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05/04/07

Camorra e rifiuti!!!

Mi secca dire l'avevo detto!!! Per chi ha ancora dubbi sulla collusione tra camorra e regione Campania, ecco a voi...

RIFIUTI/Arrestato il vice di Bertolaso

Scritto da Titti Beneduce da il Corriere del Mezzogiorno
mercoledì 04 aprile 2007


I casalesi spremevano denaro dai rifiuti, grazie a complicità eccellenti: tra quelli che glielo consentivano, secondo l'accusa, c'era Claudio De Biasio, ex direttore del Consorzio di bacino Caserta 4 e oggi subcommissario ai rifiuti con delega agli impianti. De Biasio è una delle otto persone arrestate ieri dalla Guardia di Finanza, che ha eseguito ordinanze di custodia emesse su richiesta dei pm della Dda Raffaele Cantone e Alessandro Milita.
Come Giuseppe Valente, ex presidente del Consorzio Caserta 4, è accusato di truffa aggravata e ha ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari. Il fatto che De Biasio sia stato nominato subcommissario ai rifiuti è stato criticato, durante una conferenza stampa, dal procuratore aggiunto Franco Roberti, coordinatore della Dda, che ha parlato di «commistione tra controllori e controllati».Le accuse principali contestate dai pm riguardano, oltre alla truffa ai danni dello Stato, l'aver agevolato interessi patrimoniali di due clan: oltre ai casalesi, i La Torre di Mondragone. Le indagini, portate a termine dalle tenenza della Guardia di Finanza di Mondragone, si sono avvalse della collaborazione di alcuni pentiti di camorra e hanno messo in luce in primo luogo gli accordi tra i fratelli Michele e Sergio Orsi (esponenti dei Ds, a loro volta arrestati) e i vertici del clan dei casalesi.Questi avrebbero ricevuto cospicue somme di denaro in proporzione all'ammontare dei profitti ricavati dall'attività della Eco 4, società controllata dai fratelli Orsi alla quale è affidato il servizio di raccolta dei rifiuti in 18 Comuni del Casertano. Nel corso di una telefonata intercettata dalla Guardia di Finanza, Michele Orsi parla con una persona che non è indagata di Claudio De Biasio: «È uno dei nostri — dice — stiamo facendo di tutto per farlo nominare». La nomina, più tardi, è arrivata.La truffa contestata agli indagati è stata realizzata in parte con false fatturazioni atte a creare fittizie situazioni debitorie del consorzio Caserta 4 a vantaggio della società dei fratelli Orsi, per un valore di 905.000 euro. Gli inquirenti hanno accertato inoltre l'esistenza di società fittizie, la vendita simulata di azioni, una serie di irregolarità per eludere l'eventuale rifiuto della certificazione antimafia, la stipula di plurime alienazioni di azioni per un corrispettivo di 9.100.000 euro. I magistrati hanno disposto anche il sequestro di immo bili e di quote societarie a carico di diversi indagati. Nell'inchiesta sono contestati anche due episodi corruttivi attribuiti a Michele Orsi: uno per l'ottenimento della certificazione antimafia, in cui è coinvolto un funzionario dell'ispettorato del lavoro di Caserta, componente del gruppo ispettivo antimafia istituito in prefettura, e l'altro relativo al rilascio del rinnovo del porto d'armi, ottenuto grazie a un ispettore di polizia in servizio alla questura di Caserta. Secondo l'accusa, inoltre, vi sarebbe stato un patto tra gli amministratori della Eco 4 e la criminalità organizzata di Mondragone, alla quale veniva versata una tangente periodica di 15.000 euro mensili per poter svolgere l'attività nel territorio controllato dal clan. Le ordinanze di custodia in carcere sono state emesse, oltre che nei confronti di Sergio e Michele Orsi, degli esponenti del clan dei Mondragonesi Augusto La Torre, Giuseppe Fragnoli, Giacomo Fragnoli, Vincenzo Filoso, Gennaro Sorrentino, Giuseppe Filoso, nonché di Giuseppe Diana e Gennaro Fiorentino, titolari di una impresa di commercializzazione del gas.Sulla vicenda è intervenuto il presidente regionale di Legambiente, Michele Buonomo: «Gli arresti di oggi rappresentano la faccia reale di quello che abbiamo iniziato a denunciare nel lontano 1994, l'ecomafia che nasce e prospera nella nostra regione sempre più trasformata in un vero e proprio laboratorio nazionale degli accordi corruttivo — collusivi e delle convivenze perverse tra politica, affari e criminalità. È un segmento di mercato denuncia Legambiente che muove oltre 600 milioni di euro ogni anno e che dal 2002 ha visto l'arresto di oltre 130 persone, circa 200 denunce e 90 aziende coinvolte. Sullo sfondo di quella che può essere definita una vera e propria holding criminale — prosegue Buonomo — c'è ancora una volta una pubblica amministrazione disattenta ed inefficiente nell'attività di controllo e prevenzione».

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