Senza Parole!!!
Ascolta la tua radio preferita!!!
26/09/07
24/09/07
A volte ritornano!!!
Striscione apparso il 22 dicembre 2002 nella curva degli ultras del Palermo nel corso della partita Palermo-Ascoli.Il 41 bis è l'articolo che prevede il carcere duro per i mafiosi!!!
Dato che ultimamente mi stavo interessando al caso Dell'Utri, al suo processo, alle persone che lo stanno proteggendo, che lui serviva.....
Ho iniziato un percorso mentale che mi ha portato a ripensare a tutti i politici che hanno avuto rapporti, reali o presunti (qualcuno anche prescritti) con associazioni mafiose.
Così mi è venuta alla mente una immagine!!!!
Uno striscione, visto alla tv, di una partita di calcio.... Una partita del palermo.... ed era sulla legge 41 bis.... Ho fatto una ricerca e l'ho trovata (vedi sopra)!!!
Qualcuno potrebbe pensare a male... In più se qualcuno si accorge che il governatore della regione sicilia è Totò Cuffaro, allora quel pensiero maligno inizia a diventare qualcosa di più vicino alla certezza!!!
Ai posteri l'ardua sentenza!!!!
I nuovi mostri!!!!
Mastella-Dumbo, il re delle trasvolate!!!
L'unico ministro che riesce ad aiutare i suoi colleghi corrotti e concussi e i suoi amici mafiosi!!!! Provenzano lo ho battezzato picciotto per la sua bravura nel controllare la giustizia!!!
"Tutti gli uomini sono uguali davanti alla legge, ma qualcuno è più uguale!"
21/09/07
Sentenza del processo Dell'Utri
La sentenza Dell'Utri
Marcello dell'Utri è stato il mediatore tra gli interessi di Cosa Nostra e di Silvio Berlusconi. Lo sostengono i giudici di Palermo, che hanno ricostruito quasi trent’anni di frequentazioni pericolose del braccio destro del Cavaliere (tratto da http://www.narcomafie.it/)
(clicca per leggere la sentenza)
Leggete questa sentenza e divertitevi!!!!!
Ho deciso di cercare e mettere sul blog tutte le sentenze nascoste dei nostri cari politici!!!!
A presto anche quella del senatore Andreotti!!!
Marcello dell'Utri è stato il mediatore tra gli interessi di Cosa Nostra e di Silvio Berlusconi. Lo sostengono i giudici di Palermo, che hanno ricostruito quasi trent’anni di frequentazioni pericolose del braccio destro del Cavaliere (tratto da http://www.narcomafie.it/)
(clicca per leggere la sentenza)
Leggete questa sentenza e divertitevi!!!!!
Ho deciso di cercare e mettere sul blog tutte le sentenze nascoste dei nostri cari politici!!!!
A presto anche quella del senatore Andreotti!!!
18/09/07
Ragazzi e camorra!!!!
Ecco cosa pensano molti dei giovani casalesi di cui parla Saviano!!!!
Non la pensano molto diversamente da buona parte dei ragazzi di Scampia, che credono nel "Sistema", come loro unica fonte di lavoro e sicurezza!!!
Qui vince la camorra!!!
Qui perde lo stato!!!!!
«La camorra non esiste»
Scritto da Chiara Marasca da il Corriere del Mezzogiorno, 18-09-2007
Vincenzo è iscritto al liceo di Casal di Principe, mentre il suo amico («No, il mio nome non te lo dico») frequenta la ragioneria. Sono in piazza sin dall'inizio della manifestazione, in piedi, si spostano da un posto all'altro, più interessati a vedere chi c'è e chi non c'è che ad ascoltare gli interventi dal palco. Tanto loro le idee chiare ce le hanno già: «Questi parlano di lotta alla camorra, ma qui i problemi veri sono altri: il lavoro che non c'è, il cattivo esempio dato dalle forze dell'ordine», dice Vincenzo, «che spesso sono corrotte», aggiunge l'amico.
Quasi una maldestra richiesta di legalità, potrebbe sembrare, se subito dopo non arrivasse però un'altra frase a mettere in dubbio la passione civile dei due ragazzi: «È Saviano quello lì? Ancora l'hanno accidere? ». E comunque per loro «A Casale si vive bene», la camorra non si vede. Anzi, per un altro giovane, che segue la manifestazione ai margini della piazza, addirittura «La camorra e i boss non esistono: siete voi giornalisti a crearli». Anche lui il suo nome non vuole dirlo. Ha circa trent'anni, occhiali specchiati e tutta l'aria di essere il leader del gruppo, una decina di giovani, che più volte accompagna il discorso di Bertinotti con cori di ironico dissenso. «Noi siamo contro la politica. Che facciamo? Siamo imprenditori. Queste persone parlano di camorra solo per farsi pubblicità. Come Saviano, che sicuramente vorrà diventare un politico, un parlamentare». A chi obietta che per il suo impegno è anche stato minacciato dai clan replicano, «Ma quali minacce, vuole solo essere eletto deputato ».Lo stesso refrain che, durante la mattinata, consegna alla telecamera della «iena» Giulio Golia anche Nicola Schiavone, padre di Francesco, detto Sandokan, boss dei casalesi oggi in carcere: «Saviano?È solo un buffone, e probabilmente mira a entrare in politica». Ma in molti, invece, in piazza, Saviano lo difendono, e soprattutto, lo ringraziano per aver riacceso i riflettori sul tema camorra.Come Marcello e Barbara, studenti universitari, arrivati da Caserta: «Siamo qui perchè combattere la camorra è un dovere di tutti, questi temi ci interessano e pensiamo anche che ora sia il tempo di spostare l'attenzione dal ‘‘caso Saviano'' alle problematiche che il suo bellissimo libro ha sollevato».Convinta anche la partecipazione di un gruppo di pensionati, che, con amarezza, commenta la mancanza di giovani: «Qui a Casale i ragazzi sono disinteressati alla politica e alle battaglie civili, non hanno fiducia». E in effetti la piazza è gremita, ma i giovani, se si escludono gli studenti arrivati con i bus delle scuole che hanno aderito alla giornata anticlan, sono davvero pochi. Pochissimi, poi, sono di Casal di Principe, mentre la maggior parte è arrivata da fuori apposta per assistere alla manifestazione, come il folto gruppo di iscritti al circolo di Rifondazione comunista di Secondigliano: «Siamo qui per ascoltare il presidente Bertinotti e anche perché, abitando in una periferia inquinata dai clan, conosciamo bene il problema: le manifestazioni per la legalità sono importanti, purchè, però, i politici siano capaci di darvi un seguito ». È la stessa preoccupazione che turba anche Marisa Diana, cugina di don Peppino Diana, il prete assassinato tredici anni fa dalla camorra.Marisa insegna al Liceo scientifico di Casal di Principe ed è impegnata sul fronte anticlan come vicepresidente del Collegamento campano contro le camorre Gennaro Franciosi: «Cosa è cambiato in questi dodici mesi? Non molto. Dalla manifestazione del settembre scorso a oggi l'unica cosa che abbiamo riscontrato è stata una maggiore attenzione dell'assessorato regionale all'istruzione ai problemi delle nostre scuole. Per il resto — continua — credo che l'impegno dello Stato sul fronte anticlan, nonostante i buoni propositi, sia ancora insufficiente: servono interventi continui, concreti e mirati». E in prima fila, accanto alla nipote, emozionato e quasi confuso dal caldo e dalle attenzioni, siede anche Gennaro Diana, il padre del parroco ucciso dai clan, il cui testimone, Saviano, nel suo ‘‘Gomorra'', idealmente raccoglie ricordando le parole del famoso manifesto di denuncia «Per amore del mio popolo non tacerò».
Non la pensano molto diversamente da buona parte dei ragazzi di Scampia, che credono nel "Sistema", come loro unica fonte di lavoro e sicurezza!!!
Qui vince la camorra!!!
Qui perde lo stato!!!!!
«La camorra non esiste»
Scritto da Chiara Marasca da il Corriere del Mezzogiorno, 18-09-2007
Vincenzo è iscritto al liceo di Casal di Principe, mentre il suo amico («No, il mio nome non te lo dico») frequenta la ragioneria. Sono in piazza sin dall'inizio della manifestazione, in piedi, si spostano da un posto all'altro, più interessati a vedere chi c'è e chi non c'è che ad ascoltare gli interventi dal palco. Tanto loro le idee chiare ce le hanno già: «Questi parlano di lotta alla camorra, ma qui i problemi veri sono altri: il lavoro che non c'è, il cattivo esempio dato dalle forze dell'ordine», dice Vincenzo, «che spesso sono corrotte», aggiunge l'amico.
