire...
Solo insieme possiamo!!!

In via Diocleziano agguato scambiato per incidente stradale
Scritto da Titti Beneduce da il Corriere del Mezzogiorno, 02-12-2007 17:47

Tre omicidi nel giro di sole 24 ore. Due nella sola giornata di ieri. Il primo a Napoli, il secondo a San Giorgio a Cremano. Ieri pomeriggio in via Diocleziano hanno sparato tra la folla che passeggiava e faceva acquisti di sabato sera, ma nessuno ha avvertito la polizia.
Quando gli agenti, dopo essersi fatti largo tra le auto che procedevano a passo d'uomo, sono finalmente arrivati, erano convinti che quell'uomo a terra accanto a una moto fosse rimasto vittima di un incidente stradale. Invece Salvatore Zito, 38 anni, legato al clan D'Ausilio, era stato assassinato con sette colpi di pistola alla testa. L'omicidio, che potrebbe essere collegato con quello avvenuto venerdì sera in via Orazio Coclite, al Rione Traiano, è avvenuto intorno alle 19. Via Diocleziano, la strada che collega piazzale Tecchio con Bagnoli, era particolarmente affollata per lo shopping di Natale; decine di persone sui marciapiedi, ma anche tanti motorini e tante auto. Zito era appunto in motorino, all'altezza di una grande agenzia di scommesse, e dev'essere stato affiancato da uno scooter o più scooter con gli assassini. Hanno sparato almeno sette volte, uccidendolo all'istante. L'uomo è caduto dalla motocicletta ed è rimasto sul selciato, in una pozza di sangue. Nessuno ha visto i killer in azione, nessuno ha udito le sette detonazioni. L'unica segnalazione arrivata alla polizia è stata quella di un incidente stradale. Gli agenti della «volante» hanno dovuto allontanare una piccola folla di curiosi. Un'altra folla, più minacciosa e preoccupante, si è radunata poco dopo, quando nel quartiere si è sparsa la voce che Zito era stato ucciso: parenti e amici sono accorsi a vedere e si sono abbandonati a scene di disperazione e rabbia. Il traffico si è bloccato. Sull'omicidio indagano gli agenti della squadra mobile e quelli del commissariato San Paolo, coadiuvati dai colleghi della Scientifica. La zona intorno al motorino è stata isolata e sono stati fatti i rilievi. Fino a tardi, però, curiosi e amici dell'ucciso sono rimasti a osservare il lavoro degli investigatori.E in serata, killer di nuovo in azione a San Giorgio a Cremano. A cadere sotto il fuoco del commando omicida un uomo che viaggiava in sella a una moto, colpito da diversi proiettili in via delle Carceri Vecchie, al confine con Napoli.Secondo una prima rcostruzione fatta dagli agenti della polizia la vittima ha tentato di sfuggire ai sicari nascondendosi tra due auto, ma è stato raggiunto comunque dai proiettili esplosi contro di lui. È il secondo agguato, oggi, tra Napoli e provincia. Il terzo in 24 ore. Venerdì sera l'ultimo omicidio nella zona occidentale, dopo una pausa durata poco più di un mese.


E ora tocca a Bagnoli e Scampia. Dopo Chiaia e Vomero, la protesta si allarga alla periferia
Scritto da Angelo Carotenuto da la Repubblica Napoli, 03-12-2007 06:59

