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16/10/07

Staccare la spina????

Questo è un argomento molto complicato e difficile da affrontare!!!! Il tema è la vita, e su questo tema non si può dire o fare cose affrettate o che non siano state pesate e confrontate con tutte le situazioni possibili!!!! Io, personalmente, non riesco ad essere categorico e dire si deve o non si deve fare!!!! Secondo me non è questo il punto!!! Ogni caso è un caso a parte e come tale va considerato singolarmente!!!! Bisogna solo lasciare che tutti (cattolici, laici, atei, ecc.) possano confrontarsi su questo tema e che il confronto non sia uno scontro, un muro contro muro (ad esempio il referendum sull'aborto) ma una messa insieme di principi morali ed etici, comuni a tutti, che guidino le decisioni da prendere in ogni singolo caso!!!!
Questa è solo una opinione personale!!!! Voi che ne pensate?????

Tratto da www.repubblica.it

CRONACA
La ragazza è in coma da 15 anni, il padre aveva denunciato l'accanimento
"Con la sentenza di oggi finalmente un sussulto di umanità e libertà"


Cassazione, nuovo processo per Eluana
"Ecco quando si può staccare la spina"


I paletti dei giudici: coma vegetativo e chiara volontà del malato
La Cei ribadisce la contrarietà della Chiesa: "La vita va difesa sempre, fino alla fine"


ROMA - La Corte di Cassazione ha disposto un nuovo processo per il caso di Eluana Englaro, la ragazza in coma da 15 anni e per la quale il padre chiede la sospensione dell'alimentazione artificiale. Ribaltando la richiesta del sostituto procuratore generale della Cassazione Giacomo Caliendo che aveva chiesto il rigetto del ricorso presentato dal padre della ragazza.

E' "un sussulto di umanità e di libertà verso una vittima sacrificale del codice deontologico dei medici e della legge", ha commentato con sollievo Beppino Englaro, il papà di Eluana.

Ora a decidere sarà sempre la Corte d'appello di Milano, ma una diversa sezione rispetto a quella che si è pronunciata per il no al distacco del sondino alla ragazza.

La Corte ha deciso che il giudice può, su istanza del tutore, autorizzare l'interruzione soltanto in presenza di due circostanze concorrenti: che sia provata come irreversibile la condizione di stato vegetativo e che sia accertato che il convincimento etico di Eluana avrebbe portato a tale decisione se lei fosse stata in grado di scegliere di non continuare il trattamento.

"Ove l'uno o l'altro presupposto non sussista, il giudice deve negare l'autorizzazione - sottolinea ancora la Cassazione - dovendo allora essere data incondizionata prevalenza al diritto alla vita, indipendentemente dal grado di salute, di autonomia e di capacità di intendere e di volere del soggetto interessato e dalla percezione, che altri possano avere, della qualità della vita stessa".

A rendere l'importanza del pronunciamento dell'Alta Corte sono le parole del legale di Beppino Englaro, il padre di Eluana, l'avvocato Vittorio Angiolini. "La Cassazione - ha chiarito - ha messo un bel paletto a tutela di chi si trova nelle condizioni di Eluana: quelle di chi ha avuto un trauma grave non superato con la rianimazione e che, in base alle sue convinzioni, mai avrebbe voluto essere mantenuto in vita in uno stato vegetativo. La Suprema Corte, con una decisione apripista, fissa le condizioni alle quali il giudice può e deve ordinare lo stop alla somministrazione di trattamenti sanitari nei confronti di chi non è più in grado di esprimere la propria volontà".

Una scelta che ribalta una sentenza pronunciata appena due anni fa, quando la Cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso del padre della ragazza, che chiedeva il distacco delle macchine che tengono in vita la ragazza in stato di coma vegetativo. Adesso questa nuova pronuncia potrebbe cambiare le cose.

Il pronunciamento dell'Alta corte ha inevitabilmente riaperto il dibattito sull'eutanasia, riproponendo gli schieramenti favorevoli e contrari. La chiesa cattolica, per bocca di monsignor Betori, segretario della Conferenza episcopale italiana, ha ricordato la sua ferma contrarietà: "Noi vescovi ribadiamo la difesa della vita sempre, fino alla sua naturale conclusione e il riconoscimento dell'idratazione indotta come diritto della persona alla vita e non come accanimento terapeutico".