Quasi una maldestra richiesta di legalità, potrebbe sembrare, se subito dopo non arrivasse però un'altra frase a mettere in dubbio la passione civile dei due ragazzi: «È Saviano quello lì? Ancora l'hanno accidere? ». E comunque per loro «A Casale si vive bene», la camorra non si vede. Anzi, per un altro giovane, che segue la manifestazione ai margini della piazza, addirittura «La camorra e i boss non esistono: siete voi giornalisti a crearli». Anche lui il suo nome non vuole dirlo. Ha circa trent'anni, occhiali specchiati e tutta l'aria di essere il leader del gruppo, una decina di giovani, che più volte accompagna il discorso di Bertinotti con cori di ironico dissenso. «Noi siamo contro la politica. Che facciamo? Siamo imprenditori. Queste persone parlano di camorra solo per farsi pubblicità. Come Saviano, che sicuramente vorrà diventare un politico, un parlamentare». A chi obietta che per il suo impegno è anche stato minacciato dai clan replicano, «Ma quali minacce, vuole solo essere eletto deputato ».Lo stesso refrain che, durante la mattinata, consegna alla telecamera della «iena» Giulio Golia anche Nicola Schiavone, padre di Francesco, detto Sandokan, boss dei casalesi oggi in carcere: «Saviano?È solo un buffone, e probabilmente mira a entrare in politica». Ma in molti, invece, in piazza, Saviano lo difendono, e soprattutto, lo ringraziano per aver riacceso i riflettori sul tema camorra.Come Marcello e Barbara, studenti universitari, arrivati da Caserta: «Siamo qui perchè combattere la camorra è un dovere di tutti, questi temi ci interessano e pensiamo anche che ora sia il tempo di spostare l'attenzione dal ‘‘caso Saviano'' alle problematiche che il suo bellissimo libro ha sollevato».Convinta anche la partecipazione di un gruppo di pensionati, che, con amarezza, commenta la mancanza di giovani: «Qui a Casale i ragazzi sono disinteressati alla politica e alle battaglie civili, non hanno fiducia». E in effetti la piazza è gremita, ma i giovani, se si escludono gli studenti arrivati con i bus delle scuole che hanno aderito alla giornata anticlan, sono davvero pochi. Pochissimi, poi, sono di Casal di Principe, mentre la maggior parte è arrivata da fuori apposta per assistere alla manifestazione, come il folto gruppo di iscritti al circolo di Rifondazione comunista di Secondigliano: «Siamo qui per ascoltare il presidente Bertinotti e anche perché, abitando in una periferia inquinata dai clan, conosciamo bene il problema: le manifestazioni per la legalità sono importanti, purchè, però, i politici siano capaci di darvi un seguito ». È la stessa preoccupazione che turba anche Marisa Diana, cugina di don Peppino Diana, il prete assassinato tredici anni fa dalla camorra.Marisa insegna al Liceo scientifico di Casal di Principe ed è impegnata sul fronte anticlan come vicepresidente del Collegamento campano contro le camorre Gennaro Franciosi: «Cosa è cambiato in questi dodici mesi? Non molto. Dalla manifestazione del settembre scorso a oggi l'unica cosa che abbiamo riscontrato è stata una maggiore attenzione dell'assessorato regionale all'istruzione ai problemi delle nostre scuole. Per il resto — continua — credo che l'impegno dello Stato sul fronte anticlan, nonostante i buoni propositi, sia ancora insufficiente: servono interventi continui, concreti e mirati». E in prima fila, accanto alla nipote, emozionato e quasi confuso dal caldo e dalle attenzioni, siede anche Gennaro Diana, il padre del parroco ucciso dai clan, il cui testimone, Saviano, nel suo ‘‘Gomorra'', idealmente raccoglie ricordando le parole del famoso manifesto di denuncia «Per amore del mio popolo non tacerò».
Casal di principe - Roberto Saviano.
Roberto Saviano a Casal di Principe
Grande Saviano!!! Dobbiamo continuare a parlare di mafia, di camorra!!!!
Non possiamo dimenticare il "sistema" che ci attanaglia!!!
Dobbiamo combatterla rendendo tutti coscienti di questo sistema!!!!
Don Peppe disse: "Per amore del mio popolo non tacerò"....
E' un atto di amore che noi dobbiamo fare!!!!
16/09/07
La repubblica.it
CRONACA
Parla lo scrittore, che domani sarà nel suo paese con Bertinotti e Lirio AbbateSalirà sul palco e si rivolgerà ai giovani: "La politica deve ricominciare da qui"
Saviano: "Torno a Casal di Principe per dire che non c'è da avere paura"
dal nostro inviato CONCHITA SANNINO
CASAL DI PRINCIPE - "Torno a Casal di Principe per dire che non c'è da avere paura". Un anno e 800 mila copie dopo, Roberto Saviano, l'autore del caso "Gomorra", il ventottenne scrittore finito sotto scorta della Procura antimafia per aver raccontato segreti e affari dell'impero dei casalesi, è pronto al suo primo bagno di folla. Un rientro che già si annuncia teso, emozionante, gremito.
Alla vigilia della sua prima testimonianza pubblica dopo l'exploit di Gomorra, Saviano si racconta con pudore. "Nessuno si aspetti slogan morali, non mi piace parlare di legalità attingendo alla retorica del male. Torno a Casale perché Campania e Calabria sono i grandi rimossi dell'agenda nazionale. Perché la politica deve ricominciare da qui. La sinistra deve ricominciare. Daccapo. Anzi, in questo senso è ancora tutto da fare. Troppo poco è stato fatto finora".
Domani mattina a Casale, con Saviano, per l'inaugurazione dell'anno scolastico in Campania, ci saranno anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il presidente della commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione, il Movimento giovani di Locri e Lirio Abbate, il giornalista siciliano minacciato dalla mafia, insieme con l'assessore regionale all'Istruzione Corrado Gabriele, autore della lunga agenda di giornata.
Lo scrittore salirà sullo stesso palco dal quale, dodici mesi fa, incitò i ragazzi del paese dominato dall'impero criminale: "Cacciateli! Non sono di questa terra, la stuprano, la usano. Schiavone, Bidognetti, Zagaria: voi non valete niente". Era il 23 settembre, il ventesimo anniversario dell'assassinio di un giornalista coraggioso, Giancarlo Siani, e Gomorra aveva venduto 80mila copie in appena qualche mese. Ma tra la folla, quel giorno, ciondolavano anche i figli di quei padrini: per la prima volta chiamati per nome, esposti al pubblico anatema. Trafitti dalle parole, per una volta.
Ora lo scrittore Saviano, l'aria da universitario fuoricorso, è al centro di un exploit che ha superato in Italia le 800mila copie e si appresta a replicare in Europa (circa 90mila copie vendute in Germania in 10 giorni, mentre è in preparazione un tour negli Usa). Forse a 28 anni si può davvero non provare paura?
Saviano sorride, tenta di dissimulare il privato e di non prendersi sul serio: "Ci sono in Italia grandi cancri rimossi. Posti dove non la mafia e la criminalità organizzata non uccidono, non fanno rumore, non fanno una piega. Dove scorre meno sangue di anni fa, ma si decidono strategie economiche. Posti come Casal di Principe, come Platì. Posti che la politica rimuove. Bisognerebbe ascoltare le parole di Franco Roberti, procuratore aggiunto antimafia a Napoli, che chiede maggiori risorse per le indagini economiche. Mi piacerebbe che la sinistra cominciasse daccapo. Mi piacerebbe che la destra potesse riprendere quella vocazione antimafia che fu del Msi, e che in molta parte del sud riuscì ad essere riferimento e in cui si riconosceva anche Paolo Borsellino, quando provava a individuare e fermare i rapporti tra clan e politica".
Domani, avrà i ragazzi di Casal di Principe ad ascoltarlo, ragazzi come è stato lui a Casale, posto di connivenze e intrecci sì, ma anche radice di una mobilitazione antimafia che portò all'assassinio di don Peppe Diana, sacerdote ucciso il 19 marzo del 1993 dai clan locali perché aveva urlato dal pulpito contro il potere mafioso; memoria di un martire che la Chiesa ufficiale continua a onorare a metà, con malcelato imbarazzo, perché quel sacerdote coraggioso era troppo giovane, magari troppo amico di ragazze e ragazzi, troppo incline alla "politica" d'una spiritualità militante.
E' a quei ragazzi cresciuti con l'ombra dei casalesi e il mito di don Peppe che si rivolge, domani, Saviano: "Mi piacerebbe raccontargli di come ci sia un unico principio per cui vale la pena combattere i clan: il diritto alla felicità. Non mi piace andare a parlare di legalità con slogan morali. Lontani dai clan si vive meglio, pretendere che non abbiano potere significa decidere della propria esistenza. Significa non crepare nei cantieri, non essere costretti ad emigrare. Io stesso riconosco il fascino che i boss hanno, le loro vite costruite come leggende. Ma è importante riconoscere questo fascino e smontarlo. Torno a Casale per dire che non c'è da aver paura. I nomi possono essere fatti e si può raccontare, capire". Già, dopo le minacce e le tensioni, i boss non possono pensare di averlo cacciato.
"Il vaccino è comprendere. Poi ognuno deciderà come agire - spiega il giovane Roberto - Ma bisogna guardare oltre. Casal di Principe, Platì. Oggi sono queste le trincee in cui misurarsi". (16 settembre 2007)
CRONACA
Parla lo scrittore, che domani sarà nel suo paese con Bertinotti e Lirio AbbateSalirà sul palco e si rivolgerà ai giovani: "La politica deve ricominciare da qui"
Saviano: "Torno a Casal di Principe per dire che non c'è da avere paura"
dal nostro inviato CONCHITA SANNINO
CASAL DI PRINCIPE - "Torno a Casal di Principe per dire che non c'è da avere paura". Un anno e 800 mila copie dopo, Roberto Saviano, l'autore del caso "Gomorra", il ventottenne scrittore finito sotto scorta della Procura antimafia per aver raccontato segreti e affari dell'impero dei casalesi, è pronto al suo primo bagno di folla. Un rientro che già si annuncia teso, emozionante, gremito.