La marcia di Chiaia, i fischi del Vomero, e oggi Bagnoli con Scampia. Area nord e zona occidentale, altre due voci che si alzano. Bagnoli si spinge in mattinata fin dentro l´aula multimediale del palazzo del Consiglio comunale, coi ragazzi dell´Assise cittadine che chiedono chiarezza su bonifica, colmata, idrocarburi e concessioni ai lidi. L´altro allarme riguarda il campo di calcio di Secondigliano, il Barassi, inaugurato con l´etichetta di luogo simbolo per il contrasto al baby arruolamento della camorra ma poi subito chiuso, e adesso - raccontano a Scampia - a rischio di esproprio per i lavori della metropolitana.
È la periferia che si salda alla catena di protesta aperta dai "salotti" borghesi. La rete dell´insofferenza. Quella che crede con «una profonda e corretta sinergia civica di risollevare Napoli dallo stato di abbandono e degrado morale in cui è piombata». Così dicono le 24 sigle riunite stasera a Scampia, coordinate da "Minerva Donne" di Stefania Martuscelli e da don Aniello Manganelli dell´Opera don Guanella. Tra i movimenti che sottoscrivono, il comitato "Città antica" di Tiziana Iorio (i lenzuoli bianchi ai Decumani) e la Consulta di Chiaia, che va a portare solidarietà. Hanno invitato a una tavola rotonda il capo della direzione distrettuale antimafia Franco Roberti, il sociologo Luigi Caramiello, il criminologo Silvio Lugnano, e chiedono un incontro al sindaco per delle proposte. Un incontro col sindaco, il vice Santangelo e gli assessori Nasti Ponticelli e Madaro, l´hanno chiesto i residenti di Bagnoli. Stamattina. In via Verdi. Mariano Malvano, che guida la commissione di vigilanza sulla bonifica, fa coincidere con l´appuntamento una delle sue riunioni. Spiega Marco Pirro, dell´Assise: «L´accordo sulla colmata non è stato discusso in aula, come invece è successo a Piombino. È la bonifica del non fare. A che serve cominciare dai lidi se i fondali sono inquinati? È uno spreco di danaro». Ci sono due ricorsi al Tar. «Chiediamo che non siano rinnovate le concessioni ai lidi». Su questo punto c´è un processo che parte a gennaio. Anche a Bagnoli fioriscono associazioni spontanee, alcune non hanno ancora un nome. Si interessano all´avanzamento della bonifica, che secondo Bagnolifutura è al 27 per cento (entro il 2008 completati i lavori a Porta del parco, Parco dello sport e Acquario tematico; e via ai cantieri degli Studios e del Parco urbano), ma non solo. Vogliono farsi sentire su caos da traffico e da discoteche estive, per gli allagamenti continui dovuti al cantiere del collettore, 10 anni di lavori mai finiti. La Rete, eccola. Chiaia si dice pronta a tornare in piazza se la Ztl dovesse naufragare, e col suo presidente municipale Chiosi denuncia l´allagamento dovuto alla pioggia di alcuni negozi in Galleria Umberto, «causato dalla mancata chiusura di alcuni spazi sulla copertura del monumento da parte dell´impresa che effettua i lavori». Al Vomero il consigliere municipale Norberto Gallo (lista Decidiamo Insieme) scopre che i 9 punti della Iervolino non sono nuovi impegni: «Si tratta delle vecchie promesse evidentemente non mantenute». E il comitato Valori collinari ribadisce la protesta del 15 dicembre nell´isola pedonale di via Scarlatti.


Le tangenti? «Regalie dell'imprenditore per reciproca simpatia»
Scritto da Gianluca Abate da il Corriere del Mezzogiorno, 04-12-2007 07:30