Soddisfatta del verdetto della Cassazione sul caso di Eluana, è invece Mina Welby, la vedova di Piergiorgio Welby, il malato terminale al centro lo scorso anno di un lungo caso. A suo avviso "rappresenta un nuova importante vittoria nella battaglia per riaffermare la volontà di chi non è più capace di esprimersi e lo fa attraverso un tutore che in questo caso è il padre della giovane". "Non parlerei di evento storico - ha aggiunto - ma mi auguro che questo pronunciamento possa essere un aiuto, affinché il Parlamento affronti con concretezza il tema del testamento biologico".

Posizioni divergenti, infine, anche tra gli esperti di bioetica. Secondo Demetrio Neri, membro del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), si tratta di una sentenza "importante che apre una strada", mentre per Adriano Pessina, direttore del Centro di Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore è una decisione che "suscita diverse e gravi perplessità".

(16 ottobre 2007)

7 commenti:

riverinflood ha detto...

L'intrusione di terze parti - lo Stato, la Magistratura, la Chiesa, eccetera - sulla vita privata e intima di ciascun individuo è un'intrusione arrogante e violenta. Questi soggetti tendono a portare argomentazioni in base ai loro Poteri, Leggi, Verità, che sembrano apparentemente incontrovertibili. Nel caso di un individuo che soffre terminalmente è ancora più difficile stabilire se ha coscienza di sé per decidere se continuare o no la propria esistenza; ma è altresì più difficile per quei soggetti di cui sopra stabilire, a priori, per partito preso e per le loro Verità, se la integrità mentale dell'ammalato sia in grado di accettare quelle Leggi e quelle Verità. Una persona che può riuscire in ciò potrebbe essere un familiare, una persona comunque in grado di dimostrare una conoscenza profonda del soggetto ammalato. Ritengo quindi, che al di là di specifiche Leggi e Verità umane, il cosiddetto dovere di proteggere una terza vita sia assolutamente ipocrita se non si indaga su quei temi. Per cui, diamo la possibilità affinché ci sia una Ragione più valida e necessaria rispetto ad altre Ragioni, legittime, ma completamente lontane se non addirittura estranee alla Ragione dell'ammalato stesso. Si riprende così una tesa gandhiana, completamente aperta alle priorità della Ragione di ciascun essere umano.

Clark Kent ha detto...

interessante il tuo blog...davvero
clark

Nicola Andrucci ha detto...

Il discorso sull'eutanasia è molto complesso e difficilmente riuscirò ad esprimere la mia idea in un commento. Ho scritto qualcosa pure io sul mio blog. Il tema è molto delicato, bisogna analizzare tutte le variabili. Io comunque, personalmente, sono favorevole all'eutanasia, e contrario alla pesante ingerenza delle religioni, nelle questioni di Stato.

Caramon ha detto...

si infatti è difficile dire la propria..xò anche io sono dell'idea ke la chiesa dovrebbe intromettersi meno (non capisco..ha tanto denaro da gestire e ha tempo pure x farsi gli affari di tutti?). Inoltre secondo me,una persona dovrebbe avere un pò di voce in capitolo sulla sua vita..almeno quando ha tutte le facoltà mentali!

Matteo L. ha detto...

Ciao. bel post. se vuoi linkare il mio blog, io ti ho già linkato da un po di tempo. prova a visitare TEO NEWS e poi mi saprai dire. Grazie

Matteo L. ha detto...

Leone volevo chiederti. 1) come detto se puoi linkarmi. 2) come sei riuscito ad inserire nel tuo blog i banner dei parlamentari wanted che non trovo il codice. 3) Come hai fatto ad inserire la canzone di Grillo che io non riesco ad inserire le musiche nel blog. Grazie per tutte le risposte

Leone paziente ha detto...

ciao teo!!!! Allora ti rispondo: 1) ti ho appena linkato
2)e 3) è stato difficile perchè ho dovuto convertire la pagina del blog di beppe in html ed ho trovato i codici html e li ho copiati!!!
Grazie per avermi linkato!!!!
Ciao!!!