Alla vigilia della sua prima testimonianza pubblica dopo l'exploit di Gomorra, Saviano si racconta con pudore. "Nessuno si aspetti slogan morali, non mi piace parlare di legalità attingendo alla retorica del male. Torno a Casale perché Campania e Calabria sono i grandi rimossi dell'agenda nazionale. Perché la politica deve ricominciare da qui. La sinistra deve ricominciare. Daccapo. Anzi, in questo senso è ancora tutto da fare. Troppo poco è stato fatto finora".
Domani mattina a Casale, con Saviano, per l'inaugurazione dell'anno scolastico in Campania, ci saranno anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il presidente della commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione, il Movimento giovani di Locri e Lirio Abbate, il giornalista siciliano minacciato dalla mafia, insieme con l'assessore regionale all'Istruzione Corrado Gabriele, autore della lunga agenda di giornata.
Lo scrittore salirà sullo stesso palco dal quale, dodici mesi fa, incitò i ragazzi del paese dominato dall'impero criminale: "Cacciateli! Non sono di questa terra, la stuprano, la usano. Schiavone, Bidognetti, Zagaria: voi non valete niente". Era il 23 settembre, il ventesimo anniversario dell'assassinio di un giornalista coraggioso, Giancarlo Siani, e Gomorra aveva venduto 80mila copie in appena qualche mese. Ma tra la folla, quel giorno, ciondolavano anche i figli di quei padrini: per la prima volta chiamati per nome, esposti al pubblico anatema. Trafitti dalle parole, per una volta.
Ora lo scrittore Saviano, l'aria da universitario fuoricorso, è al centro di un exploit che ha superato in Italia le 800mila copie e si appresta a replicare in Europa (circa 90mila copie vendute in Germania in 10 giorni, mentre è in preparazione un tour negli Usa). Forse a 28 anni si può davvero non provare paura?
Saviano sorride, tenta di dissimulare il privato e di non prendersi sul serio: "Ci sono in Italia grandi cancri rimossi. Posti dove non la mafia e la criminalità organizzata non uccidono, non fanno rumore, non fanno una piega. Dove scorre meno sangue di anni fa, ma si decidono strategie economiche. Posti come Casal di Principe, come Platì. Posti che la politica rimuove. Bisognerebbe ascoltare le parole di Franco Roberti, procuratore aggiunto antimafia a Napoli, che chiede maggiori risorse per le indagini economiche. Mi piacerebbe che la sinistra cominciasse daccapo. Mi piacerebbe che la destra potesse riprendere quella vocazione antimafia che fu del Msi, e che in molta parte del sud riuscì ad essere riferimento e in cui si riconosceva anche Paolo Borsellino, quando provava a individuare e fermare i rapporti tra clan e politica".
Domani, avrà i ragazzi di Casal di Principe ad ascoltarlo, ragazzi come è stato lui a Casale, posto di connivenze e intrecci sì, ma anche radice di una mobilitazione antimafia che portò all'assassinio di don Peppe Diana, sacerdote ucciso il 19 marzo del 1993 dai clan locali perché aveva urlato dal pulpito contro il potere mafioso; memoria di un martire che la Chiesa ufficiale continua a onorare a metà, con malcelato imbarazzo, perché quel sacerdote coraggioso era troppo giovane, magari troppo amico di ragazze e ragazzi, troppo incline alla "politica" d'una spiritualità militante.
E' a quei ragazzi cresciuti con l'ombra dei casalesi e il mito di don Peppe che si rivolge, domani, Saviano: "Mi piacerebbe raccontargli di come ci sia un unico principio per cui vale la pena combattere i clan: il diritto alla felicità. Non mi piace andare a parlare di legalità con slogan morali. Lontani dai clan si vive meglio, pretendere che non abbiano potere significa decidere della propria esistenza. Significa non crepare nei cantieri, non essere costretti ad emigrare. Io stesso riconosco il fascino che i boss hanno, le loro vite costruite come leggende. Ma è importante riconoscere questo fascino e smontarlo. Torno a Casale per dire che non c'è da aver paura. I nomi possono essere fatti e si può raccontare, capire". Già, dopo le minacce e le tensioni, i boss non possono pensare di averlo cacciato.
"Il vaccino è comprendere. Poi ognuno deciderà come agire - spiega il giovane Roberto - Ma bisogna guardare oltre. Casal di Principe, Platì. Oggi sono queste le trincee in cui misurarsi". (16 settembre 2007)
12/09/07
Rifiuti nei cantieri della TAV!!!!!
Continuano a riempire la terra di rifiuti illeciti....
Chi deve controllare intasca i soldi e chiude tutte e due gli occhi, le orecchie e soprattutto il naso.....
L'incidenza dei tumori al polmone, vescica e pancreas è aumentata in maniera vertiginosa...
Stanno giocando con la nostra salute, l'unica cosa realmente nostra e che dobbiamo difendere con le unghie ed i denti....
"I pm: «Rifiuti sversati nei cantieri della Tav»
Scritto da Gianluca Abate da il Corriere del Mezzogiorno, 12-09-2007
I materiali di risulta provenienti dai lavori per la realizzazione dell'alta velocità e per l'ampliamento dell'aeroporto di Capodichino venivano «smaltiti illecitamente». Seppelliti addirittura «nei cantieri della Tav», rivela l'ultima inchiesta della Procura di Napoli. Che ieri ha sequestrato due di quei cantieri, ha eseguito nove misure cautelari che vanno dagli arresti domiciliari all'obbligo di dimora e ha messo nero su bianco le accuse in un lungo comunicato firmato dai due capi del pool ambientale Aldo De Chiara e Camillo Trapuzzano.
C'è l'elenco di tre delle trenta società sottoposte a indagini (la Tlem sas, la Iter gestione appalti spa ela Idue scarl). C'è il nome del boss della camorra Paolo Di Lauro parente di uno degli indagati (Raffaele Errichiello), anche se i clan in quest'indagine non entrano. C'è la notizia di due marescialli della guardia di finanza finiti agli arresti domiciliari. E c'è, soprattutto, una storia che racconta di rifiuti seppelliti: materiali di risulta provenienti dai lavori per la realizzazione di alcuni tratti dell'alta velocità tra Napoli e Roma e «catrame bituminoso» che hanno portato via mentre realizzavano l'ampliamento dell'aeroporto napoletano di Capodichino.I pm Antonio D'Alessio e Milena Cortigiano, titolari dell'inchiesta, nella richiesta al gip scrivono che quel catrame è «tossico». Una bomba per l'ambiente.
IL BLITZ — Nove i provvedimenti emessi dal gip Luca Semeraro nell'ambito dell'inchiesta che conta complessivamente venti indagati. Arresti domiciliari per Raffaele Errichiello e Carmine Maione (rispettivamente titolare e «amministratore di fatto» della Tlem sas), e per Michele Ponticelli e Antonio Lattuca, marescialli della guardia di finanza. Misura dell'obbligo di dimora invece per Francesco Mariottino (presidente del cda della Idue e «comproprietario» della Iter), Mauro Giannotti («cogestore» della Iter), Mario Cerbone («cogestore » della Idue), Giovanni Errichiello e Vittorio Faraone. Sequestrati anche i cantieri Tav a Caivano (lavori per sei chilometri di tratta dell'alta velocità) e ad Afragola, dove sono in corso opere di completamento sulle gallerie «Casalnuovo » e «Santa Chiara». Un decreto di perquisizione e sequestro è stato invece emesso nei confronti di un sottufficiale in congedo dei carabinieri, indagato per favoreggiamento e millantato credito per aver assicurato agli indagati un'«intercessione» presso un alto ufficiale della guardia di finanza per farsi fornire notizie sull'inchiesta: quell'ufficiale, ovviamente, non ne sapeva nulla, ed ora è parte lesa.
LO SMALTIMENTO ILLECITO — Sono tre le società citate dalla Procura. Una, la Iter, è quella che ha costituito una società consortile cui sono stati affidati in subappalto i lavori di realizzazione della linea ferroviaria dell'alta velocità su una tratta della Napoli-Roma. La seconda, la Idue, ha invece come oggetto sociale la «realizzazione delle opere di ampliamento dei piazzali di sosta aeromobile e taxiway » presso il Terminal 1 dell'aeroporto di Capodichino. La terza, la Tlem, risulta essere una società in accomandita semplice con sede a Casavatore e «formalmente autorizzata solo per attività di movimento e trasporto terra». Qual è il collegamento tra le tre società? «Un'associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti tra Napoli e Caserta», a dar credito alla storia raccontata dall'inchiesta. Una storia che, come tutte le indagini preliminari, va presa con le pinze, ché per scriverla tutta manca ancora la versione della difesa. Gli accertamenti, scrivono i due vice del procuratore Giovandomenico Lepore, «hanno dimostrato come la Idue ela Iter abbiano incaricato la ditta Tlem delle operazioni di prelievo e smaltimento di rifiuti (anche pericolosi) prodotti dalla propria attività lavorativa», cioè dalle opere realizzate per l'alta velocità e per l'ampliamento dell'aeroporto napoletano. Obiettivo delle società, «ottenere un significativo risparmio dei costi di smaltimento». Quei camion che a Capodichino «hanno avuto libero accesso per mesi» li hanno seguiti e filmati. E hanno ascoltato anche le conversazioni di chi dava gli ordini, intercettando gli indagati per un anno e mezzo. Scoprendo, così, che alla Tlem «in cambio dello smaltimento illecito hanno offerto libero accesso nei cantieri Tav al fine di utilizzare quelle aree come siti di sversamento».
LE COMPLICITA' — I cantieri della Tav non sarebbero stati «concessi » alla Tlem al solo scopo di nascondere i rifiuti prodotti da Iter e Idue. No, lì sarebbero finiti anche «rifiuti prelevati abusivamente presso numerose altre aziende del settore operanti nelle province di Napoli e Caserta ». Lì e non solo, ché la Procura ha individuato «ulteriori aree di rilevanti dimensioni destinate a discarica abusiva e sottoposte a sequestro» a Cancello Arnone, San Pietro a Patierno e Casavatore. E ancora, l'indagine rivela i futuri affari («Volevano smaltire i rifiuti prodotti dai lavori da eseguirsi nel distretto ospedaliero di Napoli e inserirsi in un traffico di rifiuti pericolosi provenienti dalla Svizzera ») e qualche presunta complicità. I due marescialli delle fiamme gialle Michele Ponticelli e Antonio Lattuca (su di loro ha indagato proprio la Finanza, il cui contributo all'inchiesta è stato «decisivo») sono indagati per corruzione e falso. È accaduto che alla Tlem era stato sequestrato (e riaffidato in custodia) un camion. Quel mezzo, invece di star fermo, continuava però a circolare. E sfortuna ha voluto che in un incidente andasse distrutto. Quando i due finanzieri sono andati nella sede della società per notificare il verbale di dissequestro dell'autocarro, avrebbero dovuto accorgersi che non c'era. E invece no, stando almeno ai pm. Hanno fatto finta di nulla, redigendo un verbale come se quel mezzo fosse sempre stato lì. La Procura dice che l'hanno fatto perché «hanno intascato somme di denaro». La difesa, c'è da crederci, avrà da raccontare tutta un'altra storia." (da www.napolionline.org)
Chi deve controllare intasca i soldi e chiude tutte e due gli occhi, le orecchie e soprattutto il naso.....
L'incidenza dei tumori al polmone, vescica e pancreas è aumentata in maniera vertiginosa...
Stanno giocando con la nostra salute, l'unica cosa realmente nostra e che dobbiamo difendere con le unghie ed i denti....
"I pm: «Rifiuti sversati nei cantieri della Tav»
Scritto da Gianluca Abate da il Corriere del Mezzogiorno, 12-09-2007
I materiali di risulta provenienti dai lavori per la realizzazione dell'alta velocità e per l'ampliamento dell'aeroporto di Capodichino venivano «smaltiti illecitamente». Seppelliti addirittura «nei cantieri della Tav», rivela l'ultima inchiesta della Procura di Napoli. Che ieri ha sequestrato due di quei cantieri, ha eseguito nove misure cautelari che vanno dagli arresti domiciliari all'obbligo di dimora e ha messo nero su bianco le accuse in un lungo comunicato firmato dai due capi del pool ambientale Aldo De Chiara e Camillo Trapuzzano.
C'è l'elenco di tre delle trenta società sottoposte a indagini (la Tlem sas, la Iter gestione appalti spa ela Idue scarl). C'è il nome del boss della camorra Paolo Di Lauro parente di uno degli indagati (Raffaele Errichiello), anche se i clan in quest'indagine non entrano. C'è la notizia di due marescialli della guardia di finanza finiti agli arresti domiciliari. E c'è, soprattutto, una storia che racconta di rifiuti seppelliti: materiali di risulta provenienti dai lavori per la realizzazione di alcuni tratti dell'alta velocità tra Napoli e Roma e «catrame bituminoso» che hanno portato via mentre realizzavano l'ampliamento dell'aeroporto napoletano di Capodichino.I pm Antonio D'Alessio e Milena Cortigiano, titolari dell'inchiesta, nella richiesta al gip scrivono che quel catrame è «tossico». Una bomba per l'ambiente.
IL BLITZ — Nove i provvedimenti emessi dal gip Luca Semeraro nell'ambito dell'inchiesta che conta complessivamente venti indagati. Arresti domiciliari per Raffaele Errichiello e Carmine Maione (rispettivamente titolare e «amministratore di fatto» della Tlem sas), e per Michele Ponticelli e Antonio Lattuca, marescialli della guardia di finanza. Misura dell'obbligo di dimora invece per Francesco Mariottino (presidente del cda della Idue e «comproprietario» della Iter), Mauro Giannotti («cogestore» della Iter), Mario Cerbone («cogestore » della Idue), Giovanni Errichiello e Vittorio Faraone. Sequestrati anche i cantieri Tav a Caivano (lavori per sei chilometri di tratta dell'alta velocità) e ad Afragola, dove sono in corso opere di completamento sulle gallerie «Casalnuovo » e «Santa Chiara». Un decreto di perquisizione e sequestro è stato invece emesso nei confronti di un sottufficiale in congedo dei carabinieri, indagato per favoreggiamento e millantato credito per aver assicurato agli indagati un'«intercessione» presso un alto ufficiale della guardia di finanza per farsi fornire notizie sull'inchiesta: quell'ufficiale, ovviamente, non ne sapeva nulla, ed ora è parte lesa.
LO SMALTIMENTO ILLECITO — Sono tre le società citate dalla Procura. Una, la Iter, è quella che ha costituito una società consortile cui sono stati affidati in subappalto i lavori di realizzazione della linea ferroviaria dell'alta velocità su una tratta della Napoli-Roma. La seconda, la Idue, ha invece come oggetto sociale la «realizzazione delle opere di ampliamento dei piazzali di sosta aeromobile e taxiway » presso il Terminal 1 dell'aeroporto di Capodichino. La terza, la Tlem, risulta essere una società in accomandita semplice con sede a Casavatore e «formalmente autorizzata solo per attività di movimento e trasporto terra». Qual è il collegamento tra le tre società? «Un'associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti tra Napoli e Caserta», a dar credito alla storia raccontata dall'inchiesta. Una storia che, come tutte le indagini preliminari, va presa con le pinze, ché per scriverla tutta manca ancora la versione della difesa. Gli accertamenti, scrivono i due vice del procuratore Giovandomenico Lepore, «hanno dimostrato come la Idue ela Iter abbiano incaricato la ditta Tlem delle operazioni di prelievo e smaltimento di rifiuti (anche pericolosi) prodotti dalla propria attività lavorativa», cioè dalle opere realizzate per l'alta velocità e per l'ampliamento dell'aeroporto napoletano. Obiettivo delle società, «ottenere un significativo risparmio dei costi di smaltimento». Quei camion che a Capodichino «hanno avuto libero accesso per mesi» li hanno seguiti e filmati. E hanno ascoltato anche le conversazioni di chi dava gli ordini, intercettando gli indagati per un anno e mezzo. Scoprendo, così, che alla Tlem «in cambio dello smaltimento illecito hanno offerto libero accesso nei cantieri Tav al fine di utilizzare quelle aree come siti di sversamento».
LE COMPLICITA' — I cantieri della Tav non sarebbero stati «concessi » alla Tlem al solo scopo di nascondere i rifiuti prodotti da Iter e Idue. No, lì sarebbero finiti anche «rifiuti prelevati abusivamente presso numerose altre aziende del settore operanti nelle province di Napoli e Caserta ». Lì e non solo, ché la Procura ha individuato «ulteriori aree di rilevanti dimensioni destinate a discarica abusiva e sottoposte a sequestro» a Cancello Arnone, San Pietro a Patierno e Casavatore. E ancora, l'indagine rivela i futuri affari («Volevano smaltire i rifiuti prodotti dai lavori da eseguirsi nel distretto ospedaliero di Napoli e inserirsi in un traffico di rifiuti pericolosi provenienti dalla Svizzera ») e qualche presunta complicità. I due marescialli delle fiamme gialle Michele Ponticelli e Antonio Lattuca (su di loro ha indagato proprio la Finanza, il cui contributo all'inchiesta è stato «decisivo») sono indagati per corruzione e falso. È accaduto che alla Tlem era stato sequestrato (e riaffidato in custodia) un camion. Quel mezzo, invece di star fermo, continuava però a circolare. E sfortuna ha voluto che in un incidente andasse distrutto. Quando i due finanzieri sono andati nella sede della società per notificare il verbale di dissequestro dell'autocarro, avrebbero dovuto accorgersi che non c'era. E invece no, stando almeno ai pm. Hanno fatto finta di nulla, redigendo un verbale come se quel mezzo fosse sempre stato lì. La Procura dice che l'hanno fatto perché «hanno intascato somme di denaro». La difesa, c'è da crederci, avrà da raccontare tutta un'altra storia." (da www.napolionline.org)
Parlamento pulito
Dal blog di Beppe Grillo!!!!!