Accade, negli uffici della Regione Campania, che alcuni funzionari decidano di accelerare la pratica di un imprenditore «a titolo di consulenza». Accade, negli stessi uffici, che quest'ultimo elargisca una «regalìa» per «sdebitarsi ». E accade anche che la somma versata (e sequestrata) venga percepita «non a titolo di tangente », ma in virtù di una «reciproca simpatia». Eccola qui la versione dei quattro arrestati (due funzionari e due dipendenti della Regione) con l'accusa di aver chiesto mazzette a un imprenditore per favorirne una pratica.
Il gip Paola Valeria Scandone li ha scarcerati venerdì scorso. Il motivo? «Affievolite esigenze cautelari». E solo quelle per il momento, ché «nei loro confronti sussistono gravi indizi di colpevolezza». Le undici pagine con cui il giudice sostituisce la detenzione in carcere con la misura degli arresti domiciliari, riportano le versioni di accusa e difesa. E il provvedimento con cui la Procura chiedeva di tenerli in carcere, allegato al documento del gip, rivela che «c'è almeno un altro complice ». Il Corriere del Mezzogiorno li ha letti entrambi. Ecco la storia che raccontano. E che, per la prima volta dall'inizio di quest'inchiesta, viene messa nero su bianco in un provvedimento giudiziario.È il 7 novembre quando l'imprenditore denuncia «la richiesta di somme di denaro da parte di alcuni funzionari per far andare a buon fine una pratica di richiesta di finanziamenti». Scattano denuncia, inchiesta, pagamento- esca di 1.000 euro da parte dell'imprenditore ( microfonato dalla Digos) e blitz della polizia con tanto di arresto in flagranza. C'è anche altro, nell'inchiesta. Ci sono le intercettazioni ambientali negli uffici della Regione (e da lì «si evince la richiesta di altri soldi da consegnare entro Natale»), e c'è la conversazione registrata di un indagato che al telefono con la moglie «ammette d'aver preso quei soldi». È con queste prove in mano che il giudice interroga funzionari e dipendenti. E loro rispondono. Uno, Costanzo Barile (lo difende l'avvocato Carlo Maione), dice che quella somma che gli hanno trovato in tasca «è un compenso ricevuto, con leggerezza, per una consulenza» che hanno fatto i suoi colleghi d'ufficio. Un altro, Antonio Riccardo (assistito da Gennaro Malinconico), sostiene che si tratta di «attività di consulenza svolta spontaneamente nell'interesse dell'imprenditore». Un altro ancora, Camillo D'Ambra (assistito da Giancarlo Biancardi) dice che c'era «la necessità di accelerare una pratica», e che l'imprenditore avrebbe «assunto l'iniziativa di sdebitarsi facendo una regalìa » in denaro («piacere», chiosa il gip, «che l'indagato ha provveduto a sollecitare per non far far brutta figura all'imprenditore)». L'ultimo degli indagati, Andrea Fogliamanzillo (lo difende Gabriele Di Maio), dice che sì, che accettando quei soldi ha commesso «una leggerezza». Ma, aggiunge, la vicenda «è avvenuta in un clima di reciproca simpatia, in un contesto di rapporti amicali del tutto avulsi da un'attività di pressione, minaccia o intimidazione».È uno dei temi centrali, quello sulla qualificazione del reato come concussione (uno degli indagati ha spiegato che in quell'ufficio basta chiedere che la pratica sia affidata a un altro funzionario per evitare le asserite pressioni). Ma il giudice, pur rinviando su quest'aspetto a «ulteriori approfondimenti », ritiene che allo stato «sussistano comunque i «gravi indizi » e le (seppur affievolite) «esigenze cautelari», perché «c'è il concreto pericolo che, se liberi, gli indagati possano commettere delitti della stessa specie».La Procura, per la verità, chiedeva di più. E nelle sue tre pagine depositate per chiedere la convalida dell'arresto e la custodia in carcere, il pm Francesco Curcio spiegava che «gli indagati, con un semplice telefono cellulare non intestato a loro, potrebbero inquinare le prove, anche con la complicità di correi presenti nei loro uffici». Insomma, l'inchiesta è tutt'altro che chiusa. Forse anche perché, accusa ancora il magistrato, «gli arrestati, agendo con un meccanismo corale e ben oliato che induce la vittima in uno stato di soggezione, hanno perfettamente messo a punto con capacità e professionalità un sistema di esazione delle tangenti che non appare isolato ». E che non sia isolato lo proverebbero anche le indagini immediatamente successive all'arresto. «C'è, agli atti, la prova certa dell'esistenza di un altro complice. E le modalità professionali con le quali si è consumato il delitto fanno ritenere che lo stesso si inserisca in un quadro criminoso ben più ampio (...). Gli stessi indagati hanno spiegato che dovevano remunerare altri funzionari coinvolti nella vicenda».Questa storia l'ha raccontata lui, l'imprenditore. Un accusatore «la cui testimonianza ha i caratteri della serena attendibilità» (parole del gip). E che, soprattutto, «è immune da intenti di calunnia».