Dopo il V-Day l'Italia non sarà più la stessa!!!!
SPERIAMO!!!!!!
"11 Settembre 2007
Aria fresca in Parlamento

articolo del Sole24ore
Il Sole 24ore ha fatto una simulazione degli effetti del disegno di legge popolare: "Parlamento Pulito". E' una giornata di primavera, si aprono le finestre, tutto sembra più fresco, leggero. Se la legge verrà approvata torneranno anche le rondini e i campeggiatori abusivi Mastella&Casini leveranno le tende.Milena Gabanelli era in piazza Maggiore, tra la gente, mi ha scritto."Caro Beppe,sabato sono arrivata tardi in piazza, ma abbastanza per godere di un avvenimento di cui avevo perso memoria. Così tanti giovani, e così partecipi di fatti che riguardano il disgraziato paese, non li vedevo da quando, proprio in questa città, ero studente, cioè dagli anni 70. Per me l'avvenimento era questo, la possibilità di coinvolgere generazioni che sembravano indifferenti a tutto, e che evidentemente non è vero. Li ho guardati farsi 40 minuti di coda per mettere la loro firma su un pezzo di carta che chiede a gente non più degna di rappresentarci di andarsene. Amo questa città, nonostante sia diventata vecchia e incapace, la amo perchè in un momento cruciale, ha aperto le porte e ha ospitato un evento scomodo e fastidioso. Per un giorno è tornata ad essere viva e ha saputo esporre il dissenso in modo pacifico e coinvolgente. Lo sanno tutti quelli che c'erano. Do atto a Cofferati (che non amo e ho sempre criticato) di aver capito che era giusto così. Avrei dovuto salire sul palco, ma non l'ho fatto perchè non è il mio posto,o forse anche per timidezza. La battaglia io la conduco in altro luogo, e con altre parole, ma è la stessa.Vorrei che chi oggi polemizza cominciasse a riflettere sull'eventualità che un giorno a trascinare centinaia di migliaia di persone in piazza potrebbe esserci qualcuno di diverso da un comico. L'allarme è partito. Sarebbe meglio prenderlo sul serio e cominciare a porre rimedio sulle cause che esaltano gli animi e uniscono così tante persone...prima che sia troppo tardi".
Milena Gabanelli"
Dopo il V-Day l'Italia non sarà più la stessa!!!!
SPERIAMO!!!!!!
"11 Settembre 2007
Aria fresca in Parlamento

articolo del Sole24ore
Il Sole 24ore ha fatto una simulazione degli effetti del disegno di legge popolare: "Parlamento Pulito". E' una giornata di primavera, si aprono le finestre, tutto sembra più fresco, leggero. Se la legge verrà approvata torneranno anche le rondini e i campeggiatori abusivi Mastella&Casini leveranno le tende.Milena Gabanelli era in piazza Maggiore, tra la gente, mi ha scritto."Caro Beppe,sabato sono arrivata tardi in piazza, ma abbastanza per godere di un avvenimento di cui avevo perso memoria. Così tanti giovani, e così partecipi di fatti che riguardano il disgraziato paese, non li vedevo da quando, proprio in questa città, ero studente, cioè dagli anni 70. Per me l'avvenimento era questo, la possibilità di coinvolgere generazioni che sembravano indifferenti a tutto, e che evidentemente non è vero. Li ho guardati farsi 40 minuti di coda per mettere la loro firma su un pezzo di carta che chiede a gente non più degna di rappresentarci di andarsene. Amo questa città, nonostante sia diventata vecchia e incapace, la amo perchè in un momento cruciale, ha aperto le porte e ha ospitato un evento scomodo e fastidioso. Per un giorno è tornata ad essere viva e ha saputo esporre il dissenso in modo pacifico e coinvolgente. Lo sanno tutti quelli che c'erano. Do atto a Cofferati (che non amo e ho sempre criticato) di aver capito che era giusto così. Avrei dovuto salire sul palco, ma non l'ho fatto perchè non è il mio posto,o forse anche per timidezza. La battaglia io la conduco in altro luogo, e con altre parole, ma è la stessa.Vorrei che chi oggi polemizza cominciasse a riflettere sull'eventualità che un giorno a trascinare centinaia di migliaia di persone in piazza potrebbe esserci qualcuno di diverso da un comico. L'allarme è partito. Sarebbe meglio prenderlo sul serio e cominciare a porre rimedio sulle cause che esaltano gli animi e uniscono così tante persone...prima che sia troppo tardi".
Milena Gabanelli"
18/07/07
Per non dimenticare
15 anni dalla strage di via D'Amelio...
« La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. »(Paolo Borsellino)
"Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene."
(Paolo Borsellino)
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Mafia
Compost cancerogeno nei campi emiliani!!!
Per coloro che sono ancora convinti che la mafia, la camorra, le associazioni a delinquere a stampo mafioso, siano solo in campania, sicilia, calabria, voglio solo dire che è arrivata l'ora di togliersi le bende dagli occhi e di pensare che la lotta a queste organizzazioni deve essere una lotta di tutta l'Italia. Non fate, come fino ad ora, finta che sia una cosa che non vi riguarda!!!!
Il "Sistema" è in tutta Italia..... Sono i nuovi imprenditori che speculano con i soldi della droga, sono i politici corrotti che danno appalti alle cosche, sono uomini spietati vestiti da imprenditori, politici, medici, avvocati, che ci stanno prendendo a poco a poco tutto quello che abbiamo....Tutta la nostra libertà!!!!
Rimbocchiamoci le maniche e gridiamo, come Peppino Impastato, che la mafia è una montagna di merda!!!!
Rifiuti, compost cancerogeno nei campi

Cinque custodie cautelari e 47 persone coinvolte. Operazione dei carabinieri in Friuli, Veneto, Toscana, Emilia e Lombardia. L'accusa: declassificavano fanghi industriali e materiali di bonifica per smaltirlo nelle discariche non autorizzate o spargerlo sulle coltivazioni / LEGAMBIENTE:«Fenomeno in crescita»
Cinque ordinanze di custodia cautelare, 11 decreti di sequestro nei confronti di altrettante società, impianti e aziende agricole e 15 decreti di perquisizione. Un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di rifiuti pericolosi è stata sgominata nella notte dai carabinieri per la tutela dell'ambiente, a conclusione di una inchiesta della Procura di Bologna.L'operazione, denominata “pseudo compost”, ha visto impegnati circa 200 carabinieri tra l'Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Toscana. I militari dell'Arma hanno scoperto che i rifiuti pericolosi, costituiti essenzialmente da terra proveniente dalla bonifica di siti inquinati e fanghi industriali, contenenti sostanze cancerogene, venivano utilizzati tra l'altro come pseudo compost da impiegare nei campi. Nell'indagine risultano coinvolte 47 persone. Le ipotesi di reato fanno riferimento a un’ associazione per delinquere, finalizzata appunto al traffico illecito di oltre 800mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi e di altri rifiuti tossico-nocivi. I materiali, fittiziamente declassificati e illecitamente miscelati con altri tipologie di rifiuti, venivano poi smaltiti in discariche non autorizzate dell'Emilia Romagna, oppure sparse su campi destinati alla coltivazione come pseudo-compost.L'attività investigativa ha così consentito di individuare l'esistenza di più flussi di attività criminose organizzate, gestite da soggetti con ampia esperienza in campo ambientale e finalizzate al traffico illecito di rifiuti. Il volume d'affari risulterebbe pari a 8 milioni di euro, mentre il valore dei beni sequestrati ammonterebbe a oltre 6 milioni di euro. 2 luglio 2007 (Tratto da http://www.lanuovaecologia.it/)
Il "Sistema" è in tutta Italia..... Sono i nuovi imprenditori che speculano con i soldi della droga, sono i politici corrotti che danno appalti alle cosche, sono uomini spietati vestiti da imprenditori, politici, medici, avvocati, che ci stanno prendendo a poco a poco tutto quello che abbiamo....Tutta la nostra libertà!!!!
Rimbocchiamoci le maniche e gridiamo, come Peppino Impastato, che la mafia è una montagna di merda!!!!
Rifiuti, compost cancerogeno nei campi

Cinque custodie cautelari e 47 persone coinvolte. Operazione dei carabinieri in Friuli, Veneto, Toscana, Emilia e Lombardia. L'accusa: declassificavano fanghi industriali e materiali di bonifica per smaltirlo nelle discariche non autorizzate o spargerlo sulle coltivazioni / LEGAMBIENTE:«Fenomeno in crescita»
Cinque ordinanze di custodia cautelare, 11 decreti di sequestro nei confronti di altrettante società, impianti e aziende agricole e 15 decreti di perquisizione. Un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di rifiuti pericolosi è stata sgominata nella notte dai carabinieri per la tutela dell'ambiente, a conclusione di una inchiesta della Procura di Bologna.L'operazione, denominata “pseudo compost”, ha visto impegnati circa 200 carabinieri tra l'Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Toscana. I militari dell'Arma hanno scoperto che i rifiuti pericolosi, costituiti essenzialmente da terra proveniente dalla bonifica di siti inquinati e fanghi industriali, contenenti sostanze cancerogene, venivano utilizzati tra l'altro come pseudo compost da impiegare nei campi. Nell'indagine risultano coinvolte 47 persone. Le ipotesi di reato fanno riferimento a un’ associazione per delinquere, finalizzata appunto al traffico illecito di oltre 800mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi e di altri rifiuti tossico-nocivi. I materiali, fittiziamente declassificati e illecitamente miscelati con altri tipologie di rifiuti, venivano poi smaltiti in discariche non autorizzate dell'Emilia Romagna, oppure sparse su campi destinati alla coltivazione come pseudo-compost.L'attività investigativa ha così consentito di individuare l'esistenza di più flussi di attività criminose organizzate, gestite da soggetti con ampia esperienza in campo ambientale e finalizzate al traffico illecito di rifiuti. Il volume d'affari risulterebbe pari a 8 milioni di euro, mentre il valore dei beni sequestrati ammonterebbe a oltre 6 milioni di euro. 2 luglio 2007 (Tratto da http://www.lanuovaecologia.it/)
16/07/07
In ricordo di Borsellino

Palermo ricorda Paolo Borsellino
Giovedi' incontri e spettacoli a 15 anni dalla strage
Giovedi' incontri e spettacoli a 15 anni dalla strage
(ANSA) - PALERMO, 16 LUG - Giovedi' a Palermo spettacoli, dibattiti e manifestazioni per ricordare Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio del 1992 con cinque agenti. Saranno presenti artisti ma anche rappresentati della istituzioni come il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il sindaco di Roma, Walter Veltroni. La manifestazione, 'Legami di memoria', e' organizzata da Arci, Acli Palermo, associazioni 'I ragazzi di Paolo' e 'Piera Cutino', Agesci, comitato Addio Pizzo e comitato 19 Luglio.
In memoria di uno dei grandi uomini, che ha cercato di cambiare le cose e per questo è stato ucciso.... Ma questi uomini sono capaci di portare il loro messaggio oltre la morte....
« La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. »
(Paolo Borsellino)
13/07/07
Qualcuno dice che l'immondizia...
Qualcuno dice che la colpa è di Bassolino e soci (vedi video sotto)!!!!
Qualcuno dice che la colpa è delle persone che non voglio far aprire le discariche sotto le proprie case!!!!
Qualcuno dice che la colpa è della camorra!!!!
Qualcuno dice che Bertolaso è incompetente!!!
Qualcuno dice che Bassolino è un camorrista!!!
Qualcuno dice che è tutto un sistema di camorra!!!
Qualcuno dice che questa è solo la punta di un iceberg!!!!
Qualcuno dice che ci hanno infestato tutte le campagne con gli scarichi industriali del nord!!!
Qualcunp dice che ci stanno cancerizzando!!!!!
Qualcuno dice che tutto questo lo stiamo pagando sulla nostra salute!!!!
Qualcuno dice che il belpaese in realtà fa schifo!!!!
Qualcuno dice che in campania c'è una dittatura di sinistra!!!
Qualcuno dice che sotto sotto comanda la destra in campania!!!
Qualcuno dice che in campania regna il clientelismo!!!
Qualcuno dice.....
Qualcuno dice che ....... forse tutti hanno ragione!!!!
E voi cosa dite?
FOX NEWS/L'inviata: «Come fanno i campani a sopportare i rifiuti?»
Scritto da Stefano Marcucci da il Corriere del Mezzogiorno
venerdì 13 luglio 2007
Courtney Walsh, giornalista americana di canale Fox News, residente a Roma, ha visitato ieri Napoli per toccare con mano la questione dei rifiuti e l'attendibilità dell'allarme lanciato dalla sua ambasciata sui rischi che turisti e residenti corrono nel venire a contatto con i cumuli di immondizia. Una breve ricognizione in città e provincia durata dalle 10,30, ora del suo arrivo alle 19, quando è ripartita alla volta della capitale. Noi l'abbiamo raggiunta telefonicamente e le abbiamo chiesto le sue impressioni.
«Siamo stati a Pozzuoli, dove il problema esiste ancora , abbiamo visto il personale intento a pulire, l'odore di spazzatura era molto intenso. Poi a Giugliano abbiamo filmato le ecoballe da smaltire, anche lì l'impatto è stato fortissimo. Pozzuoli è un posto bellissimo, è un peccato che sia ridotta così. Per quanto riguarda il centro di Napoli, la situazione sembra risolta, ma c'è ancora cattivo odore. Siamo stati a Mergellina, incantevole. Ma proprio per questo mi chiedo come si faccia a voler trasformare luoghi del genere in discariche e come faccia l'intera comunità a sopportare che questo stato di cose duri da anni. L'immondizia sarà anche un business, ma il turismo e il patrimonio artistico e naturale lo sono anche di più».
Ha avuto modo di parlare con gli amministratori?
«Non siamo riusciti a parlare col prefetto Pansa, che pure si è dimostrato molto disponibile, per problemi di tempo, abbiamo invece parlato con il responsabile dell'uffico stampa Stefano Porro, che ci è stato utilissimo fornendoci ogni genere di chiarimenti. Abbiamo apprezzato questa disponibilità, non solo dell'amministrazione, ma di tutta la cittadinanza. A Pozzuoli la gente che incontravamo per strada ci indicava dove filmare».
Lei ritiene che al momento esista un rischio per i turisti?
«Per i turisti, che di solito si fermano per periodi molto brevi, no, non credo che esistano rischi reali, ma per i residenti, per la gente che vive lì, sì. Non solo per i rifiuti, l'inquinamento, in generale è fortissimo, ho visto il traffico sulla strada per l'aereoporto: tremendo».
Questo succede un po' in tutto il mondo…
«Però questo stride moltissimo con l'immagine da Grand Tour che si ha all'estero dell'Italia, dove tutto si suppone essere arte e natura».
Pensa allora che l'allarme lanciato dalla sua ambasciata sia giustificato?
«Sì e no. Sì, in quanto è una comunicazione di routine, che forse è stata un po' gonfiata dalla stampa italiana e sicuramente strumentalizzata dall'opposizione politica. No, perché intempestiva, il picco dell'emergenza è stato, se non sbaglio, in maggio».
Ma il comunicato dell'ambasciata era diretto ai turisti.
«Credo che sia stato interpretato male, penso che i principali destinatari dell'avviso siano gli americani residenti».
Alcuni americani illustri, presenti in questi giorni a Napoli e intervistati da questo giornale, sono stati più categorici: Chuck Palahniuk ha definito l'allarme semplicemente ridicolo.
«Forse Palahniuk è rimasto nelle zone del centro o in quelle più tutelate, ma se vai in periferia ti rendi conto che non è poi così ridicolo. Io ho amici che vivono in Campania, alcuni mi hanno detto di non avere mai avuto problemi, altri hanno l'immondizia sotto la finestra ».
Lei si sentirebbe di consigliare ad un amico una visita a Napoli?
«Al momento sì, ma qualche settimana fa certamente no. Io trovo Napoli stupenda, quello che fa male è vedere tanto potenziale sprecato. Penso anche ai liquami tossici scaricati nelle campagne. Da oggi farò molta attenzione ai prodotti alimentari provenienti dalla Campania, prodotti di cui prima mi fidavo ciecamente ».
Io ho mangiato mozzarella di bufala a pranzo sulla mia pizza, crede che abbia fatto un grave errore?
«No (ride) spero di no…».
Quando uscirà il suo servizio?
«È un servizio breve, della durata di un minuto e mezzo, la Fox dovrebbe trasmetterlo nel fine settimana ». (tratto da http://www.napolionline.org/)
Qualcuno dice che la colpa è delle persone che non voglio far aprire le discariche sotto le proprie case!!!!
Qualcuno dice che la colpa è della camorra!!!!
Qualcuno dice che Bertolaso è incompetente!!!
Qualcuno dice che Bassolino è un camorrista!!!
Qualcuno dice che è tutto un sistema di camorra!!!
Qualcuno dice che questa è solo la punta di un iceberg!!!!
Qualcuno dice che ci hanno infestato tutte le campagne con gli scarichi industriali del nord!!!
Qualcunp dice che ci stanno cancerizzando!!!!!
Qualcuno dice che tutto questo lo stiamo pagando sulla nostra salute!!!!
Qualcuno dice che il belpaese in realtà fa schifo!!!!
Qualcuno dice che in campania c'è una dittatura di sinistra!!!
Qualcuno dice che sotto sotto comanda la destra in campania!!!
Qualcuno dice che in campania regna il clientelismo!!!
Qualcuno dice.....
Qualcuno dice che ....... forse tutti hanno ragione!!!!
E voi cosa dite?
FOX NEWS/L'inviata: «Come fanno i campani a sopportare i rifiuti?»
Scritto da Stefano Marcucci da il Corriere del Mezzogiorno
venerdì 13 luglio 2007
Courtney Walsh, giornalista americana di canale Fox News, residente a Roma, ha visitato ieri Napoli per toccare con mano la questione dei rifiuti e l'attendibilità dell'allarme lanciato dalla sua ambasciata sui rischi che turisti e residenti corrono nel venire a contatto con i cumuli di immondizia. Una breve ricognizione in città e provincia durata dalle 10,30, ora del suo arrivo alle 19, quando è ripartita alla volta della capitale. Noi l'abbiamo raggiunta telefonicamente e le abbiamo chiesto le sue impressioni.
«Siamo stati a Pozzuoli, dove il problema esiste ancora , abbiamo visto il personale intento a pulire, l'odore di spazzatura era molto intenso. Poi a Giugliano abbiamo filmato le ecoballe da smaltire, anche lì l'impatto è stato fortissimo. Pozzuoli è un posto bellissimo, è un peccato che sia ridotta così. Per quanto riguarda il centro di Napoli, la situazione sembra risolta, ma c'è ancora cattivo odore. Siamo stati a Mergellina, incantevole. Ma proprio per questo mi chiedo come si faccia a voler trasformare luoghi del genere in discariche e come faccia l'intera comunità a sopportare che questo stato di cose duri da anni. L'immondizia sarà anche un business, ma il turismo e il patrimonio artistico e naturale lo sono anche di più».
Ha avuto modo di parlare con gli amministratori?
«Non siamo riusciti a parlare col prefetto Pansa, che pure si è dimostrato molto disponibile, per problemi di tempo, abbiamo invece parlato con il responsabile dell'uffico stampa Stefano Porro, che ci è stato utilissimo fornendoci ogni genere di chiarimenti. Abbiamo apprezzato questa disponibilità, non solo dell'amministrazione, ma di tutta la cittadinanza. A Pozzuoli la gente che incontravamo per strada ci indicava dove filmare».
Lei ritiene che al momento esista un rischio per i turisti?
«Per i turisti, che di solito si fermano per periodi molto brevi, no, non credo che esistano rischi reali, ma per i residenti, per la gente che vive lì, sì. Non solo per i rifiuti, l'inquinamento, in generale è fortissimo, ho visto il traffico sulla strada per l'aereoporto: tremendo».
Questo succede un po' in tutto il mondo…
«Però questo stride moltissimo con l'immagine da Grand Tour che si ha all'estero dell'Italia, dove tutto si suppone essere arte e natura».
Pensa allora che l'allarme lanciato dalla sua ambasciata sia giustificato?
«Sì e no. Sì, in quanto è una comunicazione di routine, che forse è stata un po' gonfiata dalla stampa italiana e sicuramente strumentalizzata dall'opposizione politica. No, perché intempestiva, il picco dell'emergenza è stato, se non sbaglio, in maggio».
Ma il comunicato dell'ambasciata era diretto ai turisti.
«Credo che sia stato interpretato male, penso che i principali destinatari dell'avviso siano gli americani residenti».
Alcuni americani illustri, presenti in questi giorni a Napoli e intervistati da questo giornale, sono stati più categorici: Chuck Palahniuk ha definito l'allarme semplicemente ridicolo.
«Forse Palahniuk è rimasto nelle zone del centro o in quelle più tutelate, ma se vai in periferia ti rendi conto che non è poi così ridicolo. Io ho amici che vivono in Campania, alcuni mi hanno detto di non avere mai avuto problemi, altri hanno l'immondizia sotto la finestra ».
Lei si sentirebbe di consigliare ad un amico una visita a Napoli?
«Al momento sì, ma qualche settimana fa certamente no. Io trovo Napoli stupenda, quello che fa male è vedere tanto potenziale sprecato. Penso anche ai liquami tossici scaricati nelle campagne. Da oggi farò molta attenzione ai prodotti alimentari provenienti dalla Campania, prodotti di cui prima mi fidavo ciecamente ».
Io ho mangiato mozzarella di bufala a pranzo sulla mia pizza, crede che abbia fatto un grave errore?
«No (ride) spero di no…».
Quando uscirà il suo servizio?
«È un servizio breve, della durata di un minuto e mezzo, la Fox dovrebbe trasmetterlo nel fine settimana ». (tratto da http://www.napolionline.org/)
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03/07/07
Rifiutiamo gli inceneritori!!!
RIFIUTI/I record della differenziata e il caso Campania
Scritto da Antonio Marfella*
martedì 03 luglio 2007
Il falso mito che lo sfascio nel ciclo integrato dei rifiuti in Campania sia dovuto alla carenza di impianti di incenerimento si scontra con la cruda realtà ed evidenza dei fatti rispetto a ciò che avviene in Italia e nel resto del Mondo. Il non avere ancora impianti di incenerimento in Campania non deriva infatti dalle opposizioni delle popolazioni, ovviamente ben contrarie a ricevere impianti altamente inquinanti, ma dalla assoluta scelleratezza con cui si continua a pensare, progettare e quindi a non realizzare mega-impianti spropositatamente grandi, e quindi difficili da costruire e fare funzionare correttamente senza inquinare, rispetto al reale fabbisogno. In tutta Europa e anche in Italia la portata media degli impianti di incenerimento è di circa 90.000 tonnellate/anno.
Sono cioè impianti proporzionati al reale fabbisogno di completare a valle un ciclo virtuoso dei rifiuti che inizia a monte con una quota non inferiore al 40% di raccolta differenziata e riciclo (specie degli imballaggi e della carta) ed al 30% di compostaggio della frazione umida, che non può certo essere bruciata per non abbassare eccessivamente il potere calorifico del cosiddetto CDR (combustibile da rifiuto) ed evitare alla fonte (e non con ulteriori costosi impianti di filtro sempre di dubbia efficacia) la possibile produzione di diossine ed altri inquinanti.Da noi invece si pensa ancora, con nefasta pervicacia, di costruire tre mega-inceneritori, due da 750.000 tonnellate/anno (Acerra e S. Maria La Fossa) ed uno da 450.000 tonnellate/anno (Salerno), che messi insieme potrebbero incenerire non meno di 2 milioni di tonnellate di rifiuti/anno, che è cifra pari all’incirca alla intera produzione di rifiuti annua ed indifferenziata di tutta la Regione Campania, con una produzione prevista di non meno del 30% di ceneri tossiche (circa 600.000 tonnellate l’anno : “nulla si crea e nulla si distrugge”) che in ogni caso sarebbe difficile smaltire poi in discariche legali.Sulla base dei dati contenuti nel vostro articolo, con semplice calcolo, confermando quanto ripetutamente affermato da tutti i commissari e vice-commissari che si sono succeduti nel compito (che sembra utopia da noi) della raccolta differenziata in Campania (: “se si facesse la raccolta differenziata ad almeno il 40% non ci sarebbe bisogno dei mega impianti di incenerimento ma al massimo di qualche piccolo “bruciatore” da 150.000 tonnellate/anno”) si evince infatti che:a) se ci comportassimo come i cittadini di Prato, che non sono marziani, (174 kg di carta raccolta) (e si ricorda che in Campania, come a Prato, gran parte del materiale cartaceo proviene dagli imballaggi che in Campania sono certamente in quantità maggiori) si recupererebbe non meno di 1 milione di tonnellate l’anno di rifiuti, grazie al riciclo, per una quantità pari a circa il 44% del totale annuo. Grosso modo, tale percentuale corrisponde bene a quanto ognuno di noi può vedere costituire carta ed imballaggi nei cumuli di rifiuti che ormai seppelliscono le nostre abitazioni e le nostre strade;b) se ci limitassimo a raggiungere le quote di Milano ( 68 Kg a testa, circa il 20% del totale) saremmo comunque a circa 400.000 tonnellate l’anno, potendo cosi con certezza rispedire al mittente almeno il mega-inceneritore di Salerno, con buona pace del sindaco De Luca ;c) se realizzassimo invece almeno il 30% del riciclo del nostro totale di imballaggi e carta , saremmo a circa 650.000 tonnellate/anno ( sono circa 112 kg pro capite), e potremmo allora risparmiare almeno alla martoriata Acerra l’ennesimo insulto di un mega inceneritore (il più grande di Europa) in una terra già devastata dal cancro dovuto alla diossina di importazione dai rifiuti tossici del nord.Sono cifre normali, nulla di eccezionale da raggiungere in una organizzazione sociale con un minimo di efficienza, come ormai si vede in tutto il mondo civile.Pensare invece di risolvere il problema , come pure si sente ripetutamente in giro, solo con la realizzazione di mega impianti di incenerimento (Acerra, S. Maria La Fossa, Salerno) senza volere accettare di darsi da fare, senza se e senza ma, prioritariamente a fare partire almeno il 40% di differenziata, specie per carta ed imballaggi, plastica, vetro, batterie, pile e metalli, significa solo perdere posti di lavoro onesti, sprecare energia e disperdere ricchezza incenerendo materiale che potrebbe arricchire (poco) molte persone, e senza alcun rispetto almeno del principio di precauzione a tutela della salute pubblica delle popolazioni che dovrebbero ospitare mega-impianti comunque obsoleti ed inquinanti. E’ fin troppo ovvio, a questo punto, dedurre che anche nella emergenza attuale, per risolverla si sta pensando, in totale contrasto con quanto avviene oggi in tutta Italia, in Europa e nel Mondo, ed in dispregio evidente di tutte le convenzioni internazionali e del Protocollo di Kyoto, solo a realizzare mega-impianti che permetteranno di arricchire (molto) solo poche persone e i loro finanziatori, ma mettendo comunque in serio dubbio, se non pericolo, la tutela della salute di tutti, e bruciando una consistente ricchezza che potrebbe essere invece ridistribuita tra molti .In conclusione, come ripetutamente ribadito da tutti i commissari per la raccolta differenziata, nominati ed immediatamente “dimissionati”, se in Campania (e a Napoli in particolare) si facesse almeno il 40% di raccolta differenziata, come ormai dovunque, dei mega-inceneritori proposti da 2 milioni di tonnellate/anno complessivi, per bruciare di tutto e di più, non rimarrebbe che la eventuale necessità di piccoli e sicuri “caminetti”, come infatti avviene in tutto il mondo civile ! Le indagini della Magistratura, ma non ancora il buon senso dei cittadini tutti, degli imprenditori e dei politici, chiaramente indicano solo nella voracità illegale di ditte appaltatrici, finanziate con denaro pubblico, l’unico vero motivo “tecnico” per la costruzione di mega-inceneritori di “rifiuti tal quale”, giustificandosi dietro la falsa incapacità “genetica” dei napoletani alla raccolta differenziata.Il decisionismo spiccato che si riscontra invece da parte di alcuni amministratori verso la costruzione di mega-impianti, se fosse indirizzato con le medesima veemenza verso la raccolta differenziata, come in tutto il mondo, suonerebbe meno “stonato” in questo disastro provocato da una totale mancanza di vera capacità di programmazione e di controllo da parte della medesima classe di amministratori.Ed analogo discorso vale pure per le mega-discariche, oggi del tutto esaurite per eccesso di rifiuti tal quale da scaricare! Rivolgo quindi un accorato appello alla coscienza di ognuno di noi per le necessarie risposte politiche e civili e per il conseguente impegno a cambiare questo insostenibile stato di cose.
* Tossicologo Oncologo - Difensore civico Assise di Palazzo Marigliano
Scritto da Antonio Marfella*
martedì 03 luglio 2007
Il falso mito che lo sfascio nel ciclo integrato dei rifiuti in Campania sia dovuto alla carenza di impianti di incenerimento si scontra con la cruda realtà ed evidenza dei fatti rispetto a ciò che avviene in Italia e nel resto del Mondo. Il non avere ancora impianti di incenerimento in Campania non deriva infatti dalle opposizioni delle popolazioni, ovviamente ben contrarie a ricevere impianti altamente inquinanti, ma dalla assoluta scelleratezza con cui si continua a pensare, progettare e quindi a non realizzare mega-impianti spropositatamente grandi, e quindi difficili da costruire e fare funzionare correttamente senza inquinare, rispetto al reale fabbisogno. In tutta Europa e anche in Italia la portata media degli impianti di incenerimento è di circa 90.000 tonnellate/anno.
Sono cioè impianti proporzionati al reale fabbisogno di completare a valle un ciclo virtuoso dei rifiuti che inizia a monte con una quota non inferiore al 40% di raccolta differenziata e riciclo (specie degli imballaggi e della carta) ed al 30% di compostaggio della frazione umida, che non può certo essere bruciata per non abbassare eccessivamente il potere calorifico del cosiddetto CDR (combustibile da rifiuto) ed evitare alla fonte (e non con ulteriori costosi impianti di filtro sempre di dubbia efficacia) la possibile produzione di diossine ed altri inquinanti.Da noi invece si pensa ancora, con nefasta pervicacia, di costruire tre mega-inceneritori, due da 750.000 tonnellate/anno (Acerra e S. Maria La Fossa) ed uno da 450.000 tonnellate/anno (Salerno), che messi insieme potrebbero incenerire non meno di 2 milioni di tonnellate di rifiuti/anno, che è cifra pari all’incirca alla intera produzione di rifiuti annua ed indifferenziata di tutta la Regione Campania, con una produzione prevista di non meno del 30% di ceneri tossiche (circa 600.000 tonnellate l’anno : “nulla si crea e nulla si distrugge”) che in ogni caso sarebbe difficile smaltire poi in discariche legali.Sulla base dei dati contenuti nel vostro articolo, con semplice calcolo, confermando quanto ripetutamente affermato da tutti i commissari e vice-commissari che si sono succeduti nel compito (che sembra utopia da noi) della raccolta differenziata in Campania (: “se si facesse la raccolta differenziata ad almeno il 40% non ci sarebbe bisogno dei mega impianti di incenerimento ma al massimo di qualche piccolo “bruciatore” da 150.000 tonnellate/anno”) si evince infatti che:a) se ci comportassimo come i cittadini di Prato, che non sono marziani, (174 kg di carta raccolta) (e si ricorda che in Campania, come a Prato, gran parte del materiale cartaceo proviene dagli imballaggi che in Campania sono certamente in quantità maggiori) si recupererebbe non meno di 1 milione di tonnellate l’anno di rifiuti, grazie al riciclo, per una quantità pari a circa il 44% del totale annuo. Grosso modo, tale percentuale corrisponde bene a quanto ognuno di noi può vedere costituire carta ed imballaggi nei cumuli di rifiuti che ormai seppelliscono le nostre abitazioni e le nostre strade;b) se ci limitassimo a raggiungere le quote di Milano ( 68 Kg a testa, circa il 20% del totale) saremmo comunque a circa 400.000 tonnellate l’anno, potendo cosi con certezza rispedire al mittente almeno il mega-inceneritore di Salerno, con buona pace del sindaco De Luca ;c) se realizzassimo invece almeno il 30% del riciclo del nostro totale di imballaggi e carta , saremmo a circa 650.000 tonnellate/anno ( sono circa 112 kg pro capite), e potremmo allora risparmiare almeno alla martoriata Acerra l’ennesimo insulto di un mega inceneritore (il più grande di Europa) in una terra già devastata dal cancro dovuto alla diossina di importazione dai rifiuti tossici del nord.Sono cifre normali, nulla di eccezionale da raggiungere in una organizzazione sociale con un minimo di efficienza, come ormai si vede in tutto il mondo civile.Pensare invece di risolvere il problema , come pure si sente ripetutamente in giro, solo con la realizzazione di mega impianti di incenerimento (Acerra, S. Maria La Fossa, Salerno) senza volere accettare di darsi da fare, senza se e senza ma, prioritariamente a fare partire almeno il 40% di differenziata, specie per carta ed imballaggi, plastica, vetro, batterie, pile e metalli, significa solo perdere posti di lavoro onesti, sprecare energia e disperdere ricchezza incenerendo materiale che potrebbe arricchire (poco) molte persone, e senza alcun rispetto almeno del principio di precauzione a tutela della salute pubblica delle popolazioni che dovrebbero ospitare mega-impianti comunque obsoleti ed inquinanti. E’ fin troppo ovvio, a questo punto, dedurre che anche nella emergenza attuale, per risolverla si sta pensando, in totale contrasto con quanto avviene oggi in tutta Italia, in Europa e nel Mondo, ed in dispregio evidente di tutte le convenzioni internazionali e del Protocollo di Kyoto, solo a realizzare mega-impianti che permetteranno di arricchire (molto) solo poche persone e i loro finanziatori, ma mettendo comunque in serio dubbio, se non pericolo, la tutela della salute di tutti, e bruciando una consistente ricchezza che potrebbe essere invece ridistribuita tra molti .In conclusione, come ripetutamente ribadito da tutti i commissari per la raccolta differenziata, nominati ed immediatamente “dimissionati”, se in Campania (e a Napoli in particolare) si facesse almeno il 40% di raccolta differenziata, come ormai dovunque, dei mega-inceneritori proposti da 2 milioni di tonnellate/anno complessivi, per bruciare di tutto e di più, non rimarrebbe che la eventuale necessità di piccoli e sicuri “caminetti”, come infatti avviene in tutto il mondo civile ! Le indagini della Magistratura, ma non ancora il buon senso dei cittadini tutti, degli imprenditori e dei politici, chiaramente indicano solo nella voracità illegale di ditte appaltatrici, finanziate con denaro pubblico, l’unico vero motivo “tecnico” per la costruzione di mega-inceneritori di “rifiuti tal quale”, giustificandosi dietro la falsa incapacità “genetica” dei napoletani alla raccolta differenziata.Il decisionismo spiccato che si riscontra invece da parte di alcuni amministratori verso la costruzione di mega-impianti, se fosse indirizzato con le medesima veemenza verso la raccolta differenziata, come in tutto il mondo, suonerebbe meno “stonato” in questo disastro provocato da una totale mancanza di vera capacità di programmazione e di controllo da parte della medesima classe di amministratori.Ed analogo discorso vale pure per le mega-discariche, oggi del tutto esaurite per eccesso di rifiuti tal quale da scaricare! Rivolgo quindi un accorato appello alla coscienza di ognuno di noi per le necessarie risposte politiche e civili e per il conseguente impegno a cambiare questo insostenibile stato di cose.
* Tossicologo Oncologo - Difensore civico Assise di Palazzo Marigliano